Ucraina: la selezione naturale tra i cani randagi

  • Postato il 19 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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La guerra esiste da quando esiste la nostra specie, e gli animali, domestici o selvatici che siano, sono da sempre le vittime più dimenticate dei conflitti: bombe, soldati, carri armati, droni… tutti elementi che sconvolgono non solo le vite degli esseri umani coinvolti, ma anche di tutte le altre specie viventi. Un esempio emblematico è l'invasione russa in Ucraina, analizzata da una prospettiva insolita: quella dei cani. Uno studio dell'Università di Lviv, pubblicato su Evolutionary Applications, rivela come i randagi nelle zone di guerra stiano subendo pressioni selettive così violente da trasformare visibilmente il loro aspetto.. Sempre più selvatici. Lo studio, condotto da un team ucraino in collaborazione con ricercatori polacchi e austriaci, si è concentrato su 763 cani randagi ucraini, distribuiti in tre regioni diverse: una vicina al fronte di guerra a est, una negli altrettanto pericolosi territori centrali e una sul confine occidentale, il più "tranquillo". L'analisi è stata condotta a livello fenotipico, cioè di quello che possiamo vedere e misurare, e i risultati suggeriscono che vale la pena approfondire la questione anche a livello molecolare.. Più lupi e meno "Fido". La guerra in Ucraina sta lasciando segni evidenti sulle popolazioni di randagi che vivono sotto le bombe: questi cani sono più piccoli, hanno le orecchie più appuntite e un muso più lungo rispetto a quelli che vivono in zone più sicure – sono tutte caratteristiche tipicamente "selvatiche", associabili ai lupi, e forniscono diversi vantaggi quando le condizioni ambientali sono instabili. A l contrario, tutti quei tratti solitamente selezionati per ragioni estetiche scompaiono o quasi nelle zone di guerra: i cani con un aspetto più "domestico" sono svantaggiati e fanno più fatica a sopravvivere.. Guerra e selezione. Il fattore più importante che sta determinando questi cambiamenti, secondo lo studio, è la malnutrizione: gli umani devono preoccuparsi di sopravvivere e non hanno più tempo (e risorse) per star dietro anche ai cani, i quali hanno smesso di avere una fonte affidabile di cibo. Di conseguenza, i cani "da fronte" sono più piccoli e più magri – e anche più giovani, visto che gli esemplari anziani o quelli malati non riescono a sopravvivere alle nuove condizioni.. evoluzione o adattamento? Resta però un interrogativo aperto: questi cambiamenti sono già scritti nel DNA? Al momento, le trasformazioni osservate sono a livello fenotipico (ovvero l'aspetto esteriore), ma non c'è ancora la certezza che si siano fissate geneticamente. Dopotutto, quattro anni di conflitto rappresentano solo poche generazioni canine. Tuttavia, i ricercatori sono certi di una cosa: ciò che sta accadendo tra le rovine dell'Ucraina è un esempio rarissimo di selezione naturale accelerata, un'evoluzione che corre veloce quanto i cambiamenti del territorio..
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Focus.it

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