Vadino e l’altra faccia della movida, tra “notti insonni e degrado”. Residenti esasperati: “Presenteremo un esposto ai Comuni di Albenga e Alassio”
- Postato il 27 agosto 2025
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Se l’estate porta con sé l’allegria (e gli introiti) della movida, esiste anche un’altra faccia della medaglia, quella che ha trasformato le notti del quartiere di Vadino, il più popoloso di Albenga, in un vero e proprio incubo per i residenti, costretti a subire quotidianamente schiamazzi, musica a tutto volume e degrado, tra rifiuti abbandonati ed escrementi a cielo aperto.
A pagare le conseguenze del “divertimento” serale, infatti, sono i cittadini che, stando al loro racconto, subiscono “i comportamenti incivili dei frequentatori delle due note discoteche Essaouira (che ricade nel territorio di Albenga) e Le Vele (a pochi passi dalla precedente, ma già nel territorio comunale alassino)”.
I clienti, infatti, sia prima di entrare che all’uscita, si riversano nel quartiere, in particolare nelle vie Michelangelo, Tiziano e Piave, per raggiungere i locali oppure per ritornare verso il centro di Albenga, vista la maggiore difficoltà, soprattutto senza mezzi, di raggiungere il centro di Alassio, distante circa 3 chilometri.

Nessuna accusa rivolta dai residenti alle due discoteche, che non hanno ovviamente responsabilità diretta, ma il problema che, secondo la portavoce dei residenti Angela (nome di fantasia), si è protratto per tutti i mesi estivi, è legato alla “mancanza di valori e maleducazione di giovani e meno giovani che frequentano i locali”.
L’esasperazione è al culmine per una situazione definita “ormai insostenibile, che inizia già in serata, intorno alle 22, per protrarsi poi fino a mattinata inoltrata”.
Si parla di “un via vai notturno incessante di persone che transitano lungo queste vie” e “si fermano in particolare di fronte all’ex caserma Piave e in via Tiziano”, dove è presente un parcheggio interno tra due palazzine, divenuto ormai ritrovo fisso pre e post discoteca.
“Arrivano qui prima e dopo essere andati a ballare, e sono sempre ubriachi e con bottiglie di alcolici in mano, – ha spiegato Angela ai microfoni di IVG. – Urlano, bevono e fumano con musica a tutto volume dalle macchine o dalle casse portatili; si cambiano per strada e consumano anche cibo, abbandonando poi tutta la spazzatura in mezzo alla strada“.

E il disagio, oltre agli schiamazzi, è legato anche al degrado e alla mancanza di igiene: “Espletano funzioni fisiologiche (cacca e pipì) nelle aiuole, a bordo strada o sui marciapiedi: ormai le mura dell’ex caserma Piave sono diventate una sorta di latrina a cielo aperto, con un odore forte e nauseabondo”, ha proseguito la portavoce.
“Ci troviamo costretti a stare con le finestre chiuse nonostante il caldo e a chiamare quotidianamente le Forze dell’Ordine. Ma spesso, aumentando esponenzialmente la popolazione per via dei flussi turistici estivi, pattuglie e volanti sono impegnate in interventi ben più importanti e ci ritroviamo quindi soli ad affrontare un problema evidentemente più grande di noi”.
E così, i residenti trascorrono le ore notturne insonni, cercando di far desistere i ragazzi, anche con liti accese nel cuore della notte. Di giorno, invece, il problema si trasforma in una faticosa operazione di pulizia.

“Non ce la facciamo più a vivere in queste condizioni. Personalmente, – ha specificato ancora Angela, – abito qui da 25 anni e mai mi era capitato di vivere un’estate difficile come questa. È quasi passata, ma urgono strategie e provvedimenti per l’anno prossimo perché il problema non si risolverà da solo, anzi, può solo peggiorare“.
Per questo motivo, le famiglie si sono unite e stanno preparando un esposto da presentare ai Comuni di Alassio e Albenga: “Chiediamo aiuto sia ad Albenga che ad Alassio perché seppur vero che le vie in questione ricadono nel territorio comunale di Albenga, una delle due discoteche, Le Vele, è in territorio alassino, che ne giova dal punto di vista di immagine quando arrivano i super ospiti. Sarebbe bello e giusto che allora anche Alassio si preoccupasse però di cercare una soluzione per chi non gode dell’eco di questi nomi, ma subisce i comportamenti incivili di chi da questi nomi viene attirato”.
Diverse sono state anche le lamentele e proteste via social, in particolare su Facebook, con cittadini che, dopo i singoli post di denuncia, hanno deciso di unire gli sforzi e gli intenti: ora la palla passa ai due Comuni, chiamati a gran voce a cercare soluzioni.