Valeria Fedeli emarginata dal Pd: cos'è successo prima della morte

  • Postato il 15 gennaio 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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Valeria Fedeli emarginata dal Pd: cos'è successo prima della morte

È scomparsa a 76 anni a Roma dopo una grave malattia, Valeria Fedeli. Femminista autentica, Fedeli è diventata vicepresidente del Senato e nel 2016 ministra dell'Istruzione. Poi il tramonto parlamentare del 2022, con l’esclusione dalle liste del Pd per le ultime elezioni politiche. Nonostante questo l’ex esponente della Cgil non si è mai scomposta: "Come avrete visto, non sono candidata al prossimo Parlamento. Proseguirò il mio impegno politico sul territorio, per continuare a cercare soluzioni che migliorino la vita delle persone, in particolare delle donne e dei giovani", era stato il suo commento.
Con l’impegno a partecipare alla "campagna elettorale dal territorio dove abito, a Roma, insieme a tutta la comunità delle Democratiche e dei Democratici, cercando di essere soprattutto di supporto alle nuove generazioni che credono nella politica e vogliono dare nuova forza alla sinistra riformista e al Partito Democratico".

E così Fedeli è rimasta a osservare il nuovo percorso dem, quello guidato da Elly Schlein, da lontano. Coraggiosa, appassionata ed empatica in molti, anche nello schieramento opposto al suo, la ricordano con grande affetto. Complice il suo impegno ad ampio raggio: dai diritti civili - delle donne, in particolare - alla tutela del lavoro, fino alla scuola. "Colpita e addolorata" si dice la premier Giorgia Meloni, che di Fedeli sottolinea la "convinzione e passione" con cui ha vissuto le responsabilità nella politica e nel sindacalismo, suo primo amore.

 

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E ancora, il ministro della Lega Roberto Calderoli che dice "addio a un'amica, non solo a una semplice collega". Non manca poi il ricordo di Anna Finocchiaro, sua collega al Senato e nella stessa squadra nel governo Gentiloni. Oltre che sua amica da tempo. "L'ho vista l'ultima volta prima di Natale in un'occasione pubblica - ha confessato all'Ansa - Era provata ma non aveva voglia di parlare della sua malattia, anche se non la nascondeva. Di certo, quello che non scordo è la sua chioma rossa che spuntava in aula quando era in ballo una questione importante. Appena iniziavo a parlare, lei si girava a guardarmi come a solidarizzare, a incoraggiare. Valeria non era solo forza. Lei comunicava forza, non la teneva per sè". 

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Libero Quotidiano

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