Potevamo fare copia e incolla con quanto visto un paio d’anni fa, e tanto nessuno se ne sarebbe accorto. Perché Tadej Pogacar l’ha rifatto pedissequamente uguale al precedente: ha salutato tutti a 80 km dall’arrivo e s’e involato solitario verso piazza del Campo, dove ad attenderlo a trovato la solita folla festante e adulante, come si conviene ai grandi fuoriclasse del pedale. Insomma, anno nuovo, vita vecchia: Pogacar domina la Strade Bianche e manda messaggi (potenti) anche in vista della Sanremo.
- Tattica annunciata, tattica riuscita: Pogacar fa un altro sport
- Seixas è il futuro, Del Toro perfetto come stopper
- Pogi impressionato da Seixas: “Ha fatto un gran bel numero”
Tattica annunciata, tattica riuscita: Pogacar fa un altro sport
Certo tra due settimane avrebbe fatto comodo avere anche una manciata dei 14 sterrati (per complessivi 64 km) incontrati lungo le strade senesi. Li dovrà vincere con metodi differenti, ma intanto la gamba lo sloveno l’ha mostrata buona come ad ogni occasione che conta. Tanto che per il sesto anno consecutivo ha pensato bene di vincere la prima gara della stagione alla quale ha preso parte.
A Siena lo aspettavano tutti a braccia aperte, ma lui ancora una volta ha deciso di voler regalare uno spettacolo per palati fini: ha salutato tutto sullo sterrato di Monte Sante Marie, quello dedicato a Fabian Cancellara, col quale da oggi non condivide più il primato di successi nella classica toscana, giunta alla 20esima edizione (Pogacar ne ha vinte 4, un quinto del totale).
Tom Pidcock è stato l’ultimo che ha tentato di tenergli le ruote: un piccolo problema meccanico ha forse condizionato l’azione del britannico nel momento in cui il campione del mondo ha deciso di andarsene, ma è pur sempre un dettaglio minimo che poco o nulla aggiunge alla storia di una gara che con due ore abbondanti d’anticipo sull’arrivo di Tadej sotto lo striscione del traguardo aveva già emesso il proprio insindacabile verdetto.
Seixas è il futuro, Del Toro perfetto come stopper
La superiorità mostrata da Pogacar è stata ancora una volta lampante, quasi defenestrante per i rivali. Ha provato a stargli dietro anche Paul Seixas, 19enne francese che a prima vista sembrerebbe avere tutto per poter puntare a diventare il Pogacar del futuro.
E che con un altro bel corridore futuribile come Isaac Del Toro (che invero e già un bel corridore nel presente) ha ingaggiato un duello a colpi di pedale per la piazza d’onore: scatti e contro scatti tra i due hanno animato l’ultima parte di gara, con i vari Pidcock, Gregoire, Healy, Christen e Jorgenson che non hanno avuto la gamba per restare loro attaccati.
Del Toro ha giocato di squadra, e l’ha fatto benissimo: prima da stopper nel momento in cui Pogacar ha salutato la compagnia, impedendo a Seixas e poi a Pidcock di rifarsi sotto, quindi una volta avuto spazio di manovra per sé ingaggiando un duello col francese che profuma di futuro. Un’anticipazione di ciò che potrebbe accadere tra due settimane alla Sanremo, dove Del Toro ancora una volta correrà in appoggio a Pogacar. Seixas però ha avuto la forza per staccare il messicano sulla salita finale, quella di Santa Caterina: un assolo che profuma di monito per l’avvenire, con il francese che si candida al ruolo di antagonista nelle corse di un giorno di un Tadej ad oggi ancora inavvicinabile. Ma tra un po’, chissà…
Pogi impressionato da Seixas: “Ha fatto un gran bel numero”
Pogacar a fine gara ha ammesso di aver fatto più o meno lo stesso piano di due anni fa. “Abbiamo fatto la stessa cosa, mi è venuta in mente al momento, e siamo contenti che sia andata bene. Sono contento anche per Isaac che ha chiuso sul podio, e anche Christen ha fatto un gran lavoro. Volevamo cominciare bene la stagione e ci siamo riusciti. Vincere a Siena è sempre speciale, l’affetto del pubblico è incredibile”.
Non manca anche un elogio di quanto fatto vedere da Seixas: “Un ragazzo che sta crescendo a vista d’occhio. Ha fatto un gran bel numero: ho dovuto spingere tanto per impedirgli di starmi a ruota, ma posso solo complimentarmi con lui”.