Spotorno, serata infuocata al Palace: sulla spiagge libere il sindaco non fa marcia indietro, balneari furiosi
- Postato il 29 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Spotorno. “L’unica cosa che non negherò mai è il confronto. Siamo disposti ad ascoltare e abbassare i toni”. Mentre il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, pronunciava queste parole nella sala congressi del Palace, fuori dall’edificio andava in scena una protesta dai toni a dir poco accessi, con cori e insulti rivolti proprio al primo cittadino.
Fuori e dentro il Palace, erano presenti diversi agenti della polizia locale e carabinieri. A protestare, fuori dalla sala, circa 200 persone (i posti disponibili dentro erano contati, 148, ndr), tra balneari e semplici cittadini. Tutti contro la decisione del sindaco Fiorini di approvare il nuovo PUD, che andrà a ridisegnare la geografia delle spiagge locali, spazzando via – stando ai timori dei concessionari – almeno 9 stabilimenti.
Ma per il sindaco Fiorini le cose stanno diversamente: “40 imprese ci sono e 40 ci saranno”, ha ribadito. Un commento che ha scatenato i mugugni e le proteste in sala, dove non sono mancate frasi urlate con toni a dir poco duri, come “vergognati”, “vuoi solo andare a Roma” e “sei un sindaco che non vuole il bene della tua città”.
Nonostante le accuse, Fiorini ha continuato a tenere la linea con un tono quasi sempre composto. Il sindaco ha cercato di spiegare al pubblico in sala la scelta dell’amministrazione, invitando le categorie interessate al dialogo e al confronto, anche – e soprattutto – nelle settimane che verranno.
Il moderatore della serata, Marco Altamura, ha faticato – e non poco – a tenere a bada i toni. E che la situazione sarebbe stata difficile da gestire lo si è capito pochi minuti dopo il via, quando lo stesso Altamura ha ricordato una delle due “regole d’oro” della serata: “Il 40% di spiagge libere e attrezzate non sarà oggetto di discussione”. È bastata questa frase per scatenare la protesta in sala. Il primo ad alzarsi è un balneare, seguito a ruota dal consigliere regionale Angelo Vaccarezza. Lo stesso Vaccarezza si è ritrovato poi fuori insieme al presidio di cittadini e balneari in protesta (ve lo abbiamo raccontato qui).
Il dibattito è poi proseguito, non senza difficoltà, per circa tre ore, con un susseguirsi di interventi tecnici, politici e civici. Tra i primi, a prendere la parola è stato l’architetto Francesco Caldini, che si è occupato della parte tecnica del Piano. In videocollegamento era presente anche Morena Lucchetti, l’avvocato incaricato di spiegare gli aspetti più giuridici della direttiva Bolkestein. Ma non sono mancati nemmeno gli interventi dei cittadini spotornesi: non balneari, ma semplici residenti che hanno voluto manifestare al sindaco la loro contrarietà al nuovo PUD.
In prima fila, erano presenti anche i due consiglieri regionali di AVS, Jan Casella e Selena Candia. Solo quest’ultima ha voluto prendere la parola durante la serata, schierandosi a difesa della decisione dell’amministrazione spotornese. Dal canto suo Fiorini ha ribadito che “questa era l’unica strada che avevamo per dare anno in più ai bagni e ai loro concessionari. Ora questo piano sono convinto sia un’occasione di crescita per il futuro del nostro arenile, sia per gli spotornesi sia per i nostri ospiti. Questo PUD è una occasione per nuovi investimenti”.
Come precisato dallo stesso Caldini nel corso della riunione, attualmente a Spotorno sono presenti spiagge libere per il 3.61% e attrezzate per il 18,87%: “L’obiettivo è arrivare al 20% di libere e un altro 20% di attrezzate, in tutto il 40% previsto dalla norma”.
“Al centro del paese intendiamo mantenere i bagni marini per le famiglie e gli spotornesi, a ponente e levante collocheremo le spiagge libere e libere attrezzate. Vogliamo garantire i diritti di tutti”, ha detto il sindaco Fiorini.
“Cerchiamo di essere a casa ad un’ora decente”, aveva chiosato a inizio riunione Altamura. La riunione al Palace è terminata intorno a mezzanotte, con un coro di proteste ancora acceso all’esterno e con il sindaco Fiorini costretto a usare un’altra uscita per evitare lo “scontro diretto” con i balneari ancora infuriati.