‘Sistema Sorrento’, secondo rinvio a giudizio per l’ex sindaco Coppola. Chiusa l’indagine su decine di appalti truccati
- Postato il 26 gennaio 2026
- Giustizia
- Di Il Fatto Quotidiano
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Ed ora il processo al ‘Sistema Sorrento’ inizia davvero. Il Gip di Torre Annunziata Maria Concetta Criscuolo ha disposto il secondo rinvio a giudizio immediato per l’ex sindaco Massimo Coppola, ai domiciliari a Valmontone. Con lui vanno a giudizio il fido ‘Lello il Sensitivo’, ovvero Raffaele Guida, ai domiciliari in Lombardia, che orientava scelte e decisioni di Coppola leggendo le carte, e l’architetto Vincenzo Rescigno, anche lui sottoposto a misura cautelare. La prima udienza è stata fissata il 17 aprile davanti al collegio A del Tribunale oplontino. Gli avvocati Gianni Pane, Bruno Larosa, Valerio Stravino, Giuseppe Stellato e Claudio Sgambato hanno ricevuto le notifiche in queste ore.
Coppola, Guida e Rescigno sono tre indagati per i quali erano state consolidate al Riesame le accuse a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e peculato. Accolta la richiesta del pm Giuliano Schioppi, vistata dal procuratore Nunzio Fragliasso. Un atto che mette il punto sul filone principale dell’inchiesta della Guardia di Finanza: più di ventimila pagine di documenti e verbali che attraversano l’intera macchina comunale e un sistema marcio di decine di appalti, affidamenti e nomine decisi e spartiti dal 2021 in poi secondo logiche tangentizie.
A novembre Coppola e lo staffista-giornalista Francesco Di Maio erano stati rinviati a giudizio col rito immediato – prima udienza 20 febbraio 2026 – nell’ambito del solo filone relativo a Prisma, la cooperativa monopolista a Sorrento degli appalti refezione scolastica. Ottenuti, secondo le conferme accusatorie ed autoaccusatorie di Di Maio e dell’imprenditore dominus della coop, Michele De Angelis, a suon di mazzette concordate con Coppola durante pranzi e cene organizzate tra case e ristoranti.
Di Maio, difeso dall’avvocato Alessandro Orsi, ha deciso di farsi processare col rito abbreviato, che prevede porte chiuse, dibattimento sui soli documenti e sconto di pena di un terzo in caso di condanna. Coppola – che si dimise il 26 maggio, sei giorni dopo l’arresto in flagranza, trascinando l’amministrazione comunale verso lo scioglimento – non ha ancora optato per un eventuale rito alternativo: il nuovo rinvio a giudizio immediato potrebbe indurre i suoi difensori a formulare un’unica decisione per entrambi i processi. O persino chiederne l’accorpamento.
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