“Sistema Sorrento”, la prefettura invia la commissione d’accesso: indagherà sui tentativi di infiltrazione dei clan
- Postato il 6 marzo 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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Il “Sistema Sorrento” è ora oggetto di indagini anticamorra del Viminale. Poco fa si è insediata la commissione d’accesso al Comune per verificare la sussistenza di infiltrazioni della criminalità nell’amministrazione comunale. L’ha nominata il prefetto di Napoli Michele di Bari su delega del ministro dell’Interno “per verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione del suddetto Comune”, recita la nota di rito diffusa dall’ufficio stampa.
L’accesso avrà durata di tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi. Il provvedimento è stato notificato nelle mani della commissaria prefettizzia Rosalba Scialla. Il comune infatti è commissariato da maggio scorso, dopo l’arresto e le dimissioni del sindaco Massimo Coppola, travolto da un’indagine su un colossale meccanismo di corruzione su decine di appalti e affidamenti, per la quale ha confessato e chiesto il patteggiamento. Il “Sistema Sorrento”, per l’appunto. Della commissione d’accesso fa parte l’ufficiale della Gdf Francesco Tartaglione, comandante della Finanza di Massa Lubrense, il corpo di polizia giudiziaria che ha indagato sul “Sistema Sorrento”.
Sul caso Sorrento si era svolta una riunione riservata in Prefettura il 23 febbraio, presenti il prefetto e il procuratore di Torre Annunziata. Si era conclusa con la decisione del prefetto di proporre al ministro dell’Interno l’invio della commissione d’accesso.di proporre al ministero dell’Interno l’invio della commissione d’accesso. Il Viminale ha accolto la proposta in pochi giorni.
Tra marzo e maggio 2025, nelle settimane che hanno preceduto l’arresto di Coppola, i parlamentari Sergio Costa e Francesco Borrelli presentarono delle interrogazioni con le quali chiedevano al Viminale risposte sulle pressioni di un pluripregiudicato residente a Sorrento, appartenente a una famiglia invischiata in inchieste sul clan D’Alessandro, per condizionare le decisioni della politica e degli uffici, e così impedirne l’abbattimento dei suoi abusi edilizi e la costituzione di parte civile in un processo dove il vice comandante dei vigili urbani era parte lesa delle sue diffamazioni pubbliche. La stessa persona che poche settimane fa era tornata a incatenarsi per protesta sotto la sede del Municipio.
L’interrogazione di Costa, in particolare, si concludeva con la domanda “se la mancata costituzione di parte civile del Comune di Sorrento e le nomine in giunta del sindaco Coppola non siano condizionate dalle pressioni e dai condizionamenti esercitati dall’imputato per diffamazioni persecutorie ai danni dell’ex vice comandante Bucciero e di numerosi amministratori, politici e attivisti locali, al fine di tutelare chi sul territorio della costiera sorrentina si adopera per il rispetto della legge”. Secondo Costa queste vicende potevano essere il retroscena dell’estromissione dalla giunta della vice sindaco Filomena Cappiello, avvicendata a febbraio 2025.
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