The White Lotus 4 approda a Saint-Tropez, ecco la nuova location di lusso
- Postato il 26 gennaio 2026
- Di Panorama
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La nuova stagione di The White Lotus sbarca a Saint-Tropez e lo fa scegliendo una delle sue icone più silenziose e spettacolari, lo Château de La Messardière. Adagiato sulle alture che dominano la baia, il palazzo ottocentesco osserva il Mediterraneo da una distanza privilegiata, lontana dalla confusione del porto. I viali tra cipressi e pini, le terrazze aperte sull’orizzonte, le piscine che sembrano sospese nel verde disegnano un’idea di lusso rarefatto, più mentale che ostentato. Qui la ricchezza non è mai solo decorativa. Diventa spazio, tempo dilatato, silenzio carico di tensione.
Nel linguaggio visivo della serie, La Messardière funziona come una macchina narrativa perfetta. La sua monumentalità discreta amplifica le dinamiche di classe, il senso di privilegio e di distanza emotiva tra i personaggi. Saint-Tropez, con il suo mito costruito tra Riviera francese e immaginario jet set, aggiunge un livello ulteriore. È un luogo associato all’eccesso ma anche alla fuga, alla promessa di leggerezza che spesso nasconde inquietudini più profonde. La serie si insinua proprio lì, tra giardini impeccabili e interni luminosi, usando l’architettura come cornice e come trappola.
Dalle Hawaii alla Sicilia, quando il luogo racconta la storia
Nelle stagioni precedenti, The White Lotus ha costruito la propria identità scegliendo ambientazioni capaci di dialogare con i personaggi. Le Hawaii, con il Four Seasons Resort Maui at Wailea, erano il paradiso da cartolina che si incrinava sotto il peso di tensioni coloniali e disuguaglianze irrisolte. La Sicilia, al San Domenico Palace, trasformava il paesaggio in memoria, eros e decadenza, facendo della storia stratificata del luogo una lente attraverso cui osservare desideri e colpe. La Thailandia ha aggiunto un ulteriore livello simbolico. Le riprese tra Koh Samui e Phuket, con il Four Seasons Resort Koh Samui, hanno spostato il racconto verso un immaginario di spiritualità, ritiro e ricerca interiore che si scontra, come sempre, con l’incapacità occidentale di rinunciare al controllo.
Ovunque si trovi, The White Lotus usa le location come specchi emotivi. Luoghi di bellezza estrema che promettono redenzione ma finiscono per amplificare il vuoto, le tensioni e le contraddizioni di chi li abita.







