Sinner, quanto mi costi? Binaghi: "Biglietti più cari per i nostri tornei, vogliamo un pubblico più educato"

  • Postato il 5 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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Il sogno è sempre lo stesso: l’agognato sorpasso sul calcio, che da miraggio – numeri alla mano – sta diventando sempre meno vago e più concreto. Ma il grande obiettivo di Angelo Binaghi rimane promuovere sempre più il tennis in Italia. Farlo diventare uno sport “tradizionale”, meno legato agli exploit del momento e sempre più amato da una base forte e radicata di praticanti e appassionati. Il paradosso di questa visione ambiziosa e lungimirante? Che per far diventare il tennis uno sport “popolare”, bisogna che per il momento resti quanto più possibile “elitario”. Non tanto per i giocatori, quanto per il pubblico.

Lo storico sogno di Binaghi: il sorpasso del tennis sul calcio

Stanno già infiammando i social le dichiarazioni del presidente della FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel) al convegno “Forum Osservatorio Valore Sport” organizzato da The European House – Ambrosetti al Salone d’Onore del Coni. Seduto accanto al presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, il boss del tennis tricolore ha accostato ancora una volta calcio e tennis: “Il calcio ha 21 milioni di appassionati mentre il tennis che è in continua crescita ne ha 19. Sono due sport che iniziano a essere paragonabili e ovviamente puntiamo al sorpasso”. Quindi la “spiegazione” del caro biglietti che più ha scatenato polemiche e commenti indignati.

Caro biglietti per Internazionali e ATP Finals: ecco perché

“Noi dobbiamo scegliere chi può entrare a vedere i grandi match di tennis e lo facciamo alzando il prezzo del biglietto”, ha chiarito Binaghi a proposito del vertiginoso “caro biglietti” per le partite delle ATP Finals, ma anche per quelle dei prossimi Internazionali d’Italia. Per vedere l’eventuale finale con Jannik Sinner in campo, infatti, bisognerà spendere 458 euro per un posto nel settore più economico (si fa per dire), i Distinti. Una suite, invece, supera i duemila euro. “Il pubblico è cosi più educato e meno turbolento. Questa configurazione elitaria permette al tennis di vedere uno sport popolare”, le controverse parole di Binaghi.

Binaghi versione Robin Hood: “Così portiamo il tennis a tutti”

Non è chiara, infatti, l’associazione “pubblico più spendaccione=pubblico più educato”: scostumati e turbolenti, purtroppo, non si riconoscono dal reddito. Meno nebulosa, in ogni caso, la destinazione dei proventi derivanti dai maggiori introiti: “Con gli altospendenti – ha spiegato Binaghi – riusciamo a dare il tennis in chiaro a tutti gli italiani, ogni giorno dell’anno con il nostro canale Supertennis. E poi c’è il progetto ‘Racchette in classe’, che nel 2024 ci ha permesso di insegnare il tennis a 813mila bambini”. E ancora: “C’è un deficit tra l’offerta di impianti e la domanda in crescita. Tutti vogliono seguire il tennis, tutti vogliono praticarlo ma il problema è che non ci stanno le condizioni per accontentare tutti”.

Solo ricchi in tribuna, il web stronca il presidente della FITP

“Francamente mi sembra un discorso senza capo né coda”, commenta un appassionato sul web. “Cioè i 200 euro per vedere una partita alle Finals di pomeriggio durante la settimana a cosa servirebbe? Per far vedere i tornei WTA inutili su Supertennis? Ecco perché non vado più a vedere le Finals”, fa sapere un utente deluso. “Binaghi si presenta come una sorta di Robin Hood di noialtri, ma quali sarebbero i vantaggi derivanti dal suo pubblicco di ricconi? Un canale che trasmette solo tornei modesti o repliche di scarso valore?”. Ma c’è chi lo applaude: “Grazie a questa politica mio figlio ha iniziato a giocare a tennis e sono contentissima“.

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Virgilio.it

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