Smart working, dimezzati i giorni nella pubblica amministrazione

  • Postato il 12 marzo 2026
  • Economia
  • Di Agi.it
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Smart working, dimezzati i giorni nella pubblica amministrazione

AGI - “La pubblica amministrazione, in Italia, fa dietrofront sul lavoro agile”. A lanciare l'allarme è FLP, il sindacato dei lavoratori pubblici e delle pubbliche funzioni, durante il tavolo “Innovazione nella pubblica amministrazione. Rinnovi contrattuali, percorsi di carriera e qualità del lavoro pubblico”, nel quale la federazione ha presentato un'analisi che mostra come, nella maggior parte dei ministeri e degli uffici della PA, vi sia un dietrofront rispetto all'utilizzo dello smart working. “Nella maggior parte degli Uffici della PA si sta assistendo a un ridimensionamento del 50% dello smart working” dice Marco Carlomagno, segretario generale di FLP. Qualche esempio dato dalla sigla sindacale: la presidenza del Consiglio dei Ministri è passata da 2 giorni a settimana a 1 giorno di lavoro agile e così pure gli uffici centrali del Ministero della Giustizia, mentre nei tribunali si è rimasti a 1 giorno a settimana di smart working e, in alcuni casi, si è passati a 0. Riduzioni del lavoro agile ancora non quantificate anche al Ministero dell'Agricoltura (in particolare negli uffici dell'ispettorato frodi) e in quello della Cultura, dove lo smart working era di due giorni a settimana. Al Ministero dell'Economia si è passati da 8 giorni al mese a 6 giorni al mese, mentre nelle ambasciate e nei consolati lo smart working è da sempre negato. Rimane stabile la situazione alla Farnesina, dove lo smart working è di 4/6 giorni al mese. Diminuisce invece al Ministero della Difesa da 6 giorni a 4 giorni al mese e nei dipartimenti dell'Università e della Ricerca, dove da 8 giorni di smart working al mese si è passati a 6.

Presso gli uffici territoriali dell'Agenzia Dogane e Monopoli si è rimasti a 6 giorni al mese o, in alcuni casi, a 4. Anche al Consiglio di Stato la situazione è rimasta a 8 giorni di lavoro agile al mese, salvo in alcuni casi in cui è scesa a 6, mentre all'Agenzia delle Entrate e al Ministero della Salute al momento non c'è riduzione (sono garantiti 8 giorni al mese) ma lo smart working è legato all'applicazione del CCNL funzioni centrali che prevede l'estensione dei giorni per particolari categorie di lavoratori e una riduzione prevista per il restante personale. Per quanto riguarda il Ministero dell'Interno al momento non c'è riduzione delle ore di smart working, ma continuano a limitarne al minimo gli effetti nelle sedi territoriali (prefetture e questure).

Il lavoro agile nel mondo e le conseguenze in Italia

“In tutto il mondo il lavoro è ormai basato su obiettivi e risultati e non sulla presenza: di qualche giorno fa la notizia che in Australia entrerà in vigore nel 2027 l'obbligo di smart working per due giorni a settimana. Non solo: diversi studi dimostrano come ci sia una correlazione positiva tra lavoro a distanza e natalità o come il lavoro agile comporti un miglioramento del rapporto vita-lavoro in generale con minor tempo perso in spostamenti e ascesa di luoghi “near work” per svolgere le proprie mansioni" afferma Carlomagno, che così continua: "Tutte conseguenze positive del lavoro da remoto, ma l'Italia anziché occuparsi di assegnare obiettivi e migliorare la qualità servizi sceglie di esacerbare un malessere. Per questo FLP in sede di contrattazione si batterà per un cambio di rotta".

Le proposte di FLP per la contrattazione collettiva

Secondo FLP, molti altri aspetti che dovrebbero essere regolati dalla contrattazione collettiva continuano a essere condizionati da vincoli legislativi che ne limitano l'efficacia, sia sul versante economico sia su quello organizzativo. Tra i punti prioritari secondo la federazione, anche estendere e rafforzare la detassazione dei fondi di produttività nel settore pubblico, rimuovere la norma introdotta a fine 2024 che impedisce l'utilizzo delle risorse di bilancio per il welfare aziendale; superare il blocco dei fondi di produttività ai valori del 2016 e rafforzare il sistema di partecipazione, dando alle organizzazioni sindacali e alle RSU un ruolo effettivo nella definizione dell'organizzazione del lavoro. A questo si aggiunge l'importanza della formazione continua e della sicurezza nei luoghi di lavoro, come condizioni per un benessere organizzativo non solo dichiarato ma misurabile.

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Autore
Agi.it

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