Termovalorizzatore, PD Savona: “L’impianto non serve”. PCI: “La salute prima di tutto”

  • Postato il 25 febbraio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Valbormida. “Settanta anni fa Ennio Flaiano scriveva che “la situazione politica in Italia è grave ma non è seria”. L’impegno della Lega per confermare questo aforisma è massimo a tutti i livelli, lo sappiamo: e quello regionale non fa eccezione. Con grande senso dell’umorismo, infatti, i seguaci di Salvini nel Consiglio regionale ligure dicono, tra le altre, due cose. Una è che il PD ha mentito sostenendo che l’intenzione della Giunta regionale è quella di costruire un inceneritore; l’altra è che l’inceneritore si farà”.

Così la segreteria provinciale del PD di Savona risponde alla Lega sull’impianto per la chiusura del ciclo rifiuti in Liguria.

“Ringraziamo la Lega per aver smentito da sola l’accusa che ci ha rivolto, affermando che dicevamo il falso e, poche righe dopo, ammettendo che avevamo ragione. Purtroppo non possiamo ricambiare la cortesia, perché al contrario nostro la Lega, quando al gran completo prometteva che il cantiere dell’Aurelia Bis sarebbe ripartito e le Funivie sarebbero state rimesse in funzione subito dopo le elezioni regionali, non diceva la verità. E i fatti, non noi, si incaricano ora di dire che i leghisti mentivano”.

“Fuori dallo scherzo, visto che nonostante i comunicati della Lega la questione è seria, oltre che grave: il problema non è il numero di offerte arrivate per la costruzione dell’inceneritore, una, due, centocinquanta. Questo è irrilevante. Il problema è che secondo il PD e la coalizione di centrosinistra il termovalorizzatore in Liguria non serve, né in Valbormida né altrove. E che, se lo stesso Bucci ha detto che l’inceneritore si potrà fare solo con il consenso dei Comuni, vorremmo capire se davvero tutti i sindaci della Valbormida sono contrari alla costruzione di un impianto del genere sul proprio territorio (come da ordini del giorno votati in tutti i Comuni della vallata) o se qualche sindaco e qualche maggioranza sono pronti a cambiare idea” concludono i Dem.

“Nel corso della sua visita di lunedì scorso a Savona e provincia, il Presidente della Regione Liguria Bucci, oltre alle solite passerelle ad uso e consumo degli organi di informazione, ha dovuto fare i conti con la pesante contestazione dei Comitati della Valbormida che si oppongono alla realizzazione del termovalorizzatore. La manifestazione di protesta, legittima e sacrosanta, ha voluto ancora una volta ribadire la necessità di tutelare un territorio che per troppo tempo ha dovuto convivere con un pesante inquinamento, le cui conseguenze, in termini di incidenza di gravi malattie, sono tristemente note” aggiunge poi la Federazione PCI Savona.

“Le dichiarazioni di Bucci a seguito della contestazione subita, che fanno seguito ad altre recenti esternazioni sul tema del termovalorizzatore, denotano una visione totalmente orientata al business, senza alcun interesse per l’ambiente e la salute delle cittadine e dei cittadini liguri”.

“Le sei presunte manifestazioni di interesse da parte di grandi colossi dell’energia italiana sono state sbandierate come un trofeo da Bucci, ma sono state accolte con grande preoccupazione dalle cittadine e dai cittadini valbormidesi: l’ipotesi di realizzare l’impianto a Cairo o a Cengio appare sempre più concreta. Nessuna conferma né smentita da parte di Bucci, che avrebbe fatto intendere come tutte le opzioni circa la collocazione sarebbero ancora in gioco. Un triste giochino sulla pelle dei liguri.

“Vedremo quale sarà l’area migliore e quale progetto avrà il migliore rendimento per i cittadini, perché quello che conta è l’abbassamento della Tari”. Sono le parole del presidente della Regione Liguria. No, Bucci. Quello che conta è la salute dei cittadini. Conta più del denaro, più dei profitti di chi vorrebbe realizzare l’opera”.

La Federazione di Savona del Partito comunista italiano aveva già denunciato qualche settimana fa i gravi pericoli per la salute causati dalla presenza di impianti come i termovalorizzatori: “Abbiamo riportato autorevoli studi, secondo i quali questi impianti rappresentano una fonte di sostanze altamente tossiche e composti chimici cancerogeni, mutageni ed interferenti endocrini. Un mix letale di sostanze in grado di provocare malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, tumori maligni, nascite premature e aborti spontanei”.

“Senza dimenticare che impianti del genere non impattano soltanto sull’aria, ma inquinano fortemente anche l’acqua e il suolo. Alcune sostanze prodotte resistono ai processi di degradazione, si accumulano nei vegetali e negli animali, trasferendosi all’essere umano attraverso la catena alimentare. Anche la Commissione Europea si è chiaramente espressa contro la creazione di nuovi termovalorizzatori, e paesi come la Danimarca hanno messo a punto un piano per ridurre drasticamente il numero di impianti del genere nei prossimi anni”.

“La Regione Liguria invece è convinta che il termovalorizzatore sia la strada giusta per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti. Una visione superata, non sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, ma soprattutto che se ne frega dei cittadini e del loro diritto ad una vita in ambienti salubri e sicuri. Per l’amministrazione Bucci evidentemente il grande business del termovalorizzatore viene prima della salute pubblica e della tutela dell’ambiente”.

E ancora: “Noi comunisti lo ribadiamo: le alternative ci sono, e la Regione Liguria lo sa benissimo. In primis, la diffusione di buone pratiche in tema di riduzione dei rifiuti e riciclaggio – la cosiddetta economia circolare -, un modello virtuoso già applicato con successo da molti paesi europei. In questo senso, i comuni della Val Bormida sono fra i più attenti alla raccolta differenziata: la realizzazione di un inceneritore di rifiuti proprio in quel territorio sarebbe una beffa per la cittadinanza”.

“Anche i biodigestori e altri impianti per il trattamento biologico dei rifiuti rappresenterebbero una valida alternativa, che tra l’altro consentirebbe di trasformare la frazione organica in combustibili rinnovabili e fertilizzanti”.

“Il Partito comunista italiano sostiene le lotte dei comitati locali e della cittadinanza contro le sciagurate scelte della Regione Liguria, frutto di logiche affaristiche e che denotano una assoluta arretratezza culturale in tema di economia circolare, smaltimento dei rifiuti e tutela dell’ambiente”.

“Con l’ospedale si vive, con il termovalorizzatore si muore”: è lo slogan dei comitati della Valbormida, a difesa anche dell’ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte. Uno slogan che noi comunisti condividiamo pienamente” conclude il PCI Savona.

Autore
Il Vostro Giornale

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