Spiagge libere Spotorno: ecco perché il sindaco Fiorini non vuole scendere sotto il 40%

  • Postato il 30 gennaio 2026
  • 0 Copertina
  • Di Il Vostro Giornale
  • 3 Visualizzazioni
Mattia Fiorini generica

Spotorno. Ma alla fine, questo 40% di spiagge libere e libere attrezzate è un obbligo oppure un obiettivo a cui tendere? La questione non è solo politica, ma anche squisitamente giuridica. E aggiungiamo di più: non riguarda, ovviamente, solo il Comune di Spotorno, in questi giorni al centro di un rovente dibattito istituzionale, ma tutti i comuni rivieraschi.

Per provare a rispondere alla domanda delle domande sul tema delle concessioni, riavvolgiamo un attimo il nastro di qualche ora e torniamo al momento in cui, al Palace di Spotorno, il consigliere regionale Angelo Vaccarezza (dopo aver lasciato la sala convegni in segno di protesta) prende il microfono in mano e rivolge questa domanda al sindaco Mattia Fiorini: “Ma se noi ti organizziamo un incontro in Regione, dove ti mettiamo davanti Bucci e chi vuoi tu tra tecnici e assessori, che ti dicono che se ci porti il PUD sotto il 40% noi te lo approviamo, tu lo approvi?”.

La risposta di Fiorini è lapidaria: “No. Perché il diritto non lo si fa con le dichiarazioni. Quella è una legge regionale. A me che lo dica Bucci o chi vuoi non mi cambia niente. Cambiate la legge, avete avuto 10 anni per scriverlo. Scriveteci 10% nella legge e io vi porto il PUD con il 10%, ve lo firmo sicuramente. Prenditi la responsabilità insieme a Ripamonti e Invernizzi. Abbiate il coraggio di prendere in giro la categoria che avete preso in giro sino ad adesso, e che state prendendo in giro da 20 anni”.

Generico gennaio 2026
Il consigliere Regionale Rocco Invernizzi durante il suo intervento

E il primo cittadino spotornese ribadisce il concetto alla stessa domanda posta dal consigliere Rocco Invernizzi (Fratelli d’Italia), il quale, nel suo intervento, aveva detto: “Se noi ti consentiamo di approvare un PUD al 20%, lo firmi?”. E Fiorini: “Se tu modifichi la legge regionale e ci scrivi che il limite di spiagge libere e attrezzate è al 20%, io farò il PUD al 20%, questo te lo assicuro”.

Ma allora, questo 40% è davvero un obbligo? Per cercare di avere la risposta più neutrale e obiettiva possibile, il relatore della serata al Palace, Marco Altamura, ha passato la palla a Morena Lucchetti, l’avvocato – collegato in videoconferenza – incaricato di spiegare i profili giuridici della direttiva Bolkestein.

“Il 40% – ha spiegato il legale – dato dalla sommatoria di spiagge libere e libere attrezzate nel 2023, era una previsione della legge regionale (la n. 13 del 2008). È quindi un percorso che non parte oggi, ma da lontano. Quando ha iniziato questo percorso, il Comune di Spotorno aveva questa disposizione regionale”.

Cosa è successo in seguito? Ricorda l’avvocato Lucchetti: “La Regione Liguria si è allineata alla norma nazionale che prevedeva la proroga delle concessioni fino a settembre 2027, nel senso di permettere ai Comuni quella che io chiamo una ‘moratoria’, ossia un periodo transitorio per mantenere lo status quo e quindi non raggiungere subito il 40%, che scatterebbe comunque a fine 2027”.

La serata al Palace

Secondo questa impostazione, quindi, il 40% non sarebbe più un obbligo attuale, ma una sorta di obbligo sospeso fino al 2027.

Secondo l’avvocato Lucchetti, in sostanza, non raggiungere ora il 40% significa solo rimandare il problema di poco tempo: “Questo vuol dire mantenere lo status quo e quindi non fare subito le gare, in allineamento alla norma nazionale, ma vuol dire anche spostare appena in avanti il problema, perché il prossimo anno arriverà la deadline e bisognerà raggiungere il 40% e fare nuove gare”.

Per l’avvocato, infine, c’è un ultimo aspetto da considerare: “Nel mentre – conclude – ci sono Comuni portati in tribunale dall’Antitrust, ma non solo (come Borghetto Santo Spirito, ndr). Il TAR dice che il 2027 non va bene, va disapplicato, e quindi il rischio concreto è l’aumento del contenzioso per i Comuni”.

