Super Bowl 2026 Seattle-New England senza storia? Occhio, un filo unisce Maye e Vrabel a Brady e Belichick
- Postato il 5 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Leggerete e ascolterete – se non è ancora capitato – una sacrosanta verità. Il Super Bowl 2026 ha una favorita. Seattle parte parecchio avanti rispetto a New England e, una volta tanto, ai Patriots tocca il ruolo – nemmeno troppo scomodo – di underdog. Tutto giusto. I Seahawks lo meritano: hanno la migliore difesa per punti, un attacco esplosivo e un quarterback in missione di riscatto.
Il football sta nei numeri, nei report, nei dettagli, nella strategia. Sta nella testa e nelle gambe dei roster. Ed è esattamente come lo hanno raccontato al cinema: si combatte per mezzo passo, per mezzo secondo e per mezzo centimetro in più perché fanno tutta la differenza del mondo.
Il football, però, insegna che i Super Bowl non si vincono con le statistiche e mentre Seattle sogna la vendetta di Malcolm Butler con la consapevolezza che – mai come stavolta – è a tanto così dal concretizzarsi, vedi il filo sottile che parte da Drake Maye e Mike Vrabel per arrivare fino a Tom Brady e Bill Belichick. Basta e avanza per riscrivere l’incipit. Da capo. Finisci il tuo lavoro, Patriota.
- I Patriots, dall’epopea alla rovina. Fino alla rinascita
- Come New England è tornata grande
- La guida di Mike Vrabel
- Drake Maye: un Brady 2.0?
- L’attacco e la difesa di New England a confronto con il passato
- Perché Seattle è favorita
- Perché i Seahawks non possono sentirsi già campioni
- Confronto con gli “altri” Patriots: 2001 e 2014
I Patriots, dall’epopea alla rovina. Fino alla rinascita
L’8 febbraio 2026 il Levi’s Stadium di Santa Clara ospiterà un Superbowl che sa di déjà-vu: New England Patriots e Seattle Seahawks si ritrovano undici anni dopo la sfida decisa dall’intercetto di Malcolm Butler. Allora la dinastia di Tom Brady e Bill Belichick confermò la propria grandezza – “Do your Job” è diventato il motto di quell’epopea – mentre oggi i Patriots arrivano da squadra sorpresa. Dopo due stagioni da 4-13, il club ha assunto Mike Vrabel (ex-linebacker di Belichick) e in un anno è passato a 14-3, eguagliando il miglioramento più grande della storia NFL.
In pochi avrebbero scommesso sulla loro presenza al Superbowl – le quote iniziali li davano a 125-1 – eppure il “Patriots Way” sembra essere rinato. Di fronte c’è una squadra molto diversa: Seattle, con l’head coach Mike Macdonald, vanta la migliore difesa della lega e un attacco guidato da Sam Darnold e Jaxon Smith-Njigba. E se le analisi pre-partita indicano i Seahawks come favoriti grazie alla loro completezza, il cammino dei Patriots suggerisce prudenza.
Come New England è tornata grande
Nel 2024 New England aveva chiuso con un misero 4-13. In primavera il proprietario Robert Kraft ha scelto l’ex-giocatore Mike Vrabel come head coach e ha investito aggressivamente: i Patriots avevano più di 120 milioni di dollari di spazio salariale e hanno firmato numerosi free agent, compresi l’end Milton Williams (4 anni, 104 milioni), il corner Carlton Davis (3 anni, 54 milioni), il pass-rusher Harold Landry (3 anni, 43,5 milioni), il tackle Morgan Moses, il centro Garrett Bradbury e soprattutto il ricevitore Stefon Diggs (3 anni, 63,5 milioni). Al Draft hanno selezionato il running back TreVeyon Henderson e il safety Craig Woodson.
