“Turni di 17 ore senza riposi e pause pranzo al freddo”: lo sciopero dei ferrovieri di Captrain Italia
- Postato il 14 gennaio 2026
- Lavoro
- Di Il Fatto Quotidiano
- 3 Visualizzazioni
Turni fino a 17 ore consecutive senza riposi, pause pranzo al freddo sui convogli in sosta, sanzioni disciplinari severe per chi – complici i turni estenuanti – non risponde al telefono durante le ore di “disponibilità”. Lo denunciano i lavoratori di Captrain Italia, controllata del gruppo Sncf (Ferrovie francesi) e tra le major a livello europeo nel trasporto merci su ferro. Per oggi e domani Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero per denunciare “i comportamenti antisindacali e prevaricatori messi in atto dalla nuova dirigenza”, accusata di promuovere “una gestione unilaterale che calpesta i diritti fondamentali sanciti dal contratto collettivo nazionale di lavoro e dalle normative in materia di sicurezza”.
I sindacati: “A rischio la sicurezza ferroviaria”
Captrain Italia ha la sede legale ad Assago (Milano), ma ha terminal a Torino, Alessandria, Domodossola, Genova, Trieste, Ventimiglia, Modena, Verona, Pescara, Modane e Treviso. Il casus belli è una “disposizione organizzativa” emanata ad agosto, che ha dimezzato il compenso per gli spostamenti “in vettura o altro mezzo autorizzato” e ha introdotto la “disponibilità”, ovvero una reperibilità dalle 5 del mattino alle 23. “Sulla rete ferroviaria abbiamo persone in servizio che magari non dormono da 24 ore per il cumulo di turni programmati e disponibilità: questo è intollerabile e compromette gravemente la sicurezza ferroviaria”, dichiara Giuseppe Santomauro, segretario della Filt Cgil Torino e Piemonte.
Come si è arrivati a questa situazione: il contratto
Gran parte degli operatori privati del trasporto merci infatti applica il contratto collettivo della logistica, lo stesso degli autotrasportatori. Fino all’ultimo rinnovo, siglato a dicembre 2024, l’accordo non menzionava le ferrovie, ma si occupava esclusivamente del trasporto su gomma. Nel nuovo testo invece sindacati e sigle datoriali hanno deciso di equiparare macchinisti e “polifunzionali” (chi per esempio compila i documenti di viaggio) al personale non viaggiante della logistica, almeno per quanto riguarda turni e riposi. L’obiettivo, almeno sulla carta, era scongiurare turni oltre le 9 ore di giorno e le 8 ore di notte.
La decisione “unilaterale” di Captrain Italia
“Captrain però ha deciso unilateralmente di considerare i ferrovieri personale viaggiante, in sostanza equiparandoli all’autista di un autoarticolato. Ma i camionisti guidano 4 ore e mezza, si fermano, poi ripartono. Nell’arco di 30 ore si fermano molte volte. I ferrovieri non si fermano. Inoltre, le ore in cui i macchinisti non guidano non vengono considerate nel computo del monte ore. Così si arriva facilmente a un impegno da 16 o 17 ore. Si consideri che i macchinisti di Trenitalia lavorano 8 ore e mezza comprese le soste, quasi la metà rispetto agli omologhi di Captrain”, spiega il sindacalista.
Le denunce a Spresal e Ispettorato del lavoro”
Se si aggiunge poi che gli spostamenti fino a quattro ore vengono computati solo al 50% – cioè, per esempio, su quattro ore di viaggio, solo due sono considerate ore di lavoro – si capisce che il concetto di “turno” di fatto si dilata. “Magari stai 15 ore fuori casa, ma per l’azienda non hai fatto nemmeno 8 ore”, ragiona un lavoratore del polo di Torino. I sindacati hanno depositato diverse denunce allo Spresal e all’Ispettorato del Lavoro. “Se sulla linea ci sono persone che hanno iniziato a lavorare 17 ore prima, questo non solo viola i diritti dei lavoratori, ma comporta anche un problema di sicurezza ferroviaria. È come una persona che si addormenta al volante”, commenta Santomauro. L’azienda, in alcune email mandate alle rappresentanze sindacali, ha liquidato le rimostranze come “iniziative coordinate e intenzionali finalizzate a ostacolarne l’attività e a provocare un danno sul piano organizzativo e produttivo”. Inoltre chi non ha risposto alle chiamate nel turno di disponibilità, magari perché reduce da un turno ordinario, è stato colpito da sanzioni disciplinari severe come la sospensione dal lavoro e dallo stipendio per sei giorni.
L’azienda già nel mirino della Commissione scioperi
L’azienda del resto è già finita nel mirino della Commissione di garanzia per gli scioperi, perché avrebbe etichettato come “servizi minimi da garantire”, perciò soggetti a precettazione in caso di sciopero, anche dei trasporti che non ne avevano le caratteristiche, come per esempio carichi di argilla. “Non siamo più disposti ad accettare un modello aziendale basato sull’arbitrio e sul disprezzo delle regole – si legge nel comunicato firmato dalle sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil – È tempo di ripristinare la dignità del lavoro e relazioni industriali corrette. La nostra mobilitazione non si fermerà finché non sarà garantito il rispetto del contratto, della salute e della vita delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché della sicurezza ferroviaria”.
L'articolo “Turni di 17 ore senza riposi e pause pranzo al freddo”: lo sciopero dei ferrovieri di Captrain Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.