Virus Nipah, "mortalità tra 50 e 70%": l'incubo di una nuova pandemia

  • Postato il 29 gennaio 2026
  • Salute
  • Di Libero Quotidiano
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Virus Nipah, "mortalità tra 50 e 70%": l'incubo di una nuova pandemia

Nuova epidemia in arrivo? L'allarme arriva dall'Asia, dall'India in particolare, dove è stato segnalato il virus Nipah. Un virus che si trasmette dagli animali agli esseri umani, non ha vaccino e un tasso di mortalità che varia dal 40 al 75% secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità. Secondo l'Afp, le autorità indiane hanno dichiarato di aver garantito il "contenimento tempestivo" del virus dopo la conferma di due casi nello stato del Bengala occidentale.

"Sono state condotte operazioni di sorveglianza rafforzata, test di laboratorio e indagini sul campo che hanno garantito un tempestivo contenimento dei casi - ha dichiarato il ministero della salute indiano in un comunicato -. La situazione è sotto costante monitoraggio e tutte le necessarie misure di sanità pubblica sono state adottate". Le segnalazioni hanno spinto anche la Thailandia e il Nepal a fare controlli aggiuntivi soprattutto negli aeroporti. 

 

 

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Questo virus non si trasmette agli esseri umani solo dagli animali, come maiali e pipistrelli frugivori, ma anche tramite alimenti infetti oppure da persona a persona. Quando lo si contrae, possono verificarsi infezioni asintomatiche o malattie respiratorie acute e addirittura encefalite fatale. Il Nipah, che ha un periodo di incubazione che varia da quattro a 14 giorni, è stato inserito dall'Oms tra le dieci malattie che considera prioritarie, insieme a patogeni come COVID-19 e Zika. Il motivo di tanta preoccupazione è la capacità potenziale di questo virus di innescare un'epidemia.

La prima identificazione del Nipah risale al 1998 ed è collegata a una serie di casi tra suinicoltori in Malaysia. Poi i primi casi in India si registrano nel 2001. Mentre nel 2018, almeno 17 persone sono morte per questo virus nel Kerala. Altri due decessi nel 2023 sempre nello stesso Stato. Nei successivi focolai in Bangladesh e India, l'origine dell'infezione potrebbe essere stata il consumo di frutta o prodotti della frutta, come il succo di palma da dattero, contaminati con urina o saliva di pipistrelli frugivori infetti.

"È un virus altamente letale, che arriva a una mortalità tra il 50 e il 70%. - ha spiegato in un post su Facebook Matteo Bassetti, infettivologo e direttore di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova -. Dà un quadro clinico simile a una forma influenzale però poi può dare un quadro respiratorio molto grave con un quadro di un'encefalite che può portare poi alla morte". E ancora: "Non esistono né vaccini né farmaci. Molti Paesi dell'Asia si stanno attrezzando per controllare negli aeroporti i viaggiatori. Al momento direi che non c'è da avere paura, però bisogna tutti insieme vigilare attentamente sulla situazione in modo che anche questo focolaio sia limitato velocemente come avvenuto in passato".

 

 

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Libero Quotidiano

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