Un nuovo focolaio di Nipah in India

  • Postato il 2 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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Negli ultimi giorni ha suscitato un certo timore la notizia di un nuovo focolaio di infezioni da virus Nipah nello Stato del Bengala Occidentale - una delle regioni più densamente popolate al mondo nonché lo Stato dove si trova Calcutta, in India. Il 26 gennaio le autorità sanitarie indiane hanno notificato all'OMS la conferma in laboratorio di due casi di infezione di Nipah in due operatori sanitari di uno stesso ospedale privato nella città di Barasat. Il Nipah è un virus altamente letale, tra quelli definiti ad alto potenziale pandemico: è facile quindi che una lettura frettolosa della situazione possa suscitare un certo allarmismo. Ma come stanno, esattamente, le cose?. Il focolaio di Nipah nel Bengala: casi e tracciamento. L'OMS ha riportato che una delle due persone contagiate ha avuto bisogno di ventilazione polmonare, mentre la situazione dell'altra persona, che inizialmente era stata interessata da gravi problemi neurologici, è nel frattempo migliorata. Le autorità dell'India hanno rapidamente isolato e testato per il Nipah oltre 190 contatti dei due operatori infetti, ma tutti sono risultati negativi. Al momento non sono stati rintracciati altri casi. Quello di questi giorni non è il primo né il più esteso focolaio di Nipah nel Bengala Occidentale: ce ne sono stati altri due, nel 2001 e nel 2007, mentre all'inizio della scorsa estate, e prima, nel 2023, ce ne era stato un altro con pochi casi nello Stato indiano del Kerala, a oltre 2.000 km di distanza.. Virus Nipah: che cos'è e come si trasmette. Il virus Nipah (Henipavirus nipahense) è una rara ma grave malattia zoonotica, cioè una malattia infettiva trasmissibile dagli animali all'uomo. I suoi serbatoi naturali sono i pipistrelli frugivori della famiglia degli Pteropodidi, anche noti come volpi volanti, presenti in varie parti dell'Asia e in Australia: questi animali possono trasmettere l'infezione da Nipah ad animali selvatici o da allevamento, ma anche contaminare gli alberi ed altri elementi naturali con saliva, urina e feci infette. Gli esseri umani possono rimanere contagiati dal Nipah per contatto diretto con un animale infetto (direttamente i pipistrelli ma anche maiali o cavalli, nei quali l'infezione può dare sintomi gravi), oppure consumando frutta infetta o la linfa dolce della palma da dattero contaminata da pipistrelli malati. In misura minore, il virus Nipah si trasmette anche da persona a persona, ma solo con contatti molto ravvicinati, per esempio in strutture sanitarie sovraffollate e poco ventilate, dove i dispositivi di protezione individuale non siano adeguati.. Virus Nipah: quali sono i sintomi?. Il virus Nipah ha tempi di incubazione che vanno in genere dai 3 ai 14 giorni (ma sono stati riportati casi di 45 giorni tra esposizione e sintomi) e si manifesta inizialmente con febbre, mal di testa o stordimento, difficoltà respiratorie e tosse, brividi, vomito, stanchezza, diarrea. Per alcune persone, l'infezione può essere asintomatica. In altri però può avere una progressione più grave con esiti letali, con encefalite (una grave infiammazione del cervello) e morte: questa traiettoria può manifestarsi in qualunque paziente, ma riguarda in special modo in coloro in cui il virus Nipah dà inizialmente sintomi neurologici. Un paziente su 5 tra chi contrare il virus Nipah può riportare condizioni neurologiche a lungo termine.. Quanto è pericoloso il Nipah?. Nelle passate epidemie da virus Nipah in Bangladesh, India, Malesia e Singapore, il tasso di mortalità è variato dal 40% al 75%, a seconda delle capacità locali di diagnosi precoce e gestione clinica. Ad oggi non esistono vaccini autorizzati contro il virus Nipah né farmaci specifici per l'infezione. Ci si limita alle terapie di supporto, soprattutto per trattare i sintomi respiratori e neurologici. Questa facile confusione con i sintomi comuni di molte malattie, unita al fatto che, in alcuni casi, l'infezione è asintomatica, fa sì che i casi che emergono come sicuramente riconducibili al virus siano anche i più gravi. Come ha spiegato la giornalista medica e ricercatrice Roberta Villa su Substack, nella sua newsletter Fosforo e Miele, «sappiamo che esiste un numero incalcolabile di casi di infezione asintomatica o molto lieve, con solo banali sintomi respiratori. Questo ci porta a pensare che la percentuale di decessi sul numero di casi totali sia distorta dal fatto che vediamo solo la punta dell'iceberg».. Qual è quindi il livello di rischio attuale?. Proprio per l'alto tasso di mortalità e per l'assenza di vaccini disponibili, il virus Nipah è classificato dai CDC statunitensi al livello di biosicurezza 4, il massimo grado di contenimento, una minaccia al pari di Ebola. Tuttavia, nell'attuale situazione descritta, l'OMS valuta il rischio posto dal Nipah come moderato a livello subnazionale in India e basso a livello nazionale, regionale e globale. Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha dichiarato che «la via di ingresso più probabile per il virus Nipah in Europa è attraverso viaggiatori infetti. Se l'importazione del virus non si può escludere, è considerata improbabile. Poiché i pipistrelli della frutta serbatoi del Nipah non sono presenti in Europa, anche il rischio di trasmissione successiva a seguito di una potenziale importazione è valutato come molto basso nel contesto attuale»..
Autore
Focus.it

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