Il risultato è stato una trasformazione storica: i Patriots hanno chiuso il 2025 con un ruolino di 14-3, migliorando di dieci vittorie – un salto che eguaglia quello degli Indianapolis Colts 1999 e dei Miami Dolphins 2008. Sono diventati la sesta squadra nella storia a raggiungere il Superbowl dopo aver vinto cinque o meno partite l’anno precedente.
La guida di Mike Vrabel
Vrabel, tre volte campione NFL come giocatore di Belichick, ha ricreato la cultura dei Patriots basata su disciplina, preparazione situazionale e adattabilità. Nei pochi giorni di allenamenti precedenti al Super Bowl, parlando con la stampa ha spiegato che gestisce i giocatori “come i coach”: offre opportunità e poi valuta la loro capacità di gestirle. Ha anche ricordato di avere regole precise sui social media: “Parla per te stesso, niente paragoni, nessuna previsione”, un’allusione evidente a chi vorrebbe già accostare i Patriots di oggi ai campioni di ieri.
Sul campo, Vrabel ha costruito una squadra equilibrata. L’attacco è terzo per yard totali (379,4 a partita) e secondo per punti segnati (28,8 a gara), con equilibrio tra corsa (128,9 yard, sesti) e passaggio (250,5 yard, quarti). La difesa è ottava per yard concesse (295,2) e quarta per punti subiti (18,8), con la quinta miglior difesa sulle corse. I Patriots hanno un differenziale palle perse/recuperate di +3 e nelle tre partite di playoff hanno messo a segno 15 sack.
Drake Maye: un Brady 2.0?
Il quarterback Drake Maye, scelto al primo giro nel 2024, ha compiuto un salto gigantesco. Nel 2025 ha guidato la NFL in percentuale di completamento (72%), passer rating (113,5) e yard per tentativo (8,93), lanciando 31 touchdown contro 8 intercetti. Nei playoff ha vinto le sue prime tre partite, diventando il quarto quarterback dal 2000 a iniziare la carriera 3-0 in postseason insieme a Tom Brady, Joe Burrow e Jake Delhomme. A 23 anni e 162 giorni sarà il secondo quarterback più giovane ad iniziare un Super Bowl; una vittoria lo renderebbe il più giovane di sempre.
Maye ricorda il primo Brady per freddezza e distribuzione del pallone: l’attacco non dipende da un solo target ma sfrutta Stefon Diggs (85 ricezioni 1013 yard; nella post season 11 ricezioni, 73 yard e 1 TD in 3 partite), il tight end Hunter Henry, il running back Rhamondre Stevenson e il rookie Henderson.
Quest’ultimo ha corso per 911 yard in 180 tentativi e nove touchdown, mentre Stevenson ha aggiunto 603 yard e nei playoff ha totalizzato 194 yard. Maye è anche mobile: nei playoff 12 delle sue 16 corse hanno prodotto touchdown o primi down, come dimostra l’azione decisiva contro Denver quando una sua bootleg ha chiuso la partita. Il parallelo con Brady non è azzardato: come il Tom del 2001, Maye si è trovato al comando di una squadra solida difensivamente che chiede al quarterback di evitare errori e colpire nel momento giusto.
L’attacco e la difesa di New England a confronto con il passato
Per capire dove si colloca New England targato 2025 rispetto ai grandi Patriots di Brady, è utile confrontare i numeri. La squadra del 2014 – ultima stagione culminata con la vittoria contro Seattle al Superbowl XLIX – registrò 29,3 punti a partita (4ª nella NFL), 365,5 yard di attacco (11ª) e 257,6 yard su passaggio. La difesa concesse 19,6 punti a gara (8ª) e 344,1 yard totali, con 26 sack subiti e 40 sacks fatti. I protagonisti offensivi erano Brady e soprattutto Rob Gronkowski, che nel 2014 guidò il team con 82 ricezioni e 1 124 yard, segnando 12 touchdown.
