Via Tuscolana 452, l’indirizzo che imbarazza Fratelli d’Italia: Delmastro e Chiorino soci della figlia diciottenne di un mafioso
- Postato il 19 marzo 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
- 3 Visualizzazioni

BIELLA – Un indirizzo preciso, via Tuscolana 452 a Roma. È qui che si incrociano storie che, almeno sulla carta, non dovrebbero mai incontrarsi: quella di un imprenditore condannato per reati legati alla mafia e quella di esponenti di primo piano di Fratelli d’Italia. Un intreccio che solleva interrogativi politici e morali, e che rischia di trasformarsi in un caso nazionale.
Il ristorante e la società
All’indirizzo romano ha sede la “Bisteccheria d’Italia”, ultimo progetto imprenditoriale di Mauro Caroccia, oggi detenuto dopo una condanna definitiva per intestazione fittizia aggravata dal favoreggiamento mafioso. Nello stesso luogo risultava operativa anche “Le Cinque Forchette srl”, società che fino a poche settimane fa vedeva tra i soci nomi di peso della politica.
Tra questi il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, oltre a dirigenti locali del partito come Cristiano Franceschini e Davide Eugenio Zappalà. A completare la compagine, con una quota di maggioranza, Miriam Caroccia, figlia dell’imprenditore, diventata amministratrice unica poco più che maggiorenne.
Le radici dell’inchiesta
Il nome Caroccia non è nuovo alle cronache giudiziarie. Da anni compare negli atti della Direzione distrettuale antimafia, spesso accostato al clan guidato da Michele Senese, noto come “’O Pazz”. Secondo le indagini, i ristoranti della famiglia sarebbero stati utilizzati per operazioni di riciclaggio e intestazioni fittizie.
Un sistema che ruotava attorno allo storico locale “Da Baffo” e alle sue diramazioni, con l’obiettivo di schermare i reali proprietari e reinvestire capitali di origine illecita. L’inchiesta “Affari di famiglia”, chiusa nel 2020, ha portato ad arresti e sequestri, culminando con la condanna definitiva per Caroccia nel 2025.
Il nodo politico
Il punto più delicato riguarda la tempistica. Le quote societarie dei politici risultano cedute tra fine 2024 e inizio marzo 2026, proprio mentre l’iter giudiziario arrivava alle sentenze definitive. Un’uscita che gli interessati definiscono immediata e dettata da ragioni etiche, non appena emersa la reale identità familiare della socia di maggioranza.
Delmastro ha rivendicato la propria “storia antimafia”, sostenendo di essersi sfilato appena appresa la situazione. Sulla stessa linea Chiorino e gli altri soci, che parlano di una scelta “non formalmente dovuta ma necessaria”.
Le reazioni
Le opposizioni però non ci stanno. Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico, chiede chiarimenti su eventuali responsabilità e sulla compatibilità di tali rapporti con il ruolo istituzionale. Anche il Movimento 5 Stelle annuncia iniziative in Commissione Antimafia, mentre esponenti dell’opposizione parlano apertamente di una vicenda “gravissima” se confermata.
Un caso aperto
Al di là delle responsabilità penali già accertate per Caroccia, resta aperta la questione politica: possibile che nessuno tra i soci fosse a conoscenza dei legami e delle vicende giudiziarie? E soprattutto, è sufficiente uscire da una società per chiudere il caso?
Via Tuscolana 452, da semplice indirizzo commerciale, si trasforma così in simbolo di una zona grigia dove affari e politica si sfiorano pericolosamente. E dove, ancora una volta, la trasparenza diventa terreno di scontro.
L'articolo Via Tuscolana 452, l’indirizzo che imbarazza Fratelli d’Italia: Delmastro e Chiorino soci della figlia diciottenne di un mafioso proviene da Quotidiano Piemontese.