Short track: Fontana eguaglia Mangiarotti e "si vendica" di Sighel, squalificato nei quarti tra le polemiche

  • Postato il 12 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Arianna Fontana nella storia. L’argento conquistato nei 500 metri consente alla “tigre” di Sondrio di eguagliare il mitico record dello schermidore Edoardo Mangiarotti e di diventare, insieme a lui, l’atleta azzurra più medagliata di sempre alle Olimpiadi: 13 le ascese sul podio. Un riconoscimento che arriva al termine di una giornata iniziata tra imprevedibili polemiche a causa delle dichiarazioni di Pietro Sighel, che – senza diplomazia – aveva espresso con chiarezza la sua opinione nei suoi confronti. Non proprio edificante. Sighel, a sua volta, protagonista di un clamoroso pasticcio costatogli l’esclusione nei quarti dei 1000 metri, che dovevano essere la “sua” gara.

Olimpiadi, il record di Fontana: 13 podi come Mangiarotti

Fontana nella storia d’Olimpia e d’Italia, dunque. E pazienza se la tredicesima medaglia non è stata del metallo più prezioso, com’era stata quattro anni prima a Pechino. L’oro se l’è preso l’olandese Xandra Velzeboer, che ha preso subito il largo in finale e ha fatto gara a sé già a partire dal primo giro. Arianna ha dovuto battagliare con le altre per il podio ed è riuscita a precedere la canadese Courtney Sarault e l’altra olandese Selma Poutsma. Gioia incontenibile per Fontana e per tutto il Forum di Assago, pieno zeppo – come in occasione della staffetta mista – di “faccioni” della campionessa azzurra.

La gioia di Arianna e l’appuntamento per la staffetta femminile

Commossa e felice Arianna ai microfoni Rai: “Sono senza parole, essere competitiva oggi non era scontato. A ottobre mi sono fatta male, non ho potuto preparare i 500 come avrei voluto. Ho fatto pochissime partenze, poca velocità. Essere qui a 35 anni a combattere con avversarie di dieci anni più giovani è qualcosa di unico. Ci tenevo a essere qui nelle migliori condizioni possibili, non è stato un avvicinamento semplice ma grazie al sostegno di tutta la gente che ho attorno, ce l’ho fatta. Ora c’è la staffetta, tifate per noi”. Signorile il silenzio sulle polemiche a distanza del compagno di squadra, peraltro alle prese con altri tipi di problemi.

Dramma Sighel: penalizzato per aver danneggiato Niewinski

Un’oretta prima dell’argento di Fontana s’era infatti consumato il dramma di Pietro Sighel. Dopo le dichiarazioni “antipatiche” del mattino – “Arianna Fontana? E chi la conosce. Si allena da otto anni negli Stati Uniti, ci siamo visti due minuti e mezzo per la gara” – il campione trentino ha preso il via da favorito alle qualificazioni dei 1000 metri. E nei quarti di finale è incappato in un clamoroso pasticcio, cambiando direzione e danneggiando – a detta dei giudici – il polacco Michal Niewinski, caduto dopo un contatto tra le lame. Annullato il primo posto di Sighel al termine della prova, con tanto di squalifica inappellabile. Gara finita senza praticamente essere mai iniziata.

Sighel, polemica rovente: “Non sono d’accordo coi giudici”

“Si, sono deluso”, l’ammissione di Sighel in mixed zone. “Non sono d’accordo con questa decisione perché, come mi ha detto Michael all’uscita dalla gara, lui non ha sentito il contatto con il corpo ma soltanto delle lame, e in questi casi normalmente c’è solo il passaggio del turno per l’atleta. Ma hanno detto che è penalità e quindi sono qui”. Il rammarico è enorme per un verdetto considerato ingiusto: “Sentivo di essere molto davanti a lui, per quello ho chiuso, se no avrebbe potuto passarmi di nuovo. Ma la lama ha toccato, è successo ma non sono d’accordo con la penalità, abbiamo visioni differenti coi giudici“.

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