Spiagge libere Spotorno, cosa sta succedendo: numeri, stabilimenti a rischio e petizioni
- Postato il 20 gennaio 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 3 Visualizzazioni

Spotorno Temperature in picchiata in provincia di Savona, rese ancora più rigide dal vento di questi giorni. Eppure a Spotorno il clima è bollente, quasi estivo. Ma qui il sole non c’entra: è il dibattito sulle spiagge libere a scaldare la cittadina. Tutto ruota attorno al 2027, anno in cui la Liguria dovrà mettere a punto una gestione definitiva degli arenili, adeguandosi alle norme nazionali e alla direttiva europea sulle concessioni balneari.
Per favorire questo percorso, lo scorso anno il Consiglio regionale ha approvato un emendamento — presentato dal consigliere regionale alassino Rocco Invernizzi — che sospende fino al 30 settembre 2027 l’obbligo di raggiungere una quota minima del 40% di spiagge libere per poter andare a gara, consentendo così ai Comuni di completare l’iter di riassegnazione previsto dalla normativa nazionale.
Il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, alla guida della città dal 2016, è intervenuto con decisione sulla questione presentando ai balneari spotornesi la bozza del nuovo Piano di Utilizzo del Demanio (PUD), al centro di un acceso dibattito tra amministrazione e categorie. Il piano punta a far crescere la quota di spiagge libere e libere attrezzate dal 10% al 40% dell’arenile totale, rispettando le leggi europee, nazionali e regionali.
Nella giornata di ieri, lunedì 19 gennaio, in Comune a Spotorno, il sindaco Fiorini ha incontrato i rappresentanti del Tavolo locale del turismo per illustrare il nuovo piano di utilizzo delle aree demaniali. A differenza del precedente confronto con i balneari, questa volta l’incontro si sarebbe svolto in un clima più disteso. Ma il caso delle spiagge libere di Spotorno ha da subito suscitato un grande eco mediatico anche a livello nazionale. Non a caso, oggi 20 gennaio, la questione approderà in Parlamento con un’interrogazione presentata dal deputato del Gruppo Misto, Emanuele Bozzolo. Inoltre, nei prossimi giorni il primo cittadino spotornese incontrerà di nuovo le categorie interessate per parlare del PUD. L’appuntamento è l’assemblea pubblica in programma il 28 gennaio alle 21 nella Sala Congressi Palace, un’occasione per spiegare il piano e raccogliere le osservazioni prima di una possibile approvazione.
I numeri e gli stabilimenti che potrebbero essere cancellati dal nuovo Piano
Considerando che stiamo parlando di una bozza da approvare, proviamo a fare ordine sui numeri e a capire quali stabilimenti potrebbero “scomparire” con l’entrata in vigore del nuovo PUD.
A Spotorno, circa il 10% dell’arenile è libero o libero attrezzato, una delle percentuali più basse della Liguria, dove molte località puntano a raggiungere almeno il 40%. Per fare un confronto, a Savona la quota stimata è intorno al 50%. Qui si può leggere la fotografia completa degli altri comuni savonesi.
Secondo la bozza del nuovo PUD, le spiagge libere e libere attrezzate salirebbero al 40% dell’intera fascia costiera spotornese. Attualmente gli stabilimenti balneari sono 34; con il nuovo piano potrebbero essere ridotti a 25, con la cancellazione (al momento solo ipotetica) di 9 concessioni. Questo numero in realtà circola con forza soprattutto dopo l’incontro tra i balneari e il sindaco Fiorini. In quell’occasione ai balneari sono state mostrate a distanza delle slide e, proprio da quelle (che ricordiamo fanno parte della bozza del PUD), i rappresentanti di categoria avrebbero individuato gli stabilimenti a rischio.
A confermarlo è Mirco (Wlly) Vaggi, presidente dei balneari spotornesi: “Durante l’incontro – spiega Vaggi a IVG – abbiamo chiesto le slide al sindaco per consultarle meglio, ma non ci sono state consegnate. Siamo aperti al dialogo, ma se tutto è calato dall’alto, senza confronto, diventa difficile. Qua si parla di famiglie. Non è solo questione dei balneari e basta, sarebbe riduttivo parlarne così. È una questione seria per tutto il tessuto commerciale: affitti, compravendite, bar, ristoranti… Tutto va considerato”.
