“Sinistra frustrata sulla questione di genere”: Concia sulla polemica Schlein-Pd Puglia

  • Postato il 30 gennaio 2026
  • Di Il Foglio
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“Sinistra frustrata sulla questione di genere”: Concia sulla polemica Schlein-Pd Puglia

La “linea rossa” sulla “questione rosa”. Elly Schlein insorge contro quello che – negli incarichi istituzionali del Consiglio regionale e della giunta pugliese – è uno spazio troppo risicato per le donne. Il monito della deputata di Lugano risuona con sottofondo di tamburi: “La parità di genere è sempre importante e fondamentale. Mi aspetto che anche il partito pugliese faccia di tutto per farla avanzare e far avanzare il ruolo delle donne. Lo chiedo a tutti i livelli, è un principio per me non negoziabile”. Di fatto una tirata d’orecchie plateale al governatore Antonio Decaro e al suo partito che avrebbe scelto come presidente dell’assemblea legislativa l’ex parlamentare brindisino Toni Matarrelli, lasciando ai box Loredana Capone, pretoriana della segreteria che guidava l’aula nella passata legislatura. Nell’esecutivo, poi, contravvenendo ai diktat del Nazareno, gli assessorati rosa sono solo quattro su dieci.

 

Paola Concia, già deputata dem, al Foglio spiega che “la questione di genere a sinistra è un tema “sensibile”. E aggiunge: “Tra l’altro capisco bene la frustrazione”. Sorride e aggiunge: “Non è solo un problema di numeri. E’ un grande tema, perché a destra, invece, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, mica è diventata leader grazie alle quote rosa. Anzi. Lei è una grande nemica delle quote rosa”. Dribblando come Carolina Morace quando era bomber dell’Alaska Trani il campo minato delle liti interne ai dem, aggiunge una riflessione: “Evitando polemiche, la questione delle donne nei luoghi della rappresentanza e nei luoghi di potere, parola che non fa affatto paura, è semplice. Riguarda le modalità con cui si seleziona una classe dirigente”. Ci spieghi meglio: “Si dovrebbe guardare alle competenze, alle professionalità e al merito. Ma poi si commette un errore: si coopta sempre dalla stessa platea, dimenticando il campo delle donne, escluse a prescindere anche dalle proprie competenze, che non vengono prese in considerazione”. Da ex sportiva chiosa: “Se in una squadra a ranghi misti scegli sempre i maschi, nonostante tra loro ci sono delle “pippe”, e trascuri le ragazze, tra le quali ci sono delle top player, allora corri il rischio non solo di perdere, ma anche di privarti di competenze e talenti. Bisognerebbe scegliere – ma le indicazioni sono quasi sempre fatte dagli uomini – i migliori, tra gli uomini e le donne”.

 

La legge Golfo-Mosca però per la parità nei cda pubblici funziona: “Sì – puntualizza – l’ho votata anche io. E’ una cosa seria, tenendo sempre presente che sono gli uomini a scegliere. Ha aperto un varco. In Germania anche Angela Merkel, dopo un po’ di resistenze, cedette alle quote rosa”. Ma le quote non si possono imporre nelle urne: “In una società maschilista, in campagna elettorale, le donne partono in svantaggio per motivi che vanno dalle risorse economiche minori alle riserve culturali”. Qualcuna però ha una longevità politica strabiliante, Adriana Poli Bortone: “Grazie al consenso, non alle quote rosa”.

 

Tornando al sermone della Schlein ai dem pugliesi: “La sinistra sulle quote rosa ha le regole ma evidentemente non le rispetta. Sono stata in quel partito trent’anni… Abbiamo fatto tante battaglie sul potere delle donne e le competenze femminili da valorizzare. Non sempre a sinistra quel muro si è rotto…”. Decaro però ha nominato in giunta Marina Leuzzi, ingegnere di Avs, in dolce attesa: “Hanno fatto bene, la maternità non è una malattia, ma può diventare un valore aggiunto. Un segnale positivo”. Un suo consiglio al governatore pugliese? “Lo conosco e lo stimo. Gli potrei mandare il mio libro “Quel che resta del femminismo”, scritto con Lucetta Scaraffia”. Una dedica con la penna rosa? “Con affetto, ad Antonio…”

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Il Foglio

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