Voto di scambio alle regionali del 2020: il ministero di Carlo Nordio chiede un risarcimento da 5 milioni
- Postato il 20 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Cinque milioni di euro di risarcimento per i danni morali e di immagine. È questa la richiesta del ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio insieme al ministero dell’Interno nell’udienza preliminare dell’indagine sull’ipotesi di voto di scambio legato alle elezioni regionali liguri del 2020. I due ministeri hanno chiesto anche un risarcimento di 448.000 euro per i danni patrimoniali.
L’udienza preliminare si è tenuta questa mattina nella tensostruttura di palazzo di Giustizia davanti al Gup Giorgio Morando. 18 gli imputati, tra cui l’ex capo di gabinetto della Regione Matteo Cozzani. La procura contesta, per alcuni, anche l’aggravante mafiosa. Al centro dell’inchiesta il presunto convogliamento di voti della comunità riesina verso la lista “Cambiamo con Toti Presidente” e tre candidati.
Il procuratore aggiunto Federico Manotti e il sostituto Luca Monteverde hanno chiesto il processo, tra gli altri, per Paolo Piacenza, presidente dell’Autorità di sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio, per i gemelli Maurizio e Arturo Angelo Testa, Stefano Anzalone, allora consigliere regionale, e Umberto Lo Grasso, ex consigliere comunale a Genova.
Intanto gli avvocati degli imputati hanno sollevato diverse eccezione a partire da quella di costituzionalità relativa al fatto che il Dpr 570/60 si applica sono alle elezioni statali e comunali e non a quelle regionali e ci sarebbe quindi un vuoto normativo rispetto alla fattispecie della corruzione elettorali.
Ancora, secondo alcuni legali i reati sarebbero già prescritti e alcune delle intercettazioni inutilizzabili. Il gup Giorgio Morando ha rinviato alle udienza del 9 e del 23 aprile per la discussione sulle eccezioni e le decisioni.