Vitalizi, stoppato il referendum: «Irragionevole abrogare tutto»
- Postato il 19 marzo 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 5 Visualizzazioni
Il Quotidiano del Sud
Vitalizi, stoppato il referendum: «Irragionevole abrogare tutto»

Referendum vitalizi, tutto da rifare. Bocciata la richiesta di raccogliere le firme per abrogare il nuovo sistema previdenziale dei consiglieri. Ma il centrosinistra senza Pd (ed ex Pd) rilancia: «Subito una disciplina attuativa»
POTENZA – Deve ripartire da zero la campagna referendaria per l’abrogazione dei mini-vitalizi per i consiglieri regionali lucani introdotti a metà dicembre. Lo ha deciso la Consulta di garanzia statutaria a cui si erano rivolti, a gennaio, i promotori della consultazione popolare per ottenere il via libera all’inizio della raccolta delle 5mila firme necessarie. Il verdetto della consulta di giuristi presieduta da Fulvio Pastore, e completata da Francesco Gallipoli e Donatello Cimadomo riporta la data di lunedì.
IL QUESITO GIUDICATO SUPERATO DALLE NUOVE NORME
A suo interno il quesito proposto dal comitato referendario viene giudicato superato dalle modifiche approvate a metà febbraio dopo l’ondata di indignazione sollevatasi sulla vicenda. Vale a dire la restrizione della platea dei potenziali beneficiari dell’assegno da 600 euro al mese ai soli consiglieri regionali in carica e a quelli che verranno eletti in futuro. A scapito di quelli delle altre legislature susseguitesi dall’abolizione dei vitalizi veri e propri, nel 2012, e dei presidenti di Regione. E poi l’abolizione della possibilità per i consiglieri di coprire questa quota di contributi re-impossessandosi pro quota del non speso giacente nel fondo per finalità sociali alimentato col taglio del 10% delle loro indennità in vigore tra il 2017 e il 2025.
ABROGARE IL REFERENDUM SUI VITALIZI? I PROFILI DI INAMMISSIBILITÀ E IL NODO DEI DIRITTI ACQUISITI
La Consulta, però, evidenzia anche altri profili di inammissibilità legati alla mancata autenticazione delle firme di chi ha presentato la richiesta di avviare la raccolta firme sul quesito abrogativo, e al contenuto stesso del quesito. Nell’eventualità che il referendum raggiungesse il quorum e la legge fosse abrogata, infatti, non si potrebbe comunque eliminare retroattivamente i diritti acquisiti da quanti nelle prossime settimane faranno domanda per accedere al mini vitalizio e verseranno la totalità dei 30mila euro di contributi richiesti per accedere alla pensioncina, a fronte di un’integrazione contributiva di tre volte maggiore a carico dei cittadini. «La completa abrogazione, come appare evidente, non può essere considerata una scelta né ragionevole, né proporzionata. Pertanto, sotto questo specifico profilo, le richieste referendarie in esame vanno considerate inammissibili».
L’INVITO AL CONSIGLIO E LE REAZIONI DEL CENTROSINISTRA
La Consulta si è soffermata, poi, sull’opportunità che il Consiglio regionale approvi una disciplina attuativa del referendum e degli altri istituti di partecipazione politica previsti dallo Statuto approvato nel 2016. «La Consulta di garanzia statutaria, proprio nella fase di avvio della sua attività , su iniziativa di numerosi consiglieri regionali, ha avuto, peraltro, già modo di esprimere un corposo parere su una proposta di legge in materia e ha colto l’occasione per fornire utili indicazioni al Consiglio sulle norme da adottare in materia». Si legge nella decisione a firma Pastore, Gallipoli e Cimadomo. «A quel parere ci si riporta integralmente, in questa sede, nella speranza che possa tornare utile ai lavori del Consiglio».
Proprio su questo invito, ieri, sono tornati a farsi sentire i consiglieri del centrosinistra Alessia Araneo (M5s), Antonio Bochicchio (Psi), Angelo Chiorazzo (Bacc), Viviana Verri (M5s) e Giovanni Vizziello (Bacc). Non pervenuti, invece, i due consiglieri Pd Piero Lacorazza e Piero Marrese, e l’ex Pd Roberto Cifarelli.
ABROGARE I VITALIZI REFERENDUM: URGENZA DI UNA RIFORMA DELLA PARTECIPAZIONE POPOLARE
«La pronuncia della Consulta – sottolineano i consiglieri – pur evidenziando criticità normative e l’assenza di una disciplina organica aggiornata, conferma che oggi alle cittadine e ai cittadini lucani non è garantito un esercizio pieno ed effettivo degli strumenti di democrazia diretta». Hanno dichiarato Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Verri e Vizziello. «Per questo diventa ancora più urgente approvare la proposta di legge già depositata dai consiglieri di opposizione (…) che recepisce le indicazioni formulate dalla stessa Consulta».
«E’ necessario – proseguono i 5 consiglieri consiglieri di opposizione – completare l’iter già nella prossima seduta del Consiglio regionale di martedì 24 marzo e restituire ai lucani uno strumento fondamentale di partecipazione, consentendo loro di esprimersi attraverso il referendum non solo sulla vicenda dei vitalizi, ma su tutte le questioni di interesse regionale». «Negare o rinviare ancora questo passaggio – concludono – significherebbe assumersi la responsabilità politica di impedire ai cittadini di esercitare un diritto previsto dallo Statuto».
Il Quotidiano del Sud.
Vitalizi, stoppato il referendum: «Irragionevole abrogare tutto»