Tassa sui crocieristi, Salis attende il ricorso ma tira dritto: “Devo difendere gli interessi dei genovesi”
- Postato il 6 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il Comune di Genova tira dritto sulla “tassa” sui passeggeri delle navi, l’addizionale da 3 euro a passeggero per ogni transito da traghetti e crociere in porto, parte di un accordo sottoscritto nel 2022 tra la giunta Bucci e il Governo. La sindaca Silvia Salis conferma che “a giorni” dovrebbe arrivare il ricorso al Tar preannunciato dal cluster marittimo, ma Tursi non si sposta di un millimetro e punta a iniziare “a maggio” l’iter per l’applicazione: “È lecito fare ricorso, ma è altrettanto lecito da parte mia andare incontro alle richieste molto ferme del ministero“, precisa la sindaca a margine di un evento di Cna al Palazzo della Borsa.
È possibile che il tema sia stato oggetto dell’incontro di ieri tra la Salis e il procuratore capo Nicola Piacente, anche se la prima cittadina taglia corto: “Normali interlocuzioni”. È noto, però, che il Comune di Genova ha segnalato alla Corte dei conti, e per conoscenza anche alla Procura, il possibile danno erariale derivato dal mancato introito dell’addizionale, pari a 17 milioni di euro negli ultimi due anni.
“Io mi sono trovata nella posizione di dover rispondere su una tassa che non viene applicata da tre anni, con la perdita per la città che avete tutti constatato – rimarca Salis -. L’accordo firmato dall’allora sindaco Bucci non è mai stato rispettato, finché il ministero non mi ha chiesto di farlo in modo molto fermo a pochi giorni dalla chiusura del bilancio. Non avevo nessuna alternativa, ma trovo anche giusto dare seguito all’accordo. Va bene, noi portiamo avanti gli impegni che si è presa l’amministrazione anche quando non c’eravamo, ma non averla applicata per anni ha portato una perdita intorno ai 17 milioni di euro per la città. Per cui è lecito domandarsi che tipo di danno comporta per la città. Io devo difendere l’interesse della città e dei cittadini, quindi abbiamo semplicemente fatto una segnalazione sul fatto che questa tassa non è stata applicata per più di due anni”.
A febbraio gli ultimi incontri tra Salis, il vicesindaco Terrile, gli armatori e il resto del mondo portuale. Ma le posizioni sono rimaste inconciliabili. E quindi si va avanti secondo quanto programmato, pur con l’incognita di una possibile sospensiva da parte del Tar: “A maggio inizieremo le interlocuzioni su come metterla a terra“, conferma Salis. L’applicazione però non potrà essere immediata: “Per riscuoterla bisognerà aspettare innanzitutto come andrà questo ricorso, e poi trovare le modalità. Noi siamo aperti a qualsiasi tipo di soluzione, però non possiamo permettere che la città subisca un ulteriore danno”.
Anche perché, prosegue la sindaca, “se non avessimo dimostrato di mettere a terra e di avere la volontà di applicare questa tassa, avremmo perso nel giro di un anno e mezzo, tra la rimodulazione dell’Irpef e i contributi per i comuni che sono in forte sbilancio economico, una cifra vicina ai 60 milioni di euro. Non solo non avevamo scelta, ma è stato un percorso obbligato anche dalle necessità finanziaria di questo Comune”.
Il Comune, d’altronde, ha già inserito gli introiti previsti a bilancio: per il 2026 l’amministrazione Salis ha previsto di introitare 3,5 milioni, ma la previsione era di partire a giugno in modo da non gravare sui biglietti già emessi. I tempi, tuttavia, potrebbero essere più lunghi. Dal 2027, contando di coprire l’intera annualità, la misura avrà un valore di 5,7 milioni.