Spiagge Spotorno, il consiglio adotta il PUD. La minoranza esce dall’aula: “Scelta vostra, votatevelo”. Il sindaco: “Gare obbligatorie”
- Postato il 3 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Spotorno. Oltre 100 persone collegate online e quasi altrettante in presenza. L’adozione del nuovo Piano di utilizzo del demanio marittimo (PUD) di Spotorno ha fatto registrare il tutto esaurito durante il consiglio comunale andato in scena ieri pomeriggio, lunedì 2 marzo.
Prima dell’apertura del dibattito, l’assessore al turismo Cristiana Sechi Falco e il consigliere di maggioranza Lorenzo Genta hanno annunciato che non avrebbero partecipato alla discussione né alla votazione, in quanto alcuni loro familiari risultano soci o titolari di concessioni demaniali. Una scelta, hanno spiegato, adottata per evitare qualsiasi possibile conflitto di interesse e garantire la massima imparzialità.
Il nuovo PUD punta ad aumentare fino al 40% la quota complessiva di spiagge libere e libere attrezzate, con la conseguente eliminazione di nove stabilimenti balneari rispetto all’assetto attuale.
Ad aprire il dibattito è stato il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini: “Si tratta del primo dei due passi previsti dalla norma. Dopo l’adozione in consiglio, la bozza sarà pubblicata per 30 giorni per le osservazioni”.
La gestione delle spiagge libere attrezzate sarà collegata alla presenza di chioschi, “concepiti non solo come punti di servizio – ha ricordato il primo cittadino – ma come strutture capaci di sostenere economicamente il sistema attraverso attività generatrici di reddito”.
Fiorini ha fatto sapere che “il documento non è identico a quello presentato nell’assemblea pubblica del 28 gennaio scorso, ma rappresenta una versione aggiornata grazie ai contributi raccolti negli incontri con cittadini e operatori”.
Il nuovo volto del litorale spotornese
Il piano, adeguato alla normativa regionale, delinea 25 stabilimenti balneari, un deposito per imbarcazioni sul fronte mare, una concessione privata nell’area del terrapieno Serra, tre associazioni di pesca professionale su tratti non balneabili, 7 spiagge libere per un totale di 435 metri (20,10%), sette libere attrezzate per 432 metri (19,9%), sette chioschi, un’area per attività balneari ricreative e due arenili destinati alle strutture ricettive locali, riservati agli ospiti di alberghi, B&B e appartamenti turistici.
Tra gli obiettivi dichiarati dal sindaco, vi sono “la garanzia dell’accesso al mare per tutti, un’offerta turistica qualificata e la possibilità di attrarre nuovi investimenti”, anche attraverso concessioni fino a vent’anni per consentire l’ammortamento delle spese sostenute dagli operatori.
Dai banchi dell’opposizione sono arrivate critiche molto dure.
Il consigliere Lorenzo Caviglia Bardini ha riconosciuto la correttezza istituzionale dell’astensione di Sechi e Genta, ma ha contestato il metodo seguito dall’amministrazione: secondo Bardini, la bozza del piano sarebbe apparsa fin dall’inizio come “un impianto già definito, più come una decisione che come una proposta”. Sulla stessa linea il consigliere di minoranza Stefano Remiddi, che si è rivolto direttamente alla maggioranza invitandola a riflettere sulle conseguenze della scelta: “Parliamo di un PUD che ci accompagnerà per 15 anni, è una responsabilità enorme. Non è solo una questione di numeri, ma della vita delle persone, della loro sicurezza e del loro futuro”. Per l’esponente di opposizione si tratta di “un azzardo” che potrebbe rivelarsi dannoso per il territorio.
Fiorini ha respinto le accuse, ricordando che la bozza era nelle mani dei gruppi consiliari da mesi: “Mi risulta che avete il PUD dal 24 aprile 2025. Non ho visto nessun suggerimento, nessuna proposta”. E ha aggiunto che il percorso seguito è andato oltre quanto richiesto dalla normativa regionale: “Abbiamo fatto concertazione in più rispetto a quella prevista”.
Il sindaco ha poi ribadito che il passaggio in Consiglio rappresenta solo il primo step: “Oggi facciamo l’adozione, poi la bozza verrà pubblicata per 30 giorni per le osservazioni”.
Sul merito delle contestazioni è intervenuto anche il consigliere di minoranza Salvatore Massimo Spiga, che ha parlato di uno “stravolgimento della nostra offerta turistica” e ha messo l’accento sui costi di gestione delle spiagge libere: secondo Spiga, pulizia, controlli e sicurezza rischierebbero di pesare sulle casse comunali e quindi sui contribuenti. Il consigliere ha inoltre messo in dubbio il criterio con cui sono state calcolate le percentuali, sostenendo che si sarebbero potute considerare anche altre aree come le scogliere per limitare la riduzione delle concessioni esistenti.
Il sindaco ha replicato anche sul tema sicurezza, ricordando che “le evidenze pubbliche sono un presupposto inalterabile, non c’è strada alternativa” rispetto alle gare previste dalla normativa. E ha respinto “le previsioni catastrofiche”: “A Bergeggi hanno il 42% di spiagge libere e io questi lanzichenecchi che devastano le spiagge non li ho visti”. Secondo Fiorini, la maggior parte di chi frequenta le spiagge libere “sono persone normali”, e con controlli mirati, illuminazione e videosorveglianza il modello può funzionare.
In dichiarazione di voto, il consigliere di maggioranza Max Magnone ha difeso la scelta dell’amministrazione parlando di “un percorso assunto nell’interesse della collettività” e di un passo necessario per garantire “un accesso più equo al litorale”. Ha respinto le accuse di “obbedienza cieca al sindaco”, sottolineando che le decisioni sono frutto di un confronto politico-amministrativo interno alla maggioranza.
Al momento della votazione, la minoranza ha deciso di non partecipare. “È una scelta vostra, votatevela”.
Il piano è stato quindi adottato con i voti favorevoli della sola maggioranza, insieme all’immediata esecutività del provvedimento.