Sul campo in Ucraina e nei servizi di intelligence: Putin dà più poteri alla Guardia nazionale del suo alleato Zolotov

  • Postato il 13 febbraio 2026
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Più poteri e una struttura rafforzata per la Rosgvardia: diventerà, ancora di più, perno della sicurezza interna e strumento di proiezione del potere nelle aree in cui si combatte in Ucraina (ma anche quelle già sotto controllo russo). Il presidente Putin ha firmato ieri un decreto che istituisce uno Stato maggiore generale all’interno della Guardia – ampliandone in modo significativo il raggio d’azione, anche nella pianificazione operativa e nelle attività di intelligence.

La decisione dà ancora più peso istituzionale e militare al corpo, cresciuto negli ultimi anni parallelamente all’afflusso di uomini e mezzi, per la valutazione delle minacce militari e dei potenziali conflitti futuri, nonché per la preparazione di proposte per documenti di pianificazione strategica. Secondo il decreto, pubblicato sul portale ufficiale di informazione giuridica, la nuova struttura avrà il compito di garantire la prontezza al combattimento, supervisionare il “servizio e l’impiego in combattimento” delle truppe e svolgere attività di intelligence funzionali ai compiti assegnati alla Guardia.

È una trasformazione che conferisce ancora più potere all’alleato di Putin: Viktor Zolotov. Sotto la guida del 72enne, già a capo della guardia del corpo del presidente durante i suoi primi due mandati presidenziali (ma anche mentre è stato primo ministro dal 2000 al 2013), la Guardia Nazionale ha ampliato lo spettro operativo del corpo e conosciuto un progressivo rafforzamento sia sul piano del potere che delle competenze: sono arrivate le prime unità di carri armati e sono stati inglobati reparti strategici, come l’unità speciale Grom del ministero dell’Interno e le forze antisommossa Omon. Nel 2024 l’organico era stimato in circa 370.000 effettivi, ma Zolotov ha più volte reso nota l’intenzione di espanderne ulteriormente le dimensioni: l’obiettivo dichiarato è consolidare il controllo non soltanto all’interno della Federazione Russa, ma anche in Ucraina.

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Il Fatto Quotidiano

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