Trump piccona ancora la giustizia internazionale: gli Usa si ritirano da 2 Tribunali penali e dalla Convenzione di Venezia

  • Postato il 8 gennaio 2026
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Non c’è soltanto l’uscita dalla convenzione che sta alla base degli Accordi di Parigi sul clima. Tra i 66 organismi dai quali la Casa Bianca ha annunciato il ritiro il 7 gennaio ci sono tre importanti istituzioni giuridiche internazionali. E’ l’ennesimo passo indietro deciso da Washington nell’ultimo anno dall’approccio multilaterale che ha contraddistinto le relazioni tra gli Stati, in primis quelli occidentali, dal 1945 fino a oggi. “Questi ritiri porranno fine ai finanziamenti dei contribuenti americani e al loro coinvolgimento in entità che promuovono programmi globalisti a discapito delle priorità degli Stati Uniti”, si legge nel memorandum. Ma la mossa non potrà non avere conseguenze politiche di lungo periodo.

L’amministrazione Trump ha deciso di ritirarsi dall’International Residual Mechanism for Criminal Tribunals (IRMCT). L’organismo, che ha sede all’Aja, è stato creato per portare a termine le funzioni rimaste aperte dei due grandi tribunali ad hoc dell’Onu: quello per l’ex-Jugoslavia e quello per il genocidio in Rwanda. Le sue competenze riguardano procedimenti residuali, appelli, gestione degli archivi, protezione dei testimoni ed esecuzione delle pene e il testo ufficiale della Casa Bianca non dettaglia le motivazioni specifiche dell’uscita, ma la decisione di Washington ha un preciso significato simbolico e pratico.

Il primo è una critica strutturale all’autorità giudiziaria internazionale. L’amministrazione Trump, in continuità con precedenti governi repubblicani, ha spesso accusato le corti internazionali di limitare la sovranità americana e di essere utilizzati come strumenti politici contro gli Stati Uniti e i loro alleati. Nel 2025 Washington era arrivata a imporre sanzioni contro la Corte penale internazionale, accusata di portare avanti indagini considerate “illegittime e infondate” su cittadini americani e personale israeliano come il primo ministro Benjamin Netanyahu, sul quale dal 21 novembre 2024 pende un mandato d’arresto per crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele a Gaza e che è il principale alleato della Casa Bianca in Medio Oriente.

La decisione, inoltre, si iscrive nel solco del sempre minore coinvolgimento degli Stati Uniti in meccanismi giudiziari multilaterali. Uscendo dal Meccanismo Residuo, Washington rinuncia a un ruolo, per quanto limitato, nei procedimenti legati a crimini di guerra, genocidio e crimini contro l’umanità. Una scelta che riflette la volontà di mantenere un controllo esclusivo su come, quando e da chi eventuali responsabilità penali di cittadini statunitensi possano essere valutate.

Nello stesso pacchetto rientra anche il ritiro dalla Commissione di Venezia, organismo consultivo del Consiglio d’Europa specializzato in pareri su temi costituzionali, stato di diritto e diritti umani. L’organismo svolge un ruolo centrale nell’elaborazione di standard democratici e giuridici, in particolare nei Paesi in transizione o coinvolti in processi di riforma istituzionale e, pur essendo legato all’Unione europea, garantiva agli Stati Uniti uno status di membro a pieno titolo. Washington, tuttavia, non lo considera un forum in cui poter esercitare un’influenza strategica diretta. Il suo carattere tecnico e la prevalente impronta europea fanno sì che la Commissione venga percepita oltreoceano come parte di un ordine internazionale che limita la capacità di Washington di difendere i propri interessi.

L’atteggiamento di ostilità dell’amministrazione Trump strutture multilaterali, intravisto nel primo mandato, sta conoscendo nel secondo una fattiva realizzazione. Esempio ne è l’atteggiamento tenuto dalla Casa Bianca con la Corte penale internazionale. Sebbene gli Stati Uniti abbiano partecipato ai negoziati e firmato il trattato istitutivo nel 2000 con Bill Clinton, non hanno mai ratificato il documento. Nel 2002 George W. Bush ha formalmente ritirato la firma, dichiarando che gli Stati Uniti non intendono diventare parte della Corte. Nel febbraio 2025 Washington ha sanzionato 11 alti funzionari della Corte e a fine anno, riferiva Reuters l’11 dicembre, avrebbe minacciato nuove misure se il tribunale non avesse garantito che non avrebbe aperto procedimenti giudiziari nei confronti di Trump.

Gli Stati Uniti “si stanno gradualmente allontanando” dagli alleati e “si stanno liberando dalle regole internazionali”, ha commentato Emmanuel Macron intervenendo alla Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori a Parigi. Secondo il presidente francese, è in atto una crescente “aggressione neocoloniale” nelle relazioni diplomatiche, a causa della quale “le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno efficacemente. Ci stiamo evolvendo in un mondo di grandi potenze con una reale tentazione di dividere il mondo tra loro”.

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Il Fatto Quotidiano

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