Termovalorizzatore, il Coordinamento No Inceneritore Valle Bormida alza le barricate: “Scelta scellerata, la resistenza sarà totale”

  • Postato il 24 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Valbormida. “La resistenza sarà totale”. E’ quella che annuncia il Coordinamento No Inceneritore Valle Bormida rispetto all’ipotesi di costruzione di un termovalorizzatore nel territorio dell’entroterra. Un’ipotesi che, nelle ultime ore, è tornata prepotentemente sul tavolo e che i membri del Coordinamento una scelta “umanamente cinica e tecnicamente scellerata”.

“Leggiamo con sdegno le indiscrezioni che vorrebbero la Valle Bormida come vittima sacrificale per l’inceneritore regionale – dicono dal Coordinamento – La narrazione del ‘dado è tratto’ è una menzogna politica: la partita è, in realtà, apertissima e il castello di carte della Regione sta crollando sotto il peso delle proprie contraddizioni”.

“Il problema dei rifiuti in Liguria ha un baricentro preciso: il comune di Genova. È inaccettabile ipotizzare un inceneritore in Valle Bormida quando il capoluogo è ancora fermo a una raccolta differenziata che stenta a superare il 50%, mentre i comuni della Valle sono esempi virtuosi con medie che sfiorano l’80%. Non permetteremo che l’inefficienza del capoluogo diventi l’emergenza della nostra Valle. Accelerare senza una reale valutazione costi-benefici, ignorando i margini di miglioramento della differenziata a Genova, è un suicidio gestionale. Rischiamo di legarci per trent’anni a un impianto costoso e sovradimensionato, che scoraggerà il riciclo e peserà sulle bollette di tutti i liguri”.

Per il Coordinamento “la questione è soprattutto morale. La Valle Bormida ha già pagato un tributo altissimo in termini di salute e ambiente. Inquinamento pregresso e attuale: decenni di attività industriale pesante hanno lasciato un’eredità di siti da bonificare e suoli compromessi. Ancora oggi la Valle Bormida ‘ospita attività ad alto impatto ambientale’. Emergenza Sanitaria: gli studi epidemiologici documentano picchi di patologie tumorali e respiratorie superiori alla media. Morfologia della Valle: inserire un nuovo camino in una zona soggetta a ristagno atmosferico è una scelta tecnicamente scellerata e umanamente cinica”.

I sindaci liguri e piemontesi della Valle Bormida hanno espresso chiaramente la contrarietà alla localizzazione sul proprio territorio dell’inceneritore. La Liguria chiuda il ciclo dei rifiuti dove vengono prodotti. Non accetteremo che la salute dei nostri figli venga barattata per coprire i fallimenti della politica regionale e le inefficienze di Genova”.

Autore
Il Vostro Giornale

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