Venezuela, l’italiano Luigi Gasperin tra i 250 prigionieri liberati: chi è e perché era detenuto
- Postato il 8 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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È stato rilasciato l’imprenditore italiano Luigi Gasperin, che era stato detenuto nell’ambito di una retata ordinata dal ministro dell’Interno venezuelano, Diosdado Cabello, nei locali della sua azienda, Técnica Petrolera WLP, situata nella città di Maturín, a est del Venezuela. Stando alle rivelazioni della testata di inchiesta Armando.info l’imprenditore sarebbe stato detenuto nell’ambito di un complotto fake, ordito dal ministro Cabello, relativo al presunto stoccaggio indebito di esplosivi – di norma destinati per attività petrolifere – mai dimostrato dalle autorità di Caracas.
Da quanto risulta a Ilfattoquotidiano.it Gasperini era recluso da agosot presso una struttura detentiva, ma non in un carcere vero e proprio. E il suo nome non risulta nell’elenco dei detenuti politici, considerate le dinamiche dell’arresto. Per il momento nessuna notizia su Alberto Trentini, detenuto a El Rodeo I, né su Biagio Pilieri, il cui nome sarebbe trapelato da un presunto elenco di scarcerazioni in seguito smentito dai suoi familiari. Resta in cella anche l’imprenditore Mario Burlò, che in realtà si era recato a Caracas in fuga dalla giustizia italiana. “Al momento il governo ha posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
La scarcerazione di Gasperin rientra nell’ambito delle liberazioni annunciate dal presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana Jorge Rodrígiuez, fratello della presidente ad Interim Delcy Rodríguez: “Si tratta di un gesto intenzionato a cercare la pace, come contributo che tutte e tutti dobbiamo fare”. “È una decisione unilaterale”, ha poi ribadito il governo venezuelano interpellato sull’eventuale influenza dell’amministrazione Trump nelle imminenti scarcerazioni. Mentre si scrive si contano circa 250 scarcerazioni su un totale di 400 previste da Caracas, che potrebbero completarsi nelle prossime ore. L’elenco ufficiale dei nomi non è stato ancora reso disponibile da Caracas. La quantità, che è la più alta degli ultimi decenni, è in realtà frutto delle trattative in corso tra Venezuela e Washington, che nel frattempo ha allentato le sanzioni ed e si prepara a investire sul Paese sudamericano, con tanto di conferma da parte della statale Pdvsa.
Nelle ore precedenti alcuni senatori americani hanno effettuato una mappatura dei detenuti con l’aiuto dell’Ong Justicia, Encuentro y Perdón, diretta da Martha Tineo. “Lavoriamo per il rilascio di tutti i prigionieri politici. Si parla di pacificazione del Paese e di riconciliazione, ma questo traguardo non è possibile senza il rilascio di tutti coloro che sono detenuti per ragioni politiche”, ha detto Tineo a Ilfatto.it sottolineando la presenza di almeno “80 persone che richiedono attenzioni mediche urgenti”. La misura di Rodríguez è in netta contrapposizione con la scelta del ministro dell’Interno di sospendere le visite ai detenuti politici e segna l’apertura di “una nuova epoca” nella vita politica del Paese, come affermato dalla presidente ad interim in un vertice con le opposizioni.
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