Trump archivia il green e punta sui fossili: così Washington sfida Pechino sull’energia

  • Postato il 10 febbraio 2026
  • Di Panorama
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Nuova stretta di Donald Trump contro il green. L’amministrazione americana è infatti pronta ad abrogare le conclusioni redatte dall’Epa nel dicembre 2009 sui gas serra: gas serra che, stando a quel documento dell’era Obama, “minacciano la salute pubblica e il benessere delle generazioni attuali e future”. Non solo. All’epoca, l’agenzia stabilì anche “che le emissioni combinate di questi gas serra ben miscelati provenienti dai nuovi veicoli a motore e dai nuovi motori contribuiscono all’inquinamento da gas serra che minaccia la salute e il benessere pubblico”. 

“Questa settimana alla Casa Bianca, il presidente Trump intraprenderà le azioni di deregolamentazione più significative della storia per sprigionare ulteriormente il dominio energetico americano e ridurre i costi”, ha affermato, martedì, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. L’Epa, dal canto suo, ha fatto sapere di non avere l’autorità statuaria “per prescrivere standard in riferimento a determinate emissioni di veicoli a motore”. Come sottolineato da Cnbc, se l’amministrazione Trump dovesse abolire le conclusioni dell’Epa, ciò rappresenterebbe un beneficio per il settore dei combustibili fossili. 

Non è un mistero che l’attuale presidente americano nutra ostilità verso le politiche green portate avanti dai suoi predecessori democratici. Non dimentichiamo che, durante la campagna elettorale del 2024, Trump criticò a più riprese l’auto elettrica, verso cui si registravano non pochi timori da parte dei metalmeccanici di Michigan. In secondo luogo, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha sempre sostenuto di voler far leva principalmente sull’energia tradizionale sia per combattere l’inflazione sia per rendere più competitivi gli Stati Uniti sul piano geopolitico. Infine, ma non meno importante, la freddezza di Trump verso la tecnologia green va letta anche nel contesto della sua strategia volta a rendere Washington meno dipendente da Pechino. Vale del resto la pena di sottolineare il fatto che parte consistente della filiera verde sia controllata proprio dalla Repubblica popolare cinese. 

Era inizio gennaio, quando l’amministrazione Trump annunciò il ritiro dalla United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc): un trattato internazionale, a cui gli Stati Uniti aderirono nel 1992 e che ha come obiettivo dichiarato “la stabilizzazione delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera a un livello tale da impedire pericolose interferenze antropiche con il sistema climatico”. Anche in quel caso, l’attuale presidente americano volle ridurre la dipendenza di Washington da Pechino. D’altronde, in quegli stessi giorni, gli Stati Uniti iniziavano a incamerare il petrolio venezuelano a seguito della cattura di Nicolas Maduro. Segno che, per Trump, la competizione geopolitica con la Cina passa anche (se non soprattutto) attraverso il rilancio dell’energia tradizionale.

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Panorama

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