WeRide e Bosch spingono l’intelligenza artificiale nei sistemi di assistenza alla guida
- Postato il 31 gennaio 2026
- Smart Mobility
- Di Virgilio.it
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Nel dibattito sull’auto del futuro si parla spesso di elettrificazione, connettività e design, ma il vero cambio di paradigma sta avvenendo più in profondità, nel modo in cui il veicolo “capisce” ciò che lo circonda. L’annuncio della nuova tecnologia di assistenza alla guida basata su intelligenza artificiale -sviluppata da WeRide e Bosch – si inserisce esattamente in questa trasformazione, mostrando come l’evoluzione degli ADAS stia passando da sistemi reattivi a piattaforme cognitive, capaci di percezione, previsione e decisione quasi simultanee.
L’interesse attorno a questa collaborazione non nasce dal nulla. Già da tempo il settore automotive sta cercando una via per superare i limiti architetturali degli ADAS tradizionali, spesso costruiti come un mosaico di funzioni separate. Il progetto congiunto WeRide–Bosch, invece, punta a un approccio più radicale: trattare la guida assistita come un problema di intelligenza artificiale end-to-end, avvicinando ulteriormente il comportamento del veicolo a quello umano.
Il nuovo sistema ADAS
I primi segnali sono emersi nell’agosto 2025, quando hanno iniziato a circolare indiscrezioni su un nuovo sistema ADAS sviluppato congiuntamente da WeRide e Bosch. Inizialmente si parlava di una piattaforma sperimentale, pensata per dimostrare come le competenze maturate nel campo della guida autonoma potessero essere “ricondotte” in un contesto più vicino alla produzione di serie. Con la presentazione di WePilot AiDrive, il quadro è diventato più chiaro. Non si trattava di una semplice evoluzione di funzioni come il mantenimento di corsia o il cruise control adattivo, ma di un’architettura progettata fin dall’inizio per unificare percezione, pianificazione e controllo attraverso modelli di intelligenza artificiale addestrati su enormi volumi di dati reali. Un passaggio cruciale, perché segna l’ingresso delle logiche AV (autonomous vehicle) nel mondo ADAS, storicamente più conservativo.
Il cuore dell’innovazione sta proprio qui. Nei sistemi ADAS tradizionali, ogni funzione è spesso il risultato di una catena rigida: sensori che raccolgono dati, software che li interpretano, moduli separati che prendono decisioni. Questo modello funziona, ma mostra i suoi limiti quando lo scenario diventa complesso: cantieri, traffico urbano caotico, comportamenti imprevedibili di pedoni e ciclisti. L’approccio end-to-end promosso da WeRide e Bosch riduce questi passaggi intermedi. L’intelligenza artificiale impara a interpretare direttamente la scena e a generare la risposta più appropriata, con una maggiore continuità tra ciò che il veicolo “vede” e ciò che decide di fare. È una differenza sottile ma sostanziale, perché apre la strada a sistemi più fluidi, meno rigidi e più adattivi.
Un altro elemento chiave riguarda la gestione dei sensori. La piattaforma sviluppata con Bosch è pensata per funzionare sia in configurazioni multi-sensore avanzate, sia in modalità vision-centric, dove il peso maggiore è affidato alle telecamere e alla capacità dell’AI di interpretare le immagini. Questo aspetto è strategico per l’industria: ridurre la dipendenza da sensori costosi senza compromettere la sicurezza è uno degli obiettivi principali dei costruttori. In questo senso, la collaborazione WeRide–Bosch mostra come l’intelligenza artificiale possa compensare, almeno in parte, la complessità hardware, rendendo le soluzioni ADAS più scalabili e sostenibili a livello industriale.
