Uccise il figlio per difendere moglie e cognata. “Chiedo perdono. Darei la vita per riaverlo”
- Postato il 18 febbraio 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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“Vorrei chiedere perdono a mio figlio. In quella sera di terrore ho agito per difesa, non per uccidere. Darei la mia vita per riaverlo. Porterò con me il senso di colpa per tutta la vita. Spero di andarmene il prima possibile perché non so se potrò andare avanti”. Questo è uno dei passaggio della dichiarazione spontanea resa da Edoardo Borghini, l’uomo di 64 anni a processo per aver ucciso il figlio 34enne Nicolò la sera del 19 gennaio 2025 nella loro abitazione di Ornavasso (Verbano-Cusio-Ossola), in apertura della discussione in tribunale a Novara davanti alla corte d’Assise. Questa mattina è in corso la requisitoria del pm.
“Chiedo perdono a mia moglie per averle tolto un figlio – ha aggiunto l’imputato – e anche per non poterla più aiutare con sua sorella, che da ventitré anni vive con noi. Chiedo perdono a tutti i familiari miei e di mia moglie e a tutti gli amici che ho fatto soffrire”. Borghini è a processo con l’accusa di omicidio aggravato dal vincolo di parentela. L’uomo ha sempre spiegato di aver agito per difendere la moglie e la cognata dalla furia del figlio che, rientrato a casa ubriaco, li aveva aggrediti.
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