Spiegare la guerra agli alunni, dopo 8 anni dalla sua morte sale ancora in cattedra il reduce plodiese Prando
- Postato il 11 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Plodio. E’ morto da otto anni (nel marzo 2018) ma la sua memoria continua ad essere un faro per le nuove generazioni. Il plodiese reduce della Seconda Guerra mondiale Ernesto Prando, classe 1919, Artigliere alpino del gruppo Pinerolo, tra le fila della Divisione Cuneense, negli ultimi anni della sua vita aveva raccontato come riuscì a sopravvivere alla Campagna di Russia e a salvarsi durante un rappresaglia tedesca a Chiusa d’Isarco, in Alto Adige, dopo l’8 settembre del ’43.
Le sue interviste furono registrate e il video del racconto viene ora utilizzato nelle scuole per spiegare agli alunni la storia, quella vissuta, che sui libri spesso non si trova. La figlia di Ernesto, Carme, amministratore del Comune di Plodio, ha portato in alcune scuole del territorio valbormidese la testimonianza reale e concreta delle atrocità della guerra, in un momento in cui, purtroppo, l’argomento bellico è drammaticamente attuale.
Ecco quindi che il racconto dell’Alpino appassiona e coinvolge i ragazzi, specie quando ascoltano della bambina che nel lontano 1943 aveva condotto lui ed altri due soldati in una cantina della sua famiglia per nasconderli e metterli in salvo.
Proprio nelle classi dove si studia quella triste pagina di storia, affiancare la letteratura al patrimonio morale e culturale delle testimonianze dirette è un esercizio fondamentale per le nuove generazioni che possono essere aiutate a sviluppare uno spirito critico nei confronti dei temi più drammatici.