Terzo Valico, Comune accelera su espropri e indennizzi. Rfi diserta la commissione: protesta di cittadini e maggioranza
- Postato il 11 marzo 2026
- Altre News
- Di Genova24
- 1 Visualizzazioni

Genova. La definizione di chi si occuperà di indennizzi e chi di espropri, le tempistiche per la messa a terra del nuovo parco di via Ardoino, la definizione del percorso per arrivare ai nuovi parcheggi di via Ferri e la mancata risoluzione di diverse criticità legate ai cantieri e subite dai cittadini del quartiere. Questa potrebbe essere il riassunto “stenografico” della commissione consigliare che si è tenuta questo pomeriggio a Palazzo Tursi, avente come oggetto lo stato di attuazione del progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana connessa all’ “Ultimo miglio” del Terzo Valico ferroviario.
Una commissione la cui discussione è però partita “azzoppata” a causa delle assenze in aula di Rfi e Cociv, rispettivamente committente e appaltatore dei lavori di realizzazione del tratto ferroviario ad alta capacità che collegherà il porto di Genova con il nuovo passante ferroviario oggi in fase di costruzione. Una assenza definita “pesante” e che ha spinto i commissari della maggioranza a scrivere una nota ufficiale dell’ente per protestare con forza. “L’assenza di oggi non va bene e credo che sia vergognosa – ha commentato in aula Filippo Bruzzone, lista Salis – Chiedo alla presidenza di mandare una nota per manifestare lo sdegno dell’aula. Gli interventi di cui stiamo parlando oggi non sono un regalo, ma sono dovuti alla cittadinanza alla luce dei cantieri e delle opere che insisteranno sul territorio”. Una rapporto, quello tra amministrazione comunale ed Rfi definito come “rispettoso ma difficile” dallo stesso assessore Massimo Ferrante.
Durante la seduta è stata definita la divisione delle responsabilità tra indennizzi e espropri. I primi saranno gestiti da Rfi mentre i secondi direttamente dal Comune di Genova. Un passaggio cruciale che ha sollevato qualche dubbio per quanto riguarda la loro quantificazione, soprattutto per quanto riguarda gli indennizzi alle famiglie. Secondo Pietro Piciocchi, ex assessore e oggi leader dell’opposizione, il rischio è quello che il Comune non abbia in mano la regia di una partita molto delicata e sentita dalla popolazione, con la conseguenza di non arrivare a cifre congrue. Immediata la replica di Ferrante: “Abbiamo preteso di essere informati sulla stima degli indennizzi sia al tavolo tecnico che nel tavolo del Pris, per poi confrontarci nel rispetto delle comunità e nel rispetto della legge”.
Come specificato dall’architetto Gallarati, dirigente del Comune di Genova e responsabile della Direzione Progetti Strategici, quello che si auspica è l’utilizzo dei criteri di calcolo, per quanto riguarda gli indennizzi, già in precedenza individuati dall’amministrazione civica. Anche in questo caso la partita è delicata, visto che queste cifre potrebbero quindi erodere i fondi destinati al Masterplan, riducendo le risorse per le opere compensative.
Gli espropri, invece, saranno gestiti dal Comune di Genova, che, per quanto riguarda via Ardoino, resta in attesa di capire la possibilità di estenderli a tutti i piani dei palazzi “superati” dalla galleria, come richiesto dai residenti, e non solo per quelli che affacciano alla futura opera. L’intenzione sarebbe quella di procedere con questa pratica ed arrivare ai primi “traslochi” entro il prossimo autunno.
Il futuro di via Ardoino e via Ferri
Nonostante le incertezze finanziarie, il “fascicoli” sono stati portati avanti. Per il parco di via Ardoino – progetto da 15 milioni – dopo aver verificato la capacità della galleria sottostante di reggere i carichi di piante e persone, l‘iter prevede la conferenza dei servizi ad aprile 2026, l’approvazione del progetto (Pfte) entro giugno e la pubblicazione della gara entro la fine dell’anno. Si ipotizza una gestione futura condivisa con le scuole del territorio, che potrebbero utilizzare l’area a verde come “estensione” dei propri spazi ludico-didattici.
Per la realizzazione del parcheggio di via Ferri, si attende la firma della “Convenzione Attuativa” che sbloccherà i 3.2 milioni previsti per l’abbattimento delle case e la messa in opera dell’area.
I cittadini scalpitano: “Pronti a scendere in piazza”
Nonostante gli aggiornamenti portati in aula, resta ancora da definire la quantificazione delle cifre che saranno utilizzate per indennizzi, espropri e opere di compensazione. Un “dettaglio” che ancora una volta ha messo in allarme i cittadini. “Siamo stati collaborativi finora – ha sottolineato Enrico D’Agostino fondatore e portavoce del Comitato Liberi Cittadini di Certosa – ma siamo pronti a scendere in piazza insieme ai cittadini. E a fare per davvero il comitato”.
La lettera a Rfi
In serata, poi, è partita la lettera a Rfi e Cociv, redatta dalla presidente di commissione Serena Finocchio: “Considerato che, nell’ambito della suddetta seduta erano stati invitati i rappresentanti di RFI – Rete Ferroviaria Italiana e COCIV – Consorzio Collegamenti Integrati Veloci, in ragione del ruolo ricoperto nell’attuazione dell’opera, rileva che i suddetti soggetti, pur regolarmente invitati a partecipare ai lavori della Commissione in qualità di auditi, non hanno preso parte alla seduta odierna“.
“La Presidenza, su istanza dei gruppi di maggioranza, non può che esprimere disappunto per la mancata partecipazione, ritenendo che il confronto con la Commissione consiliare e con la cittadinanza rappresenti un momento istituzionale rilevante, soprattutto su un tema di particolare interesse per la città quale lo stato di avanzamento degli interventi connessi all’“ultimo miglio” del Terzo Valico ferroviario – conclude la missiva – Si dispone pertanto che la presente nota venga allegata al verbale della seduta odierna, al fine di dare formale evidenza della mancata partecipazione degli auditi convocati”.