Torna la norma 'salva-imprenditori' sui contenziosi per i lavoratori sottopagati
- Postato il 29 gennaio 2026
- Economia
- Di Agi.it
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Torna la norma 'salva-imprenditori' sui contenziosi per i lavoratori sottopagati
AGI - Il governo ripropone la misura cosiddetta 'salva-imprenditori' nell'ambito dei contenziosi tra le aziende e i lavoratori sottopagati. La norma è stata inserita nell'ultima bozza del Dl PNRR, atteso oggi in Cdm. La misura era già comparsa all'interno dell'ultima legge di bilancio, durante l'iter parlamentare in Senato, ma alla fine era stata stralciata, viste le proteste delle opposizioni e delle parti sociali.
Il datore di lavoro, specifica la nuova bozza del testo, "non può essere condannato al pagamento di differenze retributive o contributive per il periodo precedente la data del deposito del ricorso introduttivo del giudizio se ha applicato lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo stipulato o dai contratti che garantiscono tutele equivalenti ai sensi del codice dei contratti pubblici per il settore e la zona di svolgimento della prestazione". La disposizione, specifica la relazione tecnica, ha carattere ordinamentale e non comporta, pertanto, nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La Cgil incalza l'esecutivo: "Quella della maggioranza parlamentare e del Governo sembra una vera e propria ossessione per ridurre i diritti dei lavoratori. Per la terza volta viene riproposta la cosiddetta norma salva-imprenditori, un nuovo e grave attacco alle tutele salariali e contributive". Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale della Cgil, chiede lo "stralcio definitivo della norma, che sarà contrastata con forza in tutte le sedi". Mentre il leader del M5S Giuseppe Conte parla di "norma sconcia" che "nega ai lavoratori sfruttati e sottopagati il diritto a recuperare gli arretrati malgrado la sentenza favorevole di un giudice".
Proroga delle strutture di monitoraggio PNRR
Sempre nel Dl PNRR, per assicurare un adeguato svolgimento delle attività di monitoraggio, rendicontazione e controllo, viene prorogata fino al 31 dicembre 2029 la durata delle unità di missione e delle strutture di livello dirigenziale nonché del Nucleo PNRR Stato-Regioni. Viene prorogata fino al 31 dicembre 2029 anche l'efficacia dei provvedimenti di comando, di collocamento fuori ruolo o applicazione di altro istituto del personale non dirigenziale assegnato agli uffici, salvo comunicazione alle amministrazioni di provenienza.
Emendamenti respinti sul condono 2003
Ieri invece, a far discutere erano stati gli emendamenti presentati al Milleproroghe dal FdI, Forza Italia e Lega per chiedere la riapertura dei termini del condono 2003, altra norma che era stata prima inserita e poi spuntata nell'ultima manovra. I ricorsi presenti dopo la dichiarazione di inammissibilità delle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali della Camera oggi in serata sono stati respinti. In ogni caso, a quanto filtra, il governo non sarebbe stato orientato a dare copertura politica all'iniziativa, soprattutto in un momento in cui il dissesto del territorio è al centro del dibattito con gli imponenti danni causati dal ciclone Harry in Calabria, Sicilia e Sardegna.
Controversia sulle concessioni balneari nel Milleproroghe
Sempre nel Milleproroghe le opposizioni contestano un emendamento di Forza Italia in materia di balneari. Un testo depositato dagli azzurri chiede di non applicare la procedura di affidamento delle concessioni balneari tramite procedure di selezione pubblica - stabilita dalla legge annuale sulla concorrenza - per consentire la definizione di un quadro regolatorio nazionale coerente con le disposizioni applicate negli altri Paesi dell'Unione, sino al dodicesimo mese successivo all'applicazione degli esiti delle procedure di infrazione a carico di Grecia e Spagna. Per Riccardo Magi, segretario di +Europa, "La destra tenta l'ennesimo colpo di mano per rinviare, stavolta sine die, le gare dei balneari. Lo propone Forza Italia, il partito della difesa delle lobby". La replica del Sib: "La proposta non riguarda gli stabilimenti balneari, né i ristoranti o i chioschi, ma solo le concessioni demaniali a servizio delle strutture ricettive".
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