Secondo Vaggi, inoltre, la percentuale del 40% sarebbe ancora tutta da vedere: “Tutti parlano del 40%, ma ci sono ancora fasi interlocutorie con la Regione. Qualcuno vuole far passare il messaggio che non ci siano altri modi per risolvere la situazione, ma in realtà non è così”.
Come riferito da Vaggi a IVG, tra gli stabilimenti a rischio di cancellazione con l’entrata in vigore del nuovo PUD figurerebbero i Bagni Lord Nelson, i Bagni Garrone, i Bagni Aurora, i Bagni Torino Palace e i Bagni Palace Beach, che, sempre secondo il presidente dei balneari, verrebbero convertiti in spiaggia per alberghi, con la concessione che andrebbe persa.
Per arrivare al totale ipotetico di nove concessioni a rischio, durante l’incontro, dalle slide mostrate a distanza ai balneari, non sono stati identificati i nomi di tutti gli stabilimenti. Alcuni di questi potrebbero ricadere nella zona del Merello, al confine con Bergeggi.
Il nuovo piano prevede la creazione di spiagge libere attrezzate, pensate per convivere con strutture commerciali e servizi, secondo il modello stabilito dalla legge regionale.
La posizione del sindaco Fiorini
Il sindaco Mattia Fiorini ha spiegato pubblicamente la proposta dell’amministrazione ribadendo che l’intento non è penalizzare nessuno, ma adeguarsi alle leggi e favorire un uso equo del bene demaniale: “Le spiagge sono un bene pubblico sottoposto a leggi europee, statali e regionali che travalicano la volontà della Amministrazione; quindi parlare di esproprio significa sentirsi padroni di un bene che invece è di tutti”.
Sulla tenuta occupazionale e imprenditoriale, il sindaco ha puntualizzato: “Oggi e per tutto il 2026, 40 imprese gestiscono in concessione questo bene pubblico, domani saranno sempre 40 con diversa caratterizzazione ma scelte però attraverso gare pubbliche che premieranno la capacità imprenditoriale, l’occupazione e la qualità dell’offerta turistica”.
E ancora: “I lavoratori del settore non hanno nulla da temere: le gare tuteleranno l’occupazione che aumenterà ed in particolare la riassunzione del personale già presente”. Fiorini ha sottolineato che il Piano resta una bozza, pronta ad essere approfondita ed eventualmente modificata prima dell’eventuale approvazione in Consiglio comunale, e che l’obiettivo è trovare un equilibrio tra uso pubblico e attività economiche private.
Le petizioni e il fronte dei cittadini
Il dibattito sulle spiagge libere di Spotorno si è allargato anche sul fronte civico, online in particolare: mentre una petizione a favore del PUD ha raccolto – alla data odierna – oltre 600 firme (clicca qui per leggerla), quella contro il Piano (qui), lanciata da Ilaria Peluffo, ha già superato 2.800 firme in pochi giorni. In questo caso, i promotori temono che la riduzione degli spazi gestiti dai balneari porti a un sovraffollamento delle spiagge libere, diminuendo la qualità dell’offerta e mettendo a rischio sicurezza, decoro e attrattività turistica.
Le reazioni della politica regionale e locale
Lo scorso 16 gennaio, durante un incontro con i balneari di Spotorno, i consiglieri regionali Angelo Vaccarezza (Forza Italia) e Sara Foscolo (Lega) non le hanno mandate a dire al sindaco Fiorini. Al centro della discussione, ovviamente, il nuovo PUD: “Se confermato, questo piano comprometterebbe seriamente l’immagine di Spotorno e del suo turismo di qualità, che rappresenta da sempre il motore della sua economia”.
Dalla parte opposta, Selena Candia, capogruppo di AVS in Consiglio regionale: “Condividiamo in pieno la decisione con cui il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, ha stabilito di portare al 40% la quota di spiagge libere nel suo comune… È il percorso giusto… Un modo per garantire la convivenza tra diritto alla balneazione e libertà di impresa”.
Mentre a livello locale, Francesco Bonasera (Lega) e il consigliere di minoranza Massimo Spiega si sono schierati apertamente contro la posizione del sindaco Fiorini: “Sono totalmente d’accordo con l’allarme lanciato da Vaccarezza. Governare con il consenso dei cittadini è essenziale”, ha detto Baonsera. Mentre Spiega chiede ” una pausa di riflessione e un confronto più ampio con tutte le categorie prima di approvare il piano”.