L’attacco 2025 segna quasi lo stesso numero di punti (28,8 contro 29,3) ma lo fa con un gioco più bilanciato, mentre l’offensiva 2014 era nettamente pass-oriented con la coppia Brady-Gronkowski. La difesa attuale concede meno yard (295,2 contro 344,1) e meno punti (18,8 contro 19,6) grazie ad un front-seven rinnovato: Harold Landry e K’Lavon Chaisson combinano 16 sack, mentre il linebacker Robert Spillane ha collezionato 97 tackle, 2 intercetti e 5 passaggi deviati. Il corner Christian Gonzalez guida una secondaria aggressiva che ha limitato i quarterback avversari ad appena 193,5 yard di passaggio a gara.
Insomma, i Patriots 2025 ricordano i primi anni della dinastia: attacco efficiente ma non esplosivo come quello del 2014, difesa solida e mentalità “situational football”. La mancanza di un tight end dominante come Gronkowski impedisce paragoni diretti, ma l’equilibrio e la capacità di adattarsi rendono questa versione imprevedibile.
Perché Seattle è favorita
I pronostici premiano Seattle per ragioni concrete. La squadra di Mike Macdonald, al secondo anno, ha chiuso con lo stesso record dei Patriots (14-3) ma con il miglior differenziale punti della NFL. L’attacco guidato dal coordinatore Klint Kubiak è stato terzo per punti (28,4), decimo per corsa (123,3 yard) e ottavo per passaggio (228,1 yard).
Sam Darnold, ex Jets e Panthers, ha vissuto una rinascita: ha lanciato 4 048 yard (67,7% di completi), 25 touchdown e 14 intercetti, diventando il secondo quarterback della storia dopo Tom Brady a registrare stagioni consecutive da 14 vittorie. Nel Championship NFC contro i Rams, squadra che lo aveva messo in difficoltà in passato, ha giocato la miglior partita della carriera: 346 yard e tre touchdown senza turnover, ricevendo elogi dallo stesso Brady.
Il reparto ricevitori è fra i più talentuosi: Jaxon Smith-Njigba è esploso per 1.793 yard in regular season e 153 yard nel Championship, confermandosi come uno dei migliori route runner; accanto a lui ci sono il veterano Cooper Kupp e lo specialista dei ritorni Rashid Shaheed, aggiunto a metà stagione e capace di capovolgere il campo con giocate esplosive. Nel backfield l’unico running back sano è Kenneth Walker III perché Zach Charbonnet ha subito un grave infortunio al ginocchio.
Ma la vera arma di Seattle è la difesa: primo posto per punti concessi (17,2 a partita) e terzo per yard di corsa consentite (91,9). La linea include Leonard Williams e Uchenna Nwosu, il pass-rush ha registrato 47 sack, mentre la secondaria con Riq Woolen, Devon Witherspoon, Coby Bryant, Julian Love e il rookie Nick Emmanwori che a molti analisti ricorda la “Legion of Boom” del 2010. Gli avversari non superano le 100 yard di corsa da 27 partite e la difesa ha tenuto i 49ers a due soli field goal nel divisional playoff. Anche gli special team sono pericolosi grazie alle azioni di Shaheed sui ritorni.
Seattle ha raggiunto il Superbowl superando Rams e 49ers e battendo le prime tre difese della NFC. La loro unica vulnerabilità sono i turnover: hanno concesso 28 palloni in stagione regolare e Darnold ha lanciato 14 intercetti, ma nelle ultime tre partite non hanno commesso errori.
Perché i Seahawks non possono sentirsi già campioni
Nonostante il favore dei pronostici, ci sono motivi per cui Seattle non può sottovalutare New England.
- Coppia Vrabel-Maye: come Belichick e Brady nel 2001, i Patriots hanno un coach difensivo e un quarterback giovane ma imperturbabile. Maye ha già vinto tre sfide contro difese top-5 (Chargers, Texans e Broncos) e ha trasformato corse improvvisate in primi down decisivi. Vrabel sa come sfruttare la propria difesa per tenere le partite in equilibrio; ha definito Jaxon Smith-Njigba “improvviso, astuto e competitivo, con grande controllo del corpo” – segno che sa dove colpire per limitarlo.
