Violenti Torino, “una pallottola cadauno nel cervello”: la soluzione di Felicioni, già leghista ora uomo libero
- Postato il 4 febbraio 2026
- Politica
- Di Blitz
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“Una pallottola a testa” per una “soluzione giusta ed equilibrata” contro chi, sabato scorso, ha aggredito gli agenti di polizia alla manifestazione di Torino. È questa la proposta shock lanciata, nero su bianco, da Luigi Felicioni, commissario della Lega a Roseto degli Abruzzi, cittadina in provincia di Teramo.
Si è dimesso dalla Lega Abruzzo il 31 gennaio
Dichiarazioni che – confermate nelle ore successive anche in un video pubblicato su Facebook – hanno innescato l’inevitabile polemica salvo poi, in serata, la precisazione del diretto interessato che afferma di essersi dimesso dalla Lega Abruzzo proprio il 31 gennaio scorso, in concomitanza con gli scontri di Torino.

Quel pensiero, spiega, sarebbe dunque “esclusivamente personale” da parte di un “uomo libero”. Da uomo libero o meno, quelle parole hanno comunque innescato la polemica, perché “violente” e “gravissime”, come hanno sottolineato i deputati abruzzesi del Pd Michele Fina e Luciano D’Alfonso e il segretario dem regionale Daniele Marinelli.
Felicioni, commentando su Facebook uno dei tanti post sulle violente aggressioni di Torino, aveva evocato la “pulizia” degli aggressori attraverso “una pallottola cadauno piantata nel cervello”.
Una posizione poi ribadita dallo stesso politico in un post su Facebook, in cui rivendicava di essere “una persona libera al di là delle parti politiche”. “Allora? Orbene. Non piace? Non è un problema mio – ha replicato -: viene ritenuto assolutamente scortese nell’ambito del politicamente corretto? Non mi interessa”.
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