Short Track, oro storico: Arianna Fontana sempre più leggendaria, Pietro Sighel e la "piroetta" della vittoria
- Postato il 10 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Era la medaglia che volevano più di ogni altra cosa, ma forse era anche quella più difficile da andare a prendere. Nulla che ad Arianna Fontana e Pietro Sighel potesse realmente apparire come qualcosa di insormontabile: il trionfo nella staffetta mista di short track ha ricordato al mondo intero quanto l’Italia sia un’eccellenza pura nel mondo del pattinaggio di velocità, oltre ad aver consegnato una volta di più Arianna Fontana alla storia dello sport olimpico azzurro, e non solo. Tanto che c’è già chi guarda oltre, ipotizzando che a breve possa avvenire l’aggancio a Edoardo Mangiarotti, l’atleta italiano più medagliato di sempre ai giochi (13 medaglie nella scherma: Arianna dista ormai un solo metallo…).
- La gioia di Arianna: "Il record di Mangiarotti? Non ci penso"
- Una carriera fatta di grandi trionfi: "Ora posso divertirmi"
- Sighel, un "reverse" per la storia: "Dovevo avere un bel margine..."
La gioia di Arianna: “Il record di Mangiarotti? Non ci penso”
L’oro messo al collo dalla valtellinese ha un valore tutto speciale. Dimenticate le polemiche sulla scelta di prepararsi negli Stati Uniti, arrivando quasi al punto di minacciare di cambiare nazionalità pur di non vedere intralciato il proprio lavoro e soprattutto in segno di protesta dopo la vicenda del tentato infortunio subito in allenamento nel 2019, Fontana è tornata a fare quello che le riesce meglio, cioè trascinare i compagni verso i trionfi più ambiti.
S’è inventata un sorpasso favoloso ai danni della cinese nel momento chiave della finale, lasciando a Elisa Confortola il compito di prendere quel gap che poi è stato gestito nel finale da Pietro Sighel. “È una medaglia da sapore magico, sono felice e orgogliosa della mia carriera. Questa vittoria mi dà senza dubbio una grande spinta per le gare che verranno. È la medaglia numero 12 dei Giochi, lo so… Il record di Mangiarotti? Non ci penso, vivo giorno per giorno, gara dopo gara, quello che verrà si vedrà. Di certo sono concentrata sulle prossime gare, e dopo aver aperto l’olimpiade in questo modo c’è solo da divertirsi”.
Una carriera fatta di grandi trionfi: “Ora posso divertirmi”
Arianna praticamente vince da 20 anni, da quando a Torino 2006 con la staffetta femminile nei 3.000 metri conquistò la medaglia di bronzo. “Non posso fare una classifica delle medaglie vinte, perché ogni quadriennio olimpico ha un percorso diverso. Certo 20 anni fa, nel giorno della cerimonia d’apertura di Torino 2006, non mi sarei mai aspettata di essere qui oggi, e soprattutto con tutte queste medaglie al collo.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/eleonora_aloise/status/2021213132664844396" profile_id="eleonora_aloise" tweet_id="2021213132664844396"/]Ho fatto questa riflessione stamattina mentre venivo al Forum, pensavo a quanto fosse stata lunga la mia carriera, a quel che ho vinto che è tutto quello che avrei voluto vincere, e a tutti gli obiettivi raggiunti che erano proprio quelli per i quali ho intrapreso questa disciplina. Mi sono detta: vai e divertiti, e così ho fatto”.
Quel sorpasso sulla cinese finirà dritto nei libri di storia dello short track, ma Arianna è pronta a regalare altre perle. E non perché voglia davvero raggiungere o superare Mangiarotti, semplicemente perché lei piano non sa proprio andare.
Sighel, un “reverse” per la storia: “Dovevo avere un bel margine…”
Pietro Sighel ha avuto invece l’intuizione di scattare la diapositiva perfetta del trionfo azzurro: a un metro dalla linea del traguardo ha fatto un 180 gradi e ha tagliato la linea virtuale rivolto verso gli avversari che si stavano giocando le restanti medaglie. “Ma non era una cosa voluta verso i rivali, quanto piuttosto per ringraziare il nostro pubblico di casa, che ci ha sostenuti in modo favoloso durante tutti i turni di gare. Non voleva essere in alcun modo una cosa offensiva rivolta ai nostri avversari, che anzi si sono comportati veramente in modo sportivo.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/Domenico1oo777/status/2021199698095374572" profile_id="Domenico1oo777" tweet_id="2021199698095374572"/]Semplicemente era una cosa che mi era balenata in testa prima di fare la finale, e così m’è venuta, spontanea e senza altri fini. Per farlo però sapevo che avrei avuto bisogno di avere un bel margine e così è stato, quindi direi che tutto è stato bello e perfetto allo stesso tempo”.
Un oro che chiude un cerchio: “Sicuramente si, perché Dio solo sa quanto l’ho cercato in questi anni. Mi spiace solo non averlo potuto condividere con mia sorella Arianna e con Martina Valcepina, che era infortunata”. Valcepina che però ha fatto lo stesso il giro d’onore con i compagni di nazionale, che hanno voluto farle assaporare l’ebbrezza della vittoria e l’emozione di vedere tante bandiere tricolore sventolare sugli spalti. E chissà che non ci sia spazio per una replica nei giorni a venire.