Troppo Ghiaccio, risate nel foyer del Teatro Ivo Chiesa tra bugie e un cadavere di troppo
- Postato il 20 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Un divertissement che è perfetto per l’ora dell’aperitivo: Troppo ghiaccio
scritto e diretto da Fiammetta Bellone, ha debuttato ieri sera, lunedì 19 gennaio, nel foyer del Teatro Ivo Chiesa tra gli applausi di un pubblico che ne ha apprezzato l’ironia.
Un’ambientazione particolare, quella del foyer appunto, per il secondo episodio dopo Tè con niente (andato in scena nel 2024) della serie teatrale Egosauri, parola che usò anche il filosofo Pier Paolo Rovatti per ‘descrivere degli io sempre più enormi che vagano sul pianeta terra con un unico scopo, diventare ogni giorno più gonfi di sé’.
Si ride attorno a una vicenda che ha nelle bugie e nell’improvvisa morte di uno dei personaggi e alle reazioni di chi resta il fulcro della questione.
Il motore ironico e irriverente è Eva (Barbara Moselli), cameriera in una sonnecchiosa domenica di un bar in crisi economica che attende il cambio turno della collega Patrizia (Fanni Wrochna), in ritardo. Al bancone c’è solo Aldo, un ragazzo (Edoardo Roti) che cerca una donna, Luisa, la sua ragazza.
L’arrivo dal retro del locale di Lo Cicero, rappresentante di patatine (Alex Sassatelli), insieme ad Alberta (Barbara Moselli), la padrona del bar, con tanti sottintesi intuibili, scombussola tutto. E quella che sembrava una banale schermaglia tra amanti diventa un giallo con un cadavere di troppo e diversi colpi di scena. Si ride nei 70 minuti di spettacolo, con un finale aperto che lascia un punto di domanda nella testa dello spettatore se quello che ha visto poco prima era la verità o no.
Il testo alterna dialoghi molto diretti e non privi di turpiloquio a momenti di maggior lirismo e riflessione e gli attori, in qualche caso, infrangono la quarta parete rivolgendosi direttamente al pubblico. Pubblico che è sistemato in parte alla stessa altezza degli attori, in parte su una pedana rialzata. Una miglior disposizione (alternata) delle sedie sarebbe auspicabile per consentire a tutti una visione completa.
Barbara Moselli è quasi caricaturale sia nel linguaggio sia nei movimenti, forse l’unica che si mostra davvero per quella che è, Edoardo Roti è perfetto nel tratteggiare il ‘figlio di papà’ (in questo caso di mamma) che strizza l’occhio alle idee di sinistra, ma alla fine non riesce a ribellarsi alle catene famigliari e a quelle di una relazione che sembra tossica a tutti gli effetti. Fiammetta Bellone padroneggia l’insoddisfazione sentimentale e professionale che però non sfocia nel decisionismo, anzi. A Fanni Wrochna forse spetta il monologo più importante della serata per quanto riguarda appunto la capacità di comunicare, di non farsi del male, di dire la verità, ma è anche brava a mantenere la tensione dei momenti più concitati con voce quasi tremante.
Un plauso ad Alex Sassatelli per come ha saputo stare in scena in tutti i frangenti richiesti dal copione.
La regia di Fiammetta Bellone mantiene in scena gli attori anche quanto non sono direttamente coinvolti dalle battute, i quali devono restare immobili mentre stanno parlando gli altri, come se ci fosse un’inquadratura che si concentra su un’altra scena. Buono l’utilizzo dell’originale impianto scenico. Sicuramente, alla luce della prima, c’è qualcosina da migliorare a livello di sovrapposizione di voci con qualche battuta che si perde un poco nel ritmo rapido dei dialoghi.
Un’ora prima dello spettacolo le attrici che interpretano Alberta, Eva e Patrizia aspettano il pubblico nel bar della Corte dove si potrà ordinare un aperitivo al prezzo promozionale di 8 euro. Il sabato e la domenica non mancheranno caffè, colazioni e bevande.
Lo spettacolo è fuori abbonamento. Repliche sino all’1 febbraio. Questi gli orari: 26, 27, 28 gennaio ore 20.30; 20, 21, 23, 30 gennaio ore 18; 24, 31 gennaio ore 17; 25 gennaio e 1 febbraio ore 11.