Tra le guglie appuntite della Valonia: lo straordinario fascino del Castello di Vêves
- Postato il 11 marzo 2026
- Posti Incredibili
- Di SiViaggia.it
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Abbarbicato su uno sperone roccioso vicino a Celles, piccolo villaggio tra le colline boscose della Vallonia meridionale, spunta un edificio di pietra color grigio-ocra che si presenta come quintessenza dell’immaginario cavalleresco. Chiamato Château de Vêves, è un castello con torri sottili e tetti conici che si alzano verso il cielo azzurro del Belgio.
Le mura sono robuste, mentre alcune finestre appaiono così strette e alte da far subito capire che questa struttura, in passato, è stata coinvolta anche in questioni di difesa e sorveglianza. Quella parte della sua storia, però, passa quasi in secondo piano perché quello che si evince con più forza è un profilo altamente fiabesco, al punto da valergli il soprannome di “Castello della Bella Addormentata“, titolo che è nato anche da una storia più concreta: pare che, per circa due secoli, rimase quasi inattivo, privo di vita sociale e attività rilevanti, quasi in una lunga ibernazione architettonica (un po’ come successe alla principessa).
Ma c’è un’altra caratteristica che lo rende ancora più singolare: appartiene alla stessa famiglia nobile da circa otto secoli, un fatto rarissimo nella storia europea. La proprietà è infatti ancora nelle mani del conte Hadelin de Liedekerke Beaufort, discendente diretto dei signori che governavano queste terre nel Medioevo.
Breve storia del Castello di Vêves
Le origini del Castello di Vêves risalgono addirittura all’epoca di Pipino di Herstal (figura centrale della dinastia carolingia), ovvero intorno al VII secolo. Le informazioni precise su quella costruzione primitiva, però, restano scarse, al punto che la documentazione storica diventa più chiara solo nel XII secolo, quando il maniero passò alla famiglia Beaufort attraverso il matrimonio di Wauthier de Beaufort. Da quel momento la dinastia assunse un ruolo stabile nella regione.

Sfortunatamente, l’edificio medievale si ritrovò ad attraversare varie distruzioni, come incendi e conflitti che portarono numerosi danni. Ma a ricostruire il tutto c’era sempre la famiglia Beaufort. La forma visibile oggi deriva soprattutto dalle trasformazioni del Rinascimento e dei secoli successivi, fino al grande restauro avvenuto tra il 1969 e il 1979 che durò circa un decennio.
Durante quei lavori venne individuato persino un grande camino medievale nella sala delle armi, rimasto nascosto per secoli dietro modifiche più recenti. La stanza venne ricostruita nelle dimensioni antiche, eliminando alcune camere aggiunte nel XVIII secolo. Grazie a queste opere, il maniero venne aperto progressivamente al pubblico, conservando però la sua identità familiare.
Cosa vedere nel Castello di Vêves
Già l’esterno cattura lo sguardo del visitatore, ma è solo l’interno che fa capire che si è fatto davvero bene a scegliere di visitare questa meraviglia del Belgio: stupisce per la ricchezza degli arredi e per la sensazione di calore domestico che trapela da ogni angolo. Pareti rivestite in legno, ritratti di antenati dallo sguardo severo e mobili intarsiati compongono un mosaico di vita quotidiana nobiliare.
Il mastio medievale
Il mastio, ovvero la torre principale, rappresenta il cuore difensivo della fortezza e si innalza per circa 36 metri. Possiede una base cilindrica dal diametro di 8 metri, mentre le mura arrivano a 3 metri di spessore, una misura impressionante che testimonia il carattere militare della struttura.
Durante il Medioevo fungeva da ultimo rifugio in caso di assedio. Oggi, invece, domina il paesaggio della valle circostante.
Le torri coniche
Uno degli elementi più emblematici del castello riguarda le torri laterali con tetti appuntiti. Quattro sono quelle principali, accompagnate da due più piccole che disegnano la silhouette della fortezza.
Queste strutture contribuiscono alla fama fiabesca del castello, anche perché da lontano la composizione architettonica ricorda davvero un palazzo da racconto illustrato.
La sala delle armi
La sala delle armi è uno degli ambienti più spettacolari dell’intero Château, poiché è la stanza in cui il restauro degli anni ’70 riportò alla luce il grande camino medievale. Affascinanti sono anche le pareti, che narrano secoli di vita cavalleresca e militare. Non mancano armature, simboli araldici e proporzioni monumentali.
Gli interni del XVIII secolo
Molti ambienti del castello conservano arredi del ‘700. Boiserie in legno scolpito, finestre allargate durante l’epoca di Luigi XV e alcove private mostrano il passaggio da fortezza militare a residenza aristocratica. La visita attraversa saloni, camere private, piccoli gabinetti e corridoi che sono testimoni della vita di tutti i giorni della nobiltà europea.
Il cortile triangolare
La pianta del castello forma un triangolo irregolare e al suo interno si apre un cortile raccolto circondato da torri e mura. Uno spazio bellissimo e che ancora oggi continua a ospitare eventi e cerimonie. Una volta all’anno, infatti, qui si svolge la parata della Compagnie de la Terre de Celles, una rievocazione simbolica della milizia che difendeva la baronia nei secoli passati.
La leggenda della statua miracolosa
Una storia del XVII secolo aggiunge un elemento spirituale alla visita: nel 1609, un boscaiolo trovò una statua della Vergine Maria dentro una quercia appena abbattuta, che venne poi portata al castello. Poco dopo il figlio del barone cadde lungo una scala della residenza. La famiglia pregò davanti alla statua per ore e il bambino sopravvisse, e proprio contro ogni previsione.
In segno di gratitudine il barone fece costruire una cappella nel luogo del ritrovamento.
Come arrivare
L’affascinante Castello di Vêves si trova vicino al villaggio di Celles, nella provincia di Namur, ovvero nel cuore della Vallonia. Per la precisione, sorge a circa 2 chilometri fuori dal centro abitato, immerso in una valle verde tipica delle Ardenne belghe. La città più vicina è Dinant, distante circa dieci minuti in auto. Da qui la fortezza risulta facilmente raggiungibile.
In automobile il percorso richiede circa 30 minuti da Namur, 50 da Charleroi e poco più di un’ora da Bruxelles. Chi arriva in treno può scendere alla stazione ferroviaria di Dinant e proseguire con taxi o automobile per più o meno 15 minuti.
Arrivando dalla strada che attraversa la valle, il castello appare lentamente sopra gli alberi. Prima una torre, poi un’altra, e infine l’intero complesso emerge sopra la collina. La scena resta impressa nella memoria: si sta osservando una fortezza medievale autentica, ancora abitata dalla stessa famiglia che la custodisce da otto secoli. Una rarità assoluta nel panorama europeo.