Torna l’incubo nelle aziende della logistica di Stellantis: 232 licenziamenti
- Postato il 11 marzo 2026
- Lavoro
- Di Il Fatto Quotidiano
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Non c’è verso di far cambiare idea a Trasnova e alle sue sub-appaltatrici Logitech e Teknoservice: le aziende che lavorano nell’indotto di Stellantis, scaduto il prolungamento di un anno della commessa, sono intenzionate a tirare dritto con la procedura di licenziamento collettivo per 232 dipendenti. La richiesta riguarda 94 lavoratori di Trasnova, 90 di Logitech e 48 di Teknoservice che lavorano negli stabilimenti di Pomigliano d’Arco (95), Melfi (78), Cassino (45) e Mirafiori-Rivalta (14).
Nell’incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy, le aziende si sono dette indisponibili a utilizzare ammortizzatori sociali e quindi a ritirare i licenziamenti, nonostante le richieste sindacali e istituzionali. Fim, Fiom e Uilm parlano di “assoluta noncuranza verso i lavoratori”, visto il diniego all’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Il tutto, sostengono, “evitando di attivarsi per qualsivoglia opportunità di ricollocazione”. Non solo, i sindacati accusano Teknoservice: “Risulta aver ricevuto in subappalto nuove attività proprio nella provincia di Frosinone (dove c’è lo stabilimento di Cassino, ndr) e ciò nonostante non aver offerto alcuna ricollocazione”.
Al ministero, spiegano i metalmeccanici, si è presentata un’impresa della logistica, Napoli Uno, che ha mostrato interesse all’assunzione immediata di una ventina di lavorativa nelle sedi di Caserta, Gricignano di Aversa, Casoria e Milano: “Inoltre si è detta intenzionata a espandere la sua attività prioritariamente a Pomigliano, per cui è già in corso una interlocuzione con la Regione Campania sulla potenziale individuazione di un sito”. Il Mimit ha inoltre riferito di due ulteriori potenziali investitori interessati a insediarsi a Cassino e sempre a Pomigliano.
“Bisognerà fare i necessari approfondimenti, anche in sede regionale, in merito alla proposta per poter fare una valutazione completa”, dicono anche Fim, Fiom e Uilm che hanno chiesto anche di “verificare subito la solidità della disponibilità di Napoli Uno, dando ai lavoratori la possibilità di candidarsi alle posizioni disponibili”. La vertenza legata alle appaltatrici di Stellantis era deflagrata nel dicembre 2024 quando il gruppo automobilistico aveva annunciato che non avrebbe rinnovato la commessa nei servizi della logistica negli stabilimenti italiani motivandola con la volontà di internalizzare le attività svolte. Era scoppiata la rabbia degli operai che avevano sollecitato anche la politica. Dopo giorni di lotta, Stellantis aveva assicurato l’appalto per altri dodici mesi. Un agonia prolungata, ora arrivata al capolinea.
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