Viaggi e svago durante il congedo parentale, “nessuna truffa”: assolta dipendente del Comune di Andora

  • Postato il 21 gennaio 2026
  • 0 Copertina
  • Di Il Vostro Giornale
  • 4 Visualizzazioni
Generico gennaio 2026

Andora. Si è conclusa con un’assoluzione, perché “il fatto non sussiste“, la vicenda giudiziaria di M.F., dipendente del comune di Andora che era stata indagata per truffa aggravata ai danni dello Stato. 

Secondo il capo d’imputazione, la donna, nel periodo in cui usufruiva del congedo straordinario per assistere il padre disabile, avrebbe simulato un cambio di residenza per assentarsi in realtà numerosi giorni, dedicandosi a viaggi, locali ed eventi mondani, poi documentati tramite scatti pubblicati sul proprio profilo Facebook.

L’indagine, particolarmente articolata, si era anche avvalsa dell’acquisizione delle immagini della videosorveglianza cittadina, di appostamenti mirati e dell’analisi dei tabulati delle celle telefoniche.

Tuttavia, nel corso dell’istruttoria, l’imputata, assistita dall’avvocato Giorgio Cangiano di Albenga, è riuscita a dimostrare di aver sempre garantito l’assistenza al genitore, allontanandosi solo in rare occasioni e assicurando comunque la presenza della madre o di una parente.

La difesa ha saputo fornire giustificazioni puntuali a ogni contestazione, supportata anche da una perizia di parte, al punto da convincere lo stesso Pubblico Ministero a sollecitare l’assoluzione per l’assenza di prove di colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio.

Una posizione opposta a quella del Comune di Andora che, costituitosi parte civile con l’avvocato Marco Moda del foro di Asti, aveva richiesto un risarcimento danni superiore a 25mila euro.

La tesi difensiva, orientata verso l’assoluzione con formula piena, è stata infine accolta dal giudice monocratico del Tribunale di Savona, Matteo Pistone.

“Per la mia assistita – ha dichiarato l’avvocato Cangiano ai microfoni di IVG, – è la conclusione di un periodo estremamente complesso. Ha sempre avuto piena fiducia nella giustizia ed ha partecipato ad ogni udienza perchè, al di là della preoccupazione per un procedimento penale con una pesante accusa e per le conseguenze disciplinari che avrebbero potuto derivarne, non poteva accettare che si potesse anche solo pensare che lei avesse sfruttato le problematiche del padre per avere delle agevolazioni“.

Si è sempre dedicata giorno e notte all’assistenza del genitore con tutte le sue energie. Le pochissime volte che si è assentata non costituiscono un comportamento illecito, ma un corretto svolgimento del periodo del congedo straordinario dovendosi tener conto anche delle esigenze personali di chi usufruisce del permesso, che ovviamente si devono porre in essere in modo molto limitato e tale da garantire comunque l’assistenza. Ritengo che questo sia il principio importante che viene stabilito con la sentenza di assoluzione”, ha concluso il legale ingauno.

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti