“Si può rivoluzionare qualunque disciplina, penso ai tiri da 10 nel basket e a una Kings League nel tennis”: le nuove idee di Pique

  • Postato il 19 gennaio 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Si può rivoluzionare qualunque disciplina e intervenire sulle regole più antiche, direi medievali”: Gerard Pique vuole cambiare tutto. Probabilmente trascinato dal momento che sta vivendo la sua Kings League, con un Mondiale da record in Brasile, l’ex difensore del Barcellona – ideatore del torneo calcistico che oggi appassiona tantissimi giovani – vuole adesso riformare diverse discipline.

A partire dal tennis, sport in cui Pique è già entrato con la Coppa Davis (organizzata fino al 2023): il nuovo format è stato però un fallimento e ora si sta cercando di tornare indietro. L’ex difensore ha già proposto pure altri cambiamenti, come eliminare la seconda di servizio. E ora pensa a un torneo tutto suo: “Perché non creare una Kings League di tennis?”. Un format con regole più “veloci” (per esempio quelle viste durante le Next Gen Finals), diverse dal classico tennis, con creator e youtuber protagonisti, come nel calcio. Ma il tennis è solo uno degli sport che Pique vorrebbe cambiare. “Ci sono altri sport, come il calcio, la boxe, l’MMA, anche le freccette. Si possono aggiungere creatori di contenuti, nuove regole, usare piattaforme di streaming, Twitch, TikTok o YouTube, in modo da raggiungere un nuovo pubblico. Tutto il mondo è connesso al cellulare e ai social“.

Tante idee, tra cui una nel basket, tra gli sport precursori del divertimento e dello spettacolo grazie all’Nba. “Anche lì si divertono, ma le cose possono cambiare. Si potrebbe giocare 3 contro 3, inserire i tiri da 10 punti, oltre a quelli da 2 e 3. Ma non solo”. Pique provoca, molti storceranno il naso. Parla senza conoscere bene le altre discipline.

Sul calcio invece è più cauto: “È uno sport con più di 100 anni di storia, resta lo sport più bello del mondo. È come una religione. Se entrassi nel pallone, non cambierei le regole. Piccole cose. Perché funziona ancora. Ma una fetta di pubblico vuole altro”.

Velocità, pochi tempi morti, show pre e post match, tra un tempo e l’altro, coinvolgimenti di artisti e personaggi del mondo dello spettacolo. È questo in sostanza ciò che chiede Pique: “Io propongo un prodotto per una generazione che chiede velocità, interazione. Dicono che i giovani siano la generazione ‘tutto e ora’, ma forse vogliono solo essere ascoltati. Vogliono interagire”. E alla base dei cambiamenti c’è la volontà di far decidere il pubblico, proprio come accade in Kings League: “Fifa e Uefa non ascoltano il pubblico, non gli si chiede cosa vuole. Noi lo facciamo: abbiamo fatto scegliere i colori del campo, hanno preferito il nero al verde, scegliere l’evento, il tempo di gioco, i giorni. Chiediamo e facciamo decidere. Perché alla fine dei conti siamo ciò che siamo grazie a quelli che ci seguono”.

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