Il relatore ha quindi provato a fare una estrema sintesi dell’intervento dell’avvocato, rispondendo alla domanda iniziale: il 40% di spiagge libere e libere attrezzate è un obbligo sì o no? “Mi sembra di aver capito che non sarebbe obbligatorio, se non a far corso da una certa data”. L’avvocato Lucchetti, a quel punto, ha annuito. La platea, manco a dirlo, ha mugugnato.

In estrema sintesi, la questione è questa: il 40% di spiagge libere e libere attrezzate non rappresenta attualmente un obbligo, pur essendo previsto dalla legge regionale n. 13 del 2008, perché l’obbligo è stato sospeso fino al 30 settembre 2027 in forza dell’emendamento Invernizzi del gennaio 2025. Il sindaco Fiorini ha scelto di avviare l’iter di adeguamento alla soglia del 40% attraverso il nuovo PUD, con effetti a partire dall’estate 2027. Nel 2026, quindi, per le spiagge di Spotorno non cambierà nulla. Il vincolo del 40% tornerà comunque obbligatorio dal 30 settembre 2027, con la cessazione della sospensione.

Superato – si fa per dire – il dubbio del 40%, c’è un’altra questione, non di poco conto, su cui vale la pena soffermarsi. L’assist arriva dall’assessore regionale Paolo Ripamonti, anche lui intervenuto al Palace: “Quando ho visto il PUD – ha detto rivolgendosi a Fiorini – e ho visto l’arancione (le spiagge libere, ndr), mi sono chiesto: incide sulle concessioni esistenti oggi? Certo. Ma come fa un sindaco di tutti a scegliere chi sì e chi no?”.

Generico gennaio 2026
L'assessore Regionale Paolo Ripamonti durante il suo intervento

In sostanza, dovendo “resettare” la situazione dell’arenile, come si decide quali stabilimenti togliere per fare spazio alle spiagge libere o libere attrezzate?

La risposta di Fiorini: “Stiamo parlando di una bozza. Tutti quelli che mi hanno chiesto appuntamento l’hanno vista e sono sempre disponibile al confronto”. Poi la proposta: “Se si ritiene che riducendo le concessioni si possa raggiungere il 40% senza toglierne una, io sono il primo a sposare questa soluzione”.

Abbiamo iniziato questo articolo con una domanda e lo concludiamo con un’altra: saranno disposti i concessionari spotornesi, tutti, a cedere ciascuno un piccolo tratto della “propria” spiaggia per raggiungere quel 40% che oggi abbiamo capito essere un obbligo sospeso fino al 2027?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Demanio marittimo, Regione Liguria scrive ai Comuni. Assessore Scajola: “Facciamo chiarezza su Pud e concessioni”

Regione Liguria ha inviato oggi a tutti i Comuni costieri una circolare informativa per fare chiarezza relativamente alla redazione dei PUD (Progetti di utilizzo comunale delle aree demaniali marittime). 

“Abbiamo ritenuto opportuno fare chiarezza su un argomento delicato e complesso che, oltre ai Comuni, interessa aziende e quindi famiglie su tutto il territorio regionale – spiega l’assessore regionale al Demanio marittimo Marco Scajola -. Questa comunicazione sarà un ulteriore strumento di supporto che andrà ad aggiungersi a quanto già fatto in questi anni compreso il recente vademecum sulle concessioni redatto in collaborazione con Anci. Regione Liguria svolge con attenzione e massima disponibilità il proprio ruolo amministrativo, questa iniziativa lo dimostra, ancora una volta, in maniera concreta”.

Nello specifico Regione Liguria precisa, tra le altre cose, che:i Comuni che ad oggi non hanno raggiunto la percentuale del 40% di spiagge libere e libere attrezzate possono richiedere il nulla osta per varianti al PUD, che Regione Liguria rilascia nei termini previsti;  ai fini del calcolo del fronte mare che concorre al raggiungimento della percentuale di spiagge libere e libere attrezzate prevista dalla norma, deve essere conteggiato anche il fronte mare complessivo delle spiagge libere attrezzate previste dal progetto di PUD comunale”.

Regione Ligiuria conferma, inoltre, “la propria disponibilità nei confronti dei Comuni e delle diverse associazioni di categoria, per tutti gli eventuali approfondimenti del caso“.

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti