Terremoto in Regione, Orlando: “Esaurita la spinta civica su Bucci, l’unità del centrodestra non c’è più”

  • Postato il 20 gennaio 2026
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andrea orlando

Genova. “Si è definitivamente esaurita qualunque spinta civica attorno all’esperienza di governo di Marco Bucci”. È la sentenza di Andrea Orlando, ex candidato presidente e punto di riferimento dell’opposizione in Regione, dopo lo strappo di Bozzano e Boitano che lasciano le liste civiche di Bucci, fondano il gruppo di Noi Moderati e annunciano un sostegno “non scontato” alla giunta.

Negli scorsi giorni era stato già il capogruppo dem Armando Sanna, poco prima dell’ufficialità della giunta, a definire Bucci “schiavo dei partiti” proclamando la fine della stagione civica. E lo stesso Bozzano, nel suo intervento-show in aula, ha citato il “funerale del civismo“.

“Oggi Bucci con i nuovi assessori ha subito un diktat dei partiti – rileva adesso Orlando -. Qualunque natura civica che fino qui abbia accompagnato questa esperienza di governo finisce con ripercussioni significative dal punto di vista politico. Le parole di Bozzano sono state molto eloquenti e anche molto dure”.

Prosegue ancora il consigliere Pd: “Mentre si parla di razionalizzazione di poltrone, sacrificando alcune direzioni all’interno del sistema sanitario che oggi avrebbe forse bisogno di prossimità, assistiamo a una moltiplicazione delle poltrone con una distribuzione delle deleghe totalmente irrazionale che si comprende soltanto se si legge una trattativa tra i partiti che è diventata una lotta tra le forze politiche. Quello che veniva raccontato come un punto di forza, cioè l’unità del centrodestra, non c’è più. E non c’è più la natura civica di questa esperienza. Tra noi c’è un giudizio unanime. Questa esperienza è arrivata a un punto morto e gli effetti che si stanno manifestando sull’azione di governo ne sono il naturale riflesso”.

E ora cosa succederà? “Se fossimo nella Prima Repubblica, e non ci siamo più, avremmo assistito oggi ad una crisi di governo – è l’analisi di Orlando -. La legge è cambiata, quindi la fiducia non esiste più, però gli effetti politici sono gli stessi. Assisteremo a una navigazione molto più complicata. Noi non ce lo auguriamo, perché riteniamo che comunque la stabilità sia un valore politico, ma la stabilità non si costruisce con gli urli, si costruisce con un disegno politico che non c’è più. Oggi c’è soltanto il diktat di alcuni esponenti politici nazionali che hanno messo becco nella costruzione della giunta ligure”.

Pastorino (Lista Orlando): “Le parole di Bozzano certificano il fallimento del governo Bucci”

Visione condivisa anche da Gianni Pastorino, consigliere della Lista Orlando ed esponente di Linea Condivisa: “Quello andato in scena oggi in Consiglio regionale è stato uno spettacolo desolante per le istituzioni e per la Liguria. Marco Bucci, che per anni si è raccontato come ‘padre padrone’ in Comune, oggi dimostra di non essere nemmeno più in grado di governare i partiti che lo sostengono in Regione. La vicenda Bozzano, che di fatto prende le distanze dalla maggioranza, certifica in modo plastico la fine di ogni residua narrazione civica come modello di buon governo della destra. Altro che progetto per la Liguria: qui siamo di fronte a una trattativa permanente tra partiti, a una guerra di posizionamento che ha come unico obiettivo la spartizione delle deleghe e degli incarichi. Le parole di Bozzano sono la certificazione politica del fallimento di questa esperienza di governo. Oggi resta solo un governo regionale arrivato a un punto morto, commissariato di fatto da diktat politici esterni e incapace di affrontare le vere emergenze della Liguria”.

Autore
Genova24

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