Tassazione dei pub verso la revoca, l’ennesima retromarcia dei laburisti britannici
- Postato il 11 gennaio 2026
- Politica
- Di Blitz
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Il governo laburista di Keir Starmer è pronto all’ennesima retromarcia sui suoi provvedimenti di politica economica o sociale: stavolta si tratta della contestatissima tassazione extra a carico dei gestori dei pub – autentica istituzione nella vita sociale di milioni di britannici – inserita dalla cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, titolare dell’Economia, nella pesante stretta fiscale della manovra finanziaria d’autunno.
La revisione della misura – evidenziano in prima pagina tutti i giornali del Paese – dovrebbe essere formalizzata a giorni, come la stessa Reeves ha promesso ai rappresentanti di un’organizzazione che riunisce i titolari di questi locali: ormai sul piede di guerra e pronti a minacciare una serrata. La svolta arriva dopo che la cancelliera era stata messa personalmente alla porta e bandita dal proprietario di un pub da lei frequentato da anni per sorseggiare di tanto in tanto la tradizionale pinta di birra. Un divieto d’ingresso ad personam allagato poi da alcuni esercizi addirittura a tutti “i deputati del Labour”: partito di governo alle prese da mesi con sondaggi disastrosi e consensi in caduta libera.
Secondo il Daily Mail, tabloid della destra populista, si tratta comunque di un ripensamento parziale e fuori tempo massimo: “Troppo poco e troppo tardi”, titolava nei giorni scorsi in apertura. La tassa extra, stando alle stime, avrebbe comportato un costo aggiuntivo medio pari a 2500 sterline all’anno (oltre 3000 euro) per ciascun pub. Sullo sfondo di una situazione di crisi generalizzata che le organizzazioni di categoria lamentano già da almeno 15-20 anni: crisi segnata dalla progressiva impennata dei canoni d’affitto commerciali, delle spese di gestione e dalla conseguente chiusura di centinaia di locali più o meno storici ogni anno.
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