Un missile colpisce la base italiana a Erbil. Crosetto: "I nostri militari stanno bene"
- Postato il 12 marzo 2026
- Di Il Foglio
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Un missile colpisce la base italiana a Erbil. Crosetto: "I nostri militari stanno bene"
I FATTI PRINCIPALI - Giorno 13
- Anche l'Italia coinvolta nella guerra. Un missile italiano colpisce la base del nostro paese nel Iraq curdo.
- Nonostante l'annuncio di Trump sul rilascio di una parte delle riserve Usa, il petrolio ha superato i 100 dollari al barile. L'Iran ha dichiarato che non consentirà il passaggio di carichi di petrolio a beneficio degli Stati Uniti e dei suoi alleati attraverso lo Stretto di Hormuz, Proprio lì ieri tre navi commerciali sono state colpite.
- Continuano intanto i bombardamenti israeliani e americani su Teheran e Beirut. In particolare, nel corso di un intervento israeliano sopra la spiaggia della capitale libanese sono morte sette persone. Secondo funzionari libanesi dall'inizio del conflitto le vittime sono 600, 800 mila gli sfollati
- Banche nel mirino dei Pasdaran: i Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato l'intenzione di colpire banche e istituzioni finanziarie occidentali nel Golfo. Citigroup ha ordinato ai dipendenti della sede di Dubai di lasciare immediatamente gli uffici.
- A quattro giorni dalla sua proclamazione a guida suprema, Mojtaba Khamenei non è ancora apparso pubblicamente. Gli iraniani confermano le indiscrezioni dei media americani: è rimasto ferito durante gli attacchi, ma è vigile e in luogo sicuro.
Un missile colpisce la base militare italiana a Erbil, in Iraq. Tajani e Crosetto: "I nostri soldati al sicuro in un bunker"
Un missile ha colpito la base militare italiana Camp Singara, come l'omonima fortezza legionaria dei tempi dell'imperatore Settimio Severo, a Erbil, in Iraq. A confermarlo è il ministro della Difesa Guido Crosetto. "A quanto si apprende, non ci sono feriti tra i militari italiani, né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene" ha affermato. Non è ancora chiaro se sia stato un missile o un gruppo di droni a colpire la base che si trova nella zona vicina all'aeroporto della città del Kurdistan iracheno, proprio a poche centinaia di metri da una base americana. E' qui che i nostri soldati, da 14 anni, addestrano i peshmerga curdi, gli stessi che negli anni passati hanno combattuto contro lo Stato islamico (la missione nacque proprio in quegli anni con il nome di Prima Parthica). Nella base si trovano circa 320 soldati italiani. Non è il primo tentativo iraniano di colpire la base, anche se è più probabile che il vero obiettivo degli attacchi sia la vicina e omologa base statunitense. "Ferma condanna" per l'attacco intanto è arrivata anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha parlato con l'ambasciatore d'Italia in Iraq. "Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker" ha detto.
Il petrolio sale sopra i 100 dollari al barile, nonostante gli annuncui sul rilascio delle riserve
Continua la corsa dell'oro nero. Nonostante i tentativi di frenarlo attraverso la vendita delle riserve per scongiurare una carenza globale, il prezzo del Brent, il benchmark globale per il petrolio, è salito sopra i 100 dollari al barile. Gli Usa hanno annunciato che preleveranno 172 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche e i 32 Paesi membri dell'Agenzia internazionale dell'energia hanno concordato di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili. Trump ripete che lo stretto di Hormuz è al sicuro, dopo che i Pasdaran hanno colpito tre navi cargo e che l'Iran "è sull'orlo della sconfitta". Ma Teheran continua a dichiarare che non consentirà il passaggio di carichi di petrolio a beneficio degli Stati Uniti e dei suoi alleati attraverso lo Stretto di Hormuz. Preparatevi a vedere il prezzo del petrolio salire a 200 dollari al barile, è la minaccia "perché dipende dalla sicurezza regionale che voi avete destabilizzato", ha spiegato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran. Negli scorsi giorni l'Iran ha ripetutamente colpito con droni e missili le infrastrutture energetiche nei paesi del Golfo, con attacchi mirati a generare un danno economico globale. Secondo quanto ricostruito da diversi giornali internazionali, le preoccupazioni per la sicurezza hanno costretto alla chiusura dei terminali di esportazione del petrolio, uno in Oman e l'altro in Iraq. Ecco tutte le infrastrutture colpite dal 28 febbraio scorso.
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