Violenza minorile: A Napoli 27 minori denunciati per omicidio nel 1° semestre 2025
- Postato il 12 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Violenza minorile: A Napoli 27 minori denunciati per omicidio nel 1° semestre 2025

Violenza minorile: Il rapporto “(Dis)armati” di Save the Children evidenzia a Napoli un allarmante aumento di omicidi, arruolamenti criminali tra i minori.
NAPOLI – Il rapporto “(Dis)armati” di Save the Children scuote le coscienze, tratteggiando un quadro drammatico per Napoli. Nel solo primo semestre del 2025, i minori arrestati o denunciati per omicidio sono stati 27, un numero che rischia di doppiare il dato dell’intero 2024 (28 casi) e che segna un’impennata vertiginosa rispetto ai 13 casi registrati nel 2019.
La città vive una recrudescenza della violenza che non risparmia neppure i quartieri storici come la Sanità o i Quartieri Spagnoli. I dati del rapporto confermano una preoccupante “normalizzazione” del possesso di armi nel primo semestre del 2025 sono stati 73 i minorenni arrestati o denunciati. Un trend in crescita che vede i casi più che raddoppiati nell’ultimo decennio (passati dai 65 del 2014 ai 152 del 2024).
VIOLENZA MINORILE, A NAPOLI AUMENTANO LESIONI E RISSE: LA SOGLIA DELLO SCONTRO SI ALZA
La violenza tra giovanissimi si esprime sempre più attraverso lo scontro fisico. Nei primi sei mesi del 2025, a Napoli si sono contati 73 minorenni accusati di lesioni personali e 18 per rissa. Secondo gli esperti che hanno curato il report, questi numeri confermano come la soglia di tolleranza alla violenza si sia abbassata in modo drammatico, rendendo lo scontro un elemento ricorrente nelle dinamiche relazionali degli adolescenti.
IL RUOLO DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI
Il documento svela una verità cruda: ragazzini di appena 14 o 15 anni vengono sistematicamente arruolati dalla criminalità organizzata. La strategia dei clan è pragmatica: “costano meno, espongono meno gli adulti e garantiscono una pressione continua sul territorio”. Una strategia che trasforma la vita dei minori in un ingranaggio del sistema criminale, rendendoli carne da macello.
Restando a Napoli (una delle città metropolitane alle quali l’indagine dedica un approfondimento), anche i numeri relativi al porto abusivo di armi sono allarmanti, con 73 minorenni arrestati o denunciati nel primo semestre del 2025. Non solo: dal 2014 (quando i minori coinvolti furono 65) e il 2024 (con 152) i casi sono più che raddoppiati (come avvenuto in tutte le altre grandi città prese in esame come Milano, 152 nel 2024; Roma, 96; Bologna, 88; Torino, 82). A Napoli sono 73 quelli accusati di lesioni personali nei soli primi sei mesi dell’anno scorso (furono complessivamente 147 nel 2024) e 18 per risse (42 nell’anno precedente). Numeri che secondo gli esperti confermerebbe come in città la soglia dello scontro si sia “alzata in modo preoccupante”.
«NON BASTA LA PUNIZIONE»: L’APPELLO DI SAVE THE CHILDREN
Per Save the Children, il ferimento e gli omicidi tra giovanissimi non erano mai stati così frequenti, anche in aree come la Sanità e i Quartieri Spagnoli. «Ragazzini di 14 o 15 anni – sostiene chi ha redatto il documento – vengono arruolati dalle organizzazioni criminali perché costano meno, espongono meno gli adulti e garantiscono una pressione continua sul territorio».
«Per prevenire e affrontare il complesso fenomeno della violenza giovanile – dichiara Antonella Inverno, responsabile ricerca e analisi dati di Save the Children – è fondamentale un cambio di prospettiva da parte del mondo adulto, che spesso fatica ad ascoltare davvero i giovani e a coglierne i bisogni più profondi. Da questo viaggio tra le voci ‘disarmate’ di ragazze e ragazzi che attraversa tutto il Paese, emerge chiaramente come la violenza sia un fenomeno alimentato da vuoti educativi, solitudine, mancanza di spazi e di opportunità di crescita. Di fronte a questo scenario, un approccio emergenziale che fa della punizione e del controllo gli strumenti principali – quasi gli unici – per prevenire e affrontare la violenza minorile, non è coerente con il superiore interesse del minore né in linea con i principi del diritto minorile, ma rischia fortemente di risultare inefficace».
Il Quotidiano del Sud.
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