- Equilibrio e profondità: i Patriots non dipendono da una star, ma da un sistema. Stefon Diggs può diventare il 19° giocatore della storia con 1.000 yard nei playoff e ha bisogno di sei ricezioni per entrare nella top 10 di sempre. L’asse Henderson-Stevenson garantisce equilibrio e freschezza; Marcus Jones è una minaccia sui punt return con due touchdown.
- La difesa: New England ha subìto 18,8 punti e 295,2 yard a gara, e nei playoff ha alzato il livello con 15 sack e tre intercetti. La secondaria guidata da Gonzalez gioca spesso in “quarters” coverage, ideata per limitare i lanci profondi di Smith-Njigba. Se riusciranno a fermare la corsa di Walker, potranno costringere Darnold a lanciare contro una pressione costante.
- La storia: la squadra del 2001 – allenata da Belichick con un secondo-anno (Brady) – aveva chiuso 11-5 dopo un 5-11 e vinse il Superbowl come underdog. Anche nel 2014 i Patriots arrivavano da sfavoriti contro la difesa dei Seahawks, ma la combinazione di Brady e una difesa opportunista rovesciò i pronostici. La versione 2026 non possiede la stessa esperienza, ma l’ambiente e la mentalità sono simili: il proprietario Kraft ha già accumulato 36 vittorie nei playoff e punta alla settima Lombardi. Vrabel potrebbe diventare il primo ex-giocatore a vincere il titolo con la stessa franchigia da allenatore.
- Playoff “agevolati”: il cammino dei Patriots è stato in qualche modo più semplice del previsto, perché hanno affrontato Chargers (offensive line decimata), Texans (CJ Stroud in giornata no) e Broncos (neve e quarterback di riserva). Tuttavia questo percorso ha permesso a Maye di accumulare esperienza e ai giovani di giocare snap importanti. Il 2025 è stato l’anno in cui le matricole dei Patriots hanno totalizzato un numero record di snap, segno di un progetto a lungo termine.
Confronto con gli “altri” Patriots: 2001 e 2014
Nel 2001 Patriots finirono 11-5 dopo il 5-11 dell’anno precedente. La difesa, allenata da Belichick, contenne il cosiddetto “Greatest Show on Turf” dei Rams, mentre un giovane Brady guidò l’attacco senza errori. Le analogie col 2025 riguardano la crescita improvvisa, la cultura difensiva e l’assenza di aspettative. Entrambe le squadre arrivano al Superbowl dopo aver sconfitto squadre con record migliori.
Nel 2014 New England segnò 468 punti (29,3 a partita) e concesse 313 (19,6). L’attacco ruotava attorno a Brady e Gronkowski (82 ricezioni, 1 124 yard, 12 TD); la linea offensiva subì solo 26 sack. Oggi l’attacco produce 6 449 yard (379,4 per gara) e 58 touchdown, ma concede 48 sack. La presenza di Diggs e Henry non compensa la mancanza di un tight end dominante come Gronkowski. Tuttavia la difesa 2025 è più forte contro la corsa e più efficace nell’obbligare gli avversari a errori.
Il filo che collega queste tre versioni passa attraverso la leadership e l’efficienza situazionale. Nel 2001 un giovane quarterback fu protetto da una difesa disciplinata; nel 2014 l’esperienza di Brady e il talento di Gronkowski superarono la famigerata “Legion of Boom”; nel 2025 Vrabel e Maye costruiscono la loro narrativa attorno al bilanciamento, alla profondità e all’assenza di paura.
I Patriots 2025 hanno dimostrato di saper battere difese d’élite, di avere un quarterback che non si lascia intimorire dal palcoscenico e di essere guidati da un allenatore che conosce le corde emotive della franchigia. La storia e i numeri dei Patriots del 2001 e del 2014 ricordano che gli underdog di Foxborough sono più pericolosi di quanto si pensi.