Viva Giuliano e viva i foglianti, fonti di idee, follia e ottimismo!

  • Postato il 30 gennaio 2026
  • Di Il Foglio
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Viva Giuliano e viva i foglianti, fonti di idee, follia e ottimismo!

Al direttore - Trent’anni di Foglio. I migliori anni della nostra vita. Qualche flashback: Roma, 2001, forse 2002. Compro il giornale in edicola, quello dietro di me sbuffa “ecco chi so’ ’sti pezzi demmerda che leggono il Foglio!”. Faccio il vago, me ne vado. Finisce bene (ricordo che era molto grosso). Ma che adrenalina! Che goduria! – e ripensandoci: che roba dell’altro secolo litigare per un giornale davanti a un’edicola, tipo duello al Gianicolo. Negli anni Zero o anche Dieci ogni volta che entravo all’università infilavo il Foglio dentro la presentabile e Giusta Repubblica, ben nascosto, come un inserto o un giornaletto porno. Ma i tempi cambiavano. Noi foglianti infiltrati all’università sotto copertura del Gruppo Espresso non eravamo più “pezzidemmerda”, ma semmai snob, blasé, elitari, rompiballe. E poi lì dentro c’era un po’ di tutto. Anni dopo, iniziando anche a scriverci come una principessa Disney che realizza il suo sogno ma all’inizio anche col terrore di essere smascherato dai baroni, scoprivo che mi leggevano persone insospettabili. Poi è arrivato il Mondo Nuovo. Il giornale lo leggo sul telefono. Nessuno più sbuffa dietro di me. L’edicola ha chiuso. Il tizio minaccioso probabilmente è su TikTok a sgolarsi per Francesca Albanese. O forse, chissà, scrive sul Foglio. Auguri!

Andrea Minuz

 

Viva Giuliano e viva i foglianti: fonti inesauribili di idee, sorrisi, follie e irresponsabile ottimismo.

 

 

Al direttore - Con mirabile tempismo, mentre i ragazzi ustionati a Crans-Montana si stanno curando con il gel prodotto dall’israeliana MediWound e in perfetta sincronia, guarda un po’, con la Giornata della memoria, le sigle sindacali Filcams Cgil e Usi Farmacap hanno annunciato con soddisfazione che l’azienda romana Farmacap, che gestisce 47 farmacie comunali a Roma, ha eliminato l’azienda israeliana Teva, importante produttrice di medicinali generici, dall’elenco dei suoi fornitori. Si accoglie così la richiesta avanzata a suo tempo dal Movimento 5 stelle, Avs e Giovani democratici, oltre alle solite sigle del professionismo pro Pal. Trionfo del campo larghissimo, insomma, pur di dare addosso a Israele. Che tristezza e che vergogna.

Nicoletta Tiliacos

 

 

Al direttore - Non riesco a capire perché, secondo Mario Monti, gli italiani, con una vittoria del No nel referendum, dovrebbero pagare il fio per il garbo con cui Giorgia Meloni critica le intemerate di Trump.

Giuliano Cazzola

 

 

Al direttore - Mi colpisce una curiosa asimmetria nel dibattito europeo sul libero scambio. L’accordo con il Mercosur viene rinviato da anni, tra indignazioni e trattori pronti a scendere in strada, mentre quello con l’India procede silenzioso e deciso. Eppure l’India non è esattamente un villaggio alpino, ma un gigante, in tutti i sensi. Il dubbio resta: è il commercio a preoccuparci, o il rumore che decide di accompagnarlo? Cordialmente.

Jacopo Guolo

 

La risposta è una: l’irresponsabilità della politica che sceglie di cedere ogni sua sovranità ai più estremisti tra gli agricoltori. Una piccola minoranza che facendo rumore sembra pesare più di una maggioranza silenziosa fatta da imprese che altro non chiedono che trasformare la globalizzazione non in una valle di rischi ma in una terra di opportunità. Viva l’accordo Mercosur, viva l’accordo con l’India, viva l’Europa che si apre al mondo quando il mondo sembra volersi chiudere su se stesso.

 

 

Al direttore - Da un giornale come il Foglio, così attento all’integrazione culturale e politica dell’Europa, mi sarei aspettato maggiore attenzione su quello che è stato forse l’evento culturale europeo più rilevante del 2025: mi riferisco alla pubblicazione dell’album “Lux” della cantante catalana Rosalía. In una manciata di canzoni, questa ragazza è riuscita a mescolare, generando qualcosa di nuovo e originale, le più disparate tradizioni musicali europee, riuscendo, a mio parere per la prima volta nella nostra recente storia comune, a creare un’opera d’arte autenticamente europea. Le suggestioni della lirica italiana, il sinfonismo beethoveniano, la musica popolare spagnola, il valzer viennese (e, a dirla tutta, anche qualche influenza extraeuropea) sono tutti presenti nelle tracce di questo nuovo album, che peraltro, anche grazie a questa felice commistione, sta riscuotendo un successo clamoroso dentro e fuori dai nostri confini. Che noi generazioni più giovani siamo spontaneamente europee è un assioma già arcinoto, ma che oggi queste stesse generazioni creino opere di tale portata, che davvero arricchiscono il nostro patrimonio comune, è degno della massima attenzione. Le porgo cordiali saluti.

Matteo Cazzetta

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Autore
Il Foglio

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