"Autopsie superficiali" a Crans-Montana, parla il legale di Chiara Costanzo
- Postato il 19 gennaio 2026
- Cronaca
- Di Agi.it
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"Autopsie superficiali" a Crans-Montana, parla il legale di Chiara Costanzo
AGI - “Autopsie molto superficiali, abiti restituiti alle famiglie, cremazioni, rinuncia all'esame della salma da parte della Procura”. L'avvocato Vinicio Nardo, che assieme al collega Alfredo Zampogna assiste i familiari di Chiara Costanzo, la studentessa milanese morta nel rogo di Crans-Montana, manifesta le sue perplessità sul modo in cui vengono gestite le autopsie nell'inchiesta dei magistrati vallesi che vede indagati Jacques Moretti e Jessica Maric con le accuse di omicidio, incendio e lesioni colpose. Il tema ha suscitato critiche anche in Svizzera da parte dei legali di parte civile e di alcuni media.
“Dalle carte depositate dalla Procura sembra di capire che siano state svolte solo due autopsie e di queste ho letto gli esiti - spiega all'AGI Nardo -. Sono autopsie molto superficiali in cui ci si limita a dire che si rilevano delle ustioni e che rimandano a successivi esami tossicologici e istologici con l'analisi dei tessuti. Si parla di ustioni al viso e alle mani ma non si fa cenno all'analisi degli organi interni, un aspetto rilevante che in Italia, in questi casi, viene ritenuto fondamentale. Queste che vengono definite 'autopsie' sembrerebbero solo una sommaria constatazione dello stato della salma. Nemmeno un'ispezione del corpo da parte del medico legale da noi è così sommaria”.
Errori procedurali e la perdita di prove
Gli inquirenti hanno rimandato in Italia i corpi con gli abiti che i ragazzi indossavano la sera in cui sono stati uccisi dalle fiamme al 'Le Constellation'. Un errore, secondo Nardo, perché “i vestiti possono servire nell'identificare la causa e la dinamica del decesso, per esempio attraverso le macchie o le lacerazioni”. Come emerge da un carteggio riportato agli atti, nel caso del ventenne Léonard Harlant, un'altra giovane vittima, gli inquirenti hanno deciso di acconsentire alla richiesta della famiglia di non eseguire l'autopsia e di portare la salma fuori dalla Svizzera, nel suo Paese d'origine.
“In Italia questo non sarebbe stato possibile - chiarisce Nardo -. Il familiare 'subisce' la decisione della Procura che dispone l'autopsia ai fini dell'accertamento dei fatti, un'esigenza che prevale sul resto”. Anche la cremazione andrebbe evitata a indagini aperte. “La salma può essere riesumata e, anche dopo molto tempo, è in grado di fornire delle risposte. Ci sono sostanze che 'spariscono' dal corpo ma alcune si possono ritrovare anche dopo anni. Con la cremazione ti privi di questa possibilità”.
Il confronto tra indagini svizzere e italiane
Il legale milanese è critico anche sulla decisione degli svizzeri di non svolgere le autopsie sui giovani italiani e di avere restituito subito le spoglie all'Italia. Le Procure delle singole città delle vittime stanno gestendo e svolgendo gli esami ma c'è un problema. “Sicuramente da noi saranno molto più approfondite ma la Procura di Roma ha aperto un'indagine con gli stessi reati ipotizzati in Svizzera però a carico di ignoti. Questo significa che i difensori dei due indagati non potranno partecipare all'esame, cosa che avrebbero potuto fare in Svizzera”.
Il peso decisivo dell'autopsia nel diritto italiano
Nel nostro sistema, insomma, per Nardo l'autopsia ha un peso decisivo: “Serve anche a fini civilistici per accertare il concorso di colpa nel caso per esempio di soccorsi tardivi che possono suscitare una sofferenza maggiore per la vittima e che si traduce in un danno che 'passa' agli eredi. Consente di ricostruire la scena del crimine, ti offre indicazioni per capire come si è mossa la persona. Un esame accurato può servire anche se nel corso delle indagini emergono spunti investigativi nuovi che possono essere confermati dall'esito”. Nardo rievoca l'epoca della pandemia: “Si fecero pochissime autopsie per via delle restrizioni e si sono svolti procedimenti giudiziari senza avere analizzato le salme per cercare la causa della morte. Questo ha offuscato le ricostruzioni di quanto avvenuto in quel periodo”.
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