Urbanistica milanese, indagini e contestazioni: tutti i nodi che restano aperti

  • Postato il 27 agosto 2025
  • Di Panorama
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C’è un filo rosso che lega tutte le inchieste sull’urbanistica di Milano, dove potrebbero esserci nuove contestazioni: la città negli ultimi anni ha costruito ovunque, riempiendo cortili, aree ferroviarie, margini urbani e perfino zone vincolate. Una crescita che ha generato skyline nuovi e ricchezza immobiliare, ma anche pressione sul sistema fognario nei palazzi costruiti dentro le corti, contraddizioni clamorose tra i piani di pulizia dell’aria e la demolizione di San Siro, e perfino tentativi di derogare al vincolo assoluto che tutela il Cimitero Monumentale.

Le inchieste della magistratura, i verbali della Commissione Paesaggio e i documenti tecnici restituiscono l’immagine di una città che si racconta capitale verde ma che in realtà ha sacrificato ambiente e regole per inseguire la rendita immobiliare.

Del resto, abbattere e ricostruire lo stadio produrrebbe almeno 210.500 tonnellate di CO₂, pari al 5% delle emissioni annue della città. A stabilirlo è stato da Paolo Pileri, docente di Pianificazione Territoriale e Ambientale al Politecnico di Milano, in un articolo su Altraeconomia, dove si calcolava che per eealizzare i 150.000 m³ di cemento utilizzati per costruire il Meazza ha prodotto circa 75.000 tonnellate di anidride carbonica, a cui vanno aggiunti anche i camion per smaltire le macerie e tutto il resto.

Si tratterebbe di un colpo secco ai piani comunali e regionali per la qualità dell’aria, dal Piano Aria e Clima di Milano (lanciato dal sindaco Beppe Sala in pompa mangna) fino al Pria lombardo, che puntano a ridurre polveri sottili e gas climalteranti. Anni di sacrifici rischiano di essere annullati da un unico cantiere.

E per di più c’è un paradosso, perché in questi anni la giunta Sala ha irrigidito i divieti per i cittadini: Area C nel centro storico e Area B estesa a quasi tutta la città. Multe, restrizioni e costi per decine di migliaia di famiglie e piccoli imprenditori. Scelte presentate come necessarie per ridurre lo smog. Ma il paradosso resta evidente: mentre i cittadini subiscono limitazioni quotidiane, i grandi cantieri con impatti ambientali enormi hanno trovato corsie preferenziali.

Dall’Hidden Garden in piazza Aspromonte alle costruzioni in via Lepontina, Gassendi e Fauchè, la Procura ha contestato nuove volumetrie mascherate da ristrutturazioni.

Ma oltre alla legalità, c’è l’ambiente. I cortili, nati per garantire aerazione e drenaggio, diventano edifici: meno suolo permeabile, più superficie impermeabile, più acqua piovana riversata nelle condotte. Con il risultato che il sistema fognario, già al limite, viene messo ulteriormente sotto pressione, aumentando il rischio di allagamenti e collassi durante le piogge intense.

Nelle ultime memorie depositate dai magistrati è emerso il caso Cenisio. Negli atti del Riesame, i pm contestano al patron di Coima Manfredi Catella di aver chiesto all’ex assessore Giancarlo Tancredi e al direttore generale Christian Malangone una «deroga» al vincolo di inedificabilità entro i 200 metri dal Cimitero Monumentale. Le chat sono chiare: «Per Cenisio vediamo come trovare la soluzione…». Ma la legge non consente alcuna deroga. Eppure l’amministrazione discuteva di come inserire la condizione in un preliminare di vendita.

La logica è la stessa che ha guidato lo Scalo Romana, assegnato a Coima, Covivio e Prada e nel frattempo parte di esso come Villaggio Olimpico, dove il grande parco promesso si è progressivamente assottigliato sotto la spinta delle fasce ferroviarie e delle pressioni politiche per far passare il progetto in Commissione. Non un episodio isolato: dinamiche simili si erano già viste poco prima nel recupero del Pirellino, acquistato da Coima e sottoposto a un concorso nella cui giuria sedeva lo stesso Catella, vinto da architetti già legati al gruppo. Alla Romana la scena si è ripetuta, con Diller & Scofidio nuovamente premiati, mentre gli esclusi di peso come lo studio Som ricevevano in cambio l’incarico del Villaggio olimpico, interpretato da molti come compensazione. Una regia privata dietro concorsi presentati come internazionali, dove i vincitori sono quasi sempre professionisti di fiducia e gli altri trovano comunque spazi paralleli.

La Torre Milano in via Stresa (82 metri) è al centro di un processo con otto rinvii a giudizio per abuso edilizio. Le Park Towers a Crescenzago hanno sei imputati per lottizzazione abusiva e falso. Le Residenze Lac al Parco delle Cave sono state sequestrate: la Cassazione ha ribadito che oltre i 25 metri serve un piano attuativo. Lo Scalo House di Farini è stato bloccato. Perfino l’Urban Jungle di Porta Nuova compare nei filoni investigativi come episodio corruttivo.

Il progetto Bosconavigli firmato da Boeri e Arassociati (dove sono stati tutti rinviati a giudizio) sorge accanto alla ricicleria Amsa di piazzale delle Milizie, chiusa nel 2023. Ufficialmente, l’area sarà bonificata e trasformata in verde. Ma resta la contraddizione: residenze di lusso dove fino a poco tempo fa si conferivano rifiuti. I comitati parlano di «gentrificazione ambientale», di bosco usato come etichetta per mascherare speculazione. Tra l’altro, proprio su Bosconavigli, insieme a Boeri era indagato Stefano De Cerchio di Sce project, la stessa Sce project che aveva vinto il concorso Beic quando Boeri e Cino Zucchi erano in giuria: entrambi sono indagati.

In zona Bovisa nell’ex area dei gasometri il Politecnico vuole un campus e un parco tecnologico. I comitati denunciano una «bonifica distruttiva» che abbatte centinaia di alberi spontanei cresciuti in decenni. Terreni contaminati e un passato industriale che torna.

Nel frattempo potrebbero spuntare a breve altre contestazioni, come ipotesi di turbativa, nella maxi inchiesta sull’urbanistica milanese. A quanto pare, negli ultimi anni, ci potrebbe essere stata presunta «spartizione» delle aree della città, attraverso la costituzione di «bandi ad hoc», in sostanza truccati, a vantaggio dei privati costruttori interessati ad acquisire quelle zone per operazioni di sviluppo immobiliare.

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Panorama

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