Un infarto complica il rientro a Varazze di un ristoratore bloccato in Oman a un passo dalla guerra
- Postato il 5 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Mascate. “Doveva essere la nostra vacanza tanto sognata”. Enrico, Enza e quella manciata di giorni lontano da tutto prima di iniziare la stagione con il ristorante. L’Oman e le escursioni nel deserto. Ora una permanenza “forzata” per tutela della salute. Lo sentiamo. Ci parla da Mascate. Di quella vacanza per staccare in vista della stagione. Invece no. È andata in tutt’altra maniera. Questa è una storia, più che altro un’odissea: perché in Oman sono e ancora devono stare.
Passo indietro. Il ristoratore e chef varazzino si infortuna e subisce un intervento al ginocchio poco prima di partire. Vacanza con le stampelle. Giorni ben programmati. Poi arriva quello dell’escursione nel deserto. Enrico Nani e la moglie partono, ma qualcosa va storto. Dolore al petto. “Infarto. Due stent all’aorta” ci spiega. È successo nel terzo giorno di soggiorno. Paura e corsa in ospedale.
Enrico, nonostante lo spavento, supera bene questo imprevisto, ma ci si mette anche la guerra in Iran. Veniamo al punto. Perché, dopo l’intervento, per precauzione, per 15 giorni non può volare per tornare a Varazze. Ora di giorni di permanenza in Oman se ne contano ancora 10. In più, la coppia del “Bistrot de Väze”, che sarebbe dovuta tornare oggi in Italia, ha dovuto cambiare albergo e spostarsi più a sud visto che, in queste ore, gli hotel sono al completo a causa delle moltissime persone che arrivano da Dubai e da Abu Dhabi, proprio lì, in Oman, dove lo spazio aereo è aperto verso l’Europa per poter tornare ai propri paesi.
Ancora una decina di giorni per la coppia varazzina. A breve verrà fissata una visita medica per Enrico. Da quel momento l’assicurazione dovrebbe gestire il volo di ritorno. “È tutto un grande punto interrogativo – sottolinea la moglie – perché non sappiamo esattamente quando avrà la visita, quando ritorneremo, quando potremo finalmente riaprire il nostro ristorante. Il visto turistico è da prolungare. Un caos. Nessuno poteva prevedere questa situazione. Poche indicazioni. Se ci fosse qualcuno che potesse darci informazioni precise, ben venga. Anche su strutture dove appoggiarci con costi accettabili perché qui sta aumentando tutto”. Un’attesa che si fa pesante, mentre le ore scorrono lente.