Novembre 2025: lo Start of Production come punto di svolta
Il vero spartiacque arriva però a novembre 2025, quando il sistema raggiunge ufficialmente lo Start of Production. Non è solo una milestone tecnica, ma un segnale fortissimo per il mercato: significa che la tecnologia è ritenuta sufficientemente matura per entrare in veicoli reali, destinati a clienti reali. Raggiungere questo traguardo in circa sette mesi è un risultato che racconta molto del metodo di lavoro adottato. Da un lato, WeRide porta in dote l’esperienza accumulata su robotaxi e sistemi di guida autonoma avanzata; dall’altro, Bosch garantisce robustezza, affidabilità e conoscenza dei processi industriali, elementi imprescindibili quando si parla di automotive di serie.
Questa alleanza è interessante anche per ciò che rappresenta simbolicamente. Per anni, il mondo delle startup AV e quello dei fornitori automotive tradizionali hanno viaggiato su binari paralleli. Qui, invece, si vede un’integrazione reale: l’innovazione radicale della startup viene incanalata nella struttura industriale del Tier-1. È un modello che potrebbe diventare sempre più frequente, soprattutto mentre l’auto evolve verso un concetto software-defined, dove il valore non è più concentrato solo nella meccanica, ma nella capacità del software di aggiornarsi, migliorare e adattarsi nel tempo.

Pur restando formalmente nel perimetro degli ADAS, la tecnologia WeRide–Bosch guarda chiaramente oltre. Le stesse architetture AI che oggi supportano funzioni di assistenza avanzata possono, in prospettiva, abilitare livelli più elevati di automazione, semplicemente ampliando il dominio operativo e il quadro normativo di riferimento. In questo senso, l’ADAS diventa una sorta di ponte tecnologico: una soluzione immediatamente utilizzabile, ma già pronta a evolversi verso la guida autonoma quando il contesto — tecnico, normativo e culturale — lo consentirà.
Chi è WeRide
WeRide Inc. è una azienda leader globale nello sviluppo di tecnologie per la guida autonoma, fondata nel 2017 da Tony Xu Han. WeRide si è affermata come una delle realtà più dinamiche nell’ambito dell’automazione dei veicoli, focalizzandosi sulla progettazione e commercializzazione di soluzioni per la mobilità che spaziano dai robotaxi e robotobus fino a veicoli commerciali autonomi come robovan e robosweeper, cioè veicoli per la pulizia urbana senza conducente.
La tecnologia di WeRide copre livelli di automazione dal Level 2 al Level 4, passando per sistemi avanzati di ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) e piattaforme unificate che integrano sensori, percezione, pianificazione e controllo attraverso algoritmi basati su AI. Nel corso degli anni l’azienda ha ottenuto autorizzazioni per operare veicoli completamente senza conducente in diverse giurisdizioni, diventando una delle prime startup al mondo ad avere permessi per l’impiego di veicoli autonomi a livello commerciale. WeRide ha inoltre stretto partnership strategiche con player del settore come Uber per l’integrazione dei suoi robotaxi sulle piattaforme di ride-hailing, e con produttori come Renault e Bosch per sviluppare tecnologie condivise.
Per Bosch, questa collaborazione si inserisce in una strategia più ampia che vede l’intelligenza artificiale come elemento centrale non solo per la guida, ma per l’intera esperienza a bordo. L’obiettivo è trasformare l’auto in una piattaforma capace di comprendere il conducente in modo sempre più sofisticato. L’ADAS basato su AI diventa così una componente di un ecosistema più ampio, in cui hardware e software lavorano come un unico organismo.
La tecnologia di assistenza alla guida sviluppata da WeRide e Bosch rappresenta molto più di un nuovo sistema ADAS. È un indicatore chiaro della direzione presa dall’industria automotive, dove l’intelligenza artificiale non è più un’aggiunta, ma il cuore stesso dell’architettura del veicolo. Dai primi rumors dell’estate 2025 alla produzione di serie di fine anno, il progetto ha dimostrato che l’integrazione tra startup AV e grandi fornitori può accelerare in modo concreto l’adozione di soluzioni avanzate. Un passaggio fondamentale per trasformare l’auto connessa in un’auto realmente intelligente, capace non solo di assistere, ma di comprendere e anticipare.