Tensioni alla Foce, Salis: “Il comitato non ha mai chiesto di incontrarmi. Ora la destra condanni CasaPound”
- Postato il 10 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Non ho mai ricevuto una richiesta di incontro” dal comitato spontaneo della Foce: “A richiesta pervenuta incontrerò come ho sempre fatto, e sono disposta a ricevere in Comune i comitati per ascoltare le loro istanze e confrontarci. Le richieste però devono pervenire all’ufficio della sindaca e non sulle pagine dei giornali“. Così la sindaca Silvia Salis nella nuova puntata sulle tensioni legate alla presenza della sede di CasaPound in via Montevideo, scaturita da una dichiarazione presentata da Lega e Fratelli d’Italia in consiglio comunale a proposito dell’incontro con Genova Antifascista il 17 febbraio a Tursi.
Salis: “Condanno ogni violenza, ma i neofascisti sono dalla parte del torto”
“Sin dal principio, e ne avete prova ovunque, ho condannato con fermezza ogni episodio di violenza, ogni attacco alle forze dell’ordine, ogni azione che ha portato danni al quartiere, ai negozianti, ai privati cittadini – ha premesso la sindaca nel suo intervento in aula -. Manifestare è un diritto, ma non ci sarà mai il diritto di usare la violenza, così come trovo doveroso premettere che in più occasioni ho espresso la mia piena solidarietà al quartiere Foce a chi vive nelle zone interessate dagli scontri e dalle tensioni degli ultimi mesi, a chi ha subito danni e agli appartenenti alle forze dell’ordine aggrediti o feriti”,
Ma le situazioni di tensione alla Foce, rivendica Salis, “non si sono più verificate dall’incontro che oggi mi viene contestato“. In quel faccia a faccia “ho più volte sottolineato il mio disappunto per le azioni che hanno portato agli sconti del novembre scorso, così come non ho condiviso alcune comunicazioni uscite in seguito e che, anche se solo a parole, rischiavano di alzare ulteriormente l’attenzione. È stato un confronto franco, senza mezzi termini e ve lo possono garantire tutti quelli che c’erano, durante il quale ho più volte sottolineato come un’escalation di violenza o anche solo qualche episodio fuori dalle righe imputabile a un singolo manifestante potesse portare l’intero movimento dalla parte del torto“.
“Lo dico a chiare lettere in modo da non creare equivoci – ha ribadito ancora la prima cittadina -. Chi usa metodi violenti è dalla parte del torto, qualsiasi siano le sue istanze, qualsiasi sia il messaggio che sta portando in piazza. Ma dico anche a chiare lettere che c’è una parte del torto quando si parla di posizioni politiche estreme, e chi si richiama apertamente dichiaratamente all’ideologia fascista non potrà mai essere dalla parte della ragione. Chi sostiene gli ideali di un regime, chi si allea con i movimenti neonazisti di tutta Europa, chi riporta in voga simboli, slogan e politiche del periodo più buio della nostra storia, non potrà mai essere dalla parte della ragione. Genova è una città medaglia d’oro al valore militare per la Resistenza, ha conosciuto l’orrore del nazifascismo, si è liberata da sola. Sappiamo anche questo e sappiamo che quella sede vicino a piazza Alimonda e vicino alla casa dello studente dove i fascisti imprigionavano, torturavano e uccidevano i partigiani, sa di provocazione. A Genova non può esserci uno spazio per un movimento dichiaratamente neofascista“.
Poi una raccomandazione anche alla sua maggioranza: “Non commettiamo l’errore di confondere la destra con il fascismo. Quello di destra è un pensiero, un posizionamento politico democratico, condivisibile o meno, ma che risponde alle logiche della democrazia. Il fascismo, e per logica il neofascismo, è stato condannato dalla storia, aberrato dall’umanità e dalla nostra Costituzione. Chi si richiama a questo sceglie in autonomia di autoescludersi dalla vita democratica e politica di una città e di un Paese e penso sarebbe buona cosa che anche da destra, quella destra legittima, democratica, che partecipa attivamente alla vita politica del Paese, arrivasse una netta, decisa e inequivocabile presa di posizione nei confronti di chi si ispira a ideologie antidemocratiche, suprematiste e dichiaratamente filofasciste e filonaziste. Dico questo perché, al netto della ferma e granitica condanna di ogni episodio di violenza e di sopraffazione, non si può mettere sullo stesso piano chi fa il braccio teso e inneggia al fascismo e al nazismo e chi invece si ispira ad ideali antifascisti”.
Posizioni che Salis aveva già espresso proprio a margine dell’appuntamento con Genova Antifascista, parlando di “presenza non gradita” dell’associazione di estrema destra. Parole che avevano portato a uno scontro a distanza tra la sindaca e CasaPound. Pochi giorni dopo il comitato della Foce ha depositato una denuncia querela per istigazione a delinquere e disturbo della quiete pubblica nei confronti dei responsabili della pagina Facebook del collettivo, chiedendo l’applicazione del Daspo urbano (provvedimento che tuttavia non compete al sindaco). Le manifestazioni del sabato pomeriggio erano già state oggetto di un esposto a Questura e Prefettura. Nel frattempo, dopo gli scontri di novembre con otto agenti feriti, i presidi si sono trasformati in sessioni di “attacchinaggio selvaggio” nei pressi della sede contestata.
La posizione del centrodestra
“Il primo cittadino non ha incontrato questo comitato ma ha incontrato una rappresentanza di Genova Antifascista”, ha sottolineato il leghista Alessio Bevilacqua, seguito dalla capogruppo Paola Bordilli: “Quando un sindaco apre le porte del Comune fa una precisa scelta e si porta dietro un peso. Quando si sceglie un interlocutore si sceglie su che terreno stare. Ha scelto di dialogare con un collettivo che scrive No foibe no party“. “Genova non si deve piegare ai disordini, deve placare gli animi, non gettare benzina sul fuoco. Noi come Fratelli d’Italia chiediamo la pace alla Foce perché i cittadini sono stufi”, ha aggiunto Francesco Maresca.
Il consigliere Lorenzo Pellerano di Vince Liguria ha rivendicato la “storia democratica condivisa”. Per Sergio Gambino del gruppo misto “l’errore della sindaca non è stato incontrare Genova Antifascista, perché la sindaca deve incontrare tutti. Contesto che abbia incontrato solo loro e non i cittadini della Foce, e non ha incontrato l’altro soggetto che è CasaPound, che rispetta la leggi”. Infine Mauro Avvenente di Vince Genova: “Se è vero che quella realtà si richiama a valori che sono confinati nella soffitta della storia, è altrettanto vero che altri movimenti che tendono a contrastare questa ideologia assumono comportamenti disdicevoli e creano problemi seri alla popolazione e alle attività economiche.
“Solidarietà ai residenti della Foce”, bocciato l’ordine di Lega-FdI
Dopo l’intervento di Salis in consiglio comunale è stato respinto un ordine del giorno presentato da Lega e Fratelli d’Italia che avrebbe impegnato la sindaca Salis e la giunta “a esprimere formale solidarietà ai cittadini residenti e commercianti del quartiere Foce, riconoscendo la legittimità della loro richiesta di sicurezza, quiete e rispetto delle regole” e “a sollecitare, per quanto di competenza, il coordinamento con le autorità preposte all’ordine pubblico, affinché siano valutate e adottate tutte le misure necessarie a prevenire ulteriori disordini e a garantire la vivibilità del quartiere”. Tra i motivi che hanno portato alla mancata condivisione del documento, l’assenza di presa di distanza nei confronti di